Sony A99: uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una SLT A99 dotata degli obiettivi Zeiss 24-70 mm f/2,8 e Sony G 70-200 mm f/2,8.

La SLT A99 è una reflex abbastanza grande ed imponente, con un aspetto che ad un primo sguardo può intimidire. Poi usandola si scopre che è pesante, ma ben bilanciata e molto maneggevole. La A99 è ben proporzionata e nonostante le sue dimensioni e peso si impugrna bene, accedendo facilmente a tutti i comandi, mentre il peso, tuuto sommato,non stanca troppo nel portarse la in giro anche per lungo tempo.
La costruzione è eccellente, al livello delle migliori professionali, con il corpo in metallo, rivestito lateralmente in gomma morbida zigrinata, piacevole al tatto, che ne facilita l’impugnatura evitando che possa essere scivolosa.
Con lo Zeiss 24-70, l’insieme è equilibrato e facile da trasportare. Naturalmente ci vuole una borsa pronto o fotografica.

Il 24-70 è molto adatto come zoom di uso universale per foto di viaggio, paesaggio, interni, ritratti, gruppi, eventi e cerimonie. Delle caratteristiche e qualità dell’obiettivo parlerò nell’apposita pagina. Il 70-200 2,8 è invece un obiettivo adatto per foto sportive, anche in ambienti non troppo illuminati, teatro, concerti, ma anche per ritratti.
E’ comunque una soddisfazione usare gli obiettivi per la loro focale effettiva senza dover sempre considerare i fattori moltiplicativi e tutte le complicazioni che comportano.

I comandi per l’operatività fotografica sono tutti concentrati sul lato destro, tranne il pulsante per il richiamo dei menu, a portata di dita e facilmente raggiungibili e memorizzabili. Molto comodi i pulsanti davanti al display tutti raggiungibil facilmente con l’indice anche con l’occhio al mirino. Quello per la sensibilità Iso, a destra dopo quello per l’illuminazione del display, è incavato e facilmente distinguibile al tatto. Basta premerlo e senza continuare la pressione si può variare con la ghiera di regolazione accanto la sensibilità Iso. Veramente comodo e rapido, molto meglio di quello sulla sinistra delle Nikon, difficile da trovare senza spostare la mano dall’impugnatura e che va tenuto premuto per effettuare la regolazione, impegnando due mani per l’operazione. Comoda la leva di accensione coassiale con il pulsante di scatto e azionabile molto rapidamente. Semplice la scelta dei punti di messa a fuoco effettuabile con il pollice premendo l’apposito pulsante Fn al centro accanto allo schermo e poi con il joistick direzionale, spostando eventualmente il punto se non si vuole quello centrale, e confermando con il tasto al centro. Si può scegliere anche la messa a fuoco ampia e in questo caso la macchina sceglie automaticamente i punti AF, oppure una zona (centro, destra, sinistra) o infine il solo punto centrale. Anche la compensazione dell’esposizione è facilmente effettuabile, nelle modalità P, Av e Tv, premendo il pulsante +/- sulla calotta e regolandola con il joistick. Il program shift invece si ottene con la ghiera di controllo principale (anteriore) che serve anche per la regolazione di tempi nella relativa priorità. I diaframmi invece si controllano con la ghiera posteriore In manuale la ghiera di controllo anteriore serve per i tempi e quella di controllo posteriore per i diaframmi. Sempre molto rapido e semplice. Le impostazioni dell’autofocus, automatico o manuale si effettuano con l’apposito pulsante sul dorso, mentre quelle per le modalità di raffica e autoscatto si effettuano premendo l’apposito pulsante sulla calotta e poi ruotando la ghiera posteriore di controllo e possono essere tutti effettuati con l’occhio al mirino, come tempi, diaframmi e sensibilità Iso, oppure controllando sullo schermo o sul display LCD superiore. Per tutte le altre regolazioni è molto comodo richiamare sllo schermo il menu di regolazione rapida e poi effettuarle con questo. Da questo punto di vista quindi l’usabilità della macchina è ottima. Non esiste invece un apposito comando per il live view perchè l’immagine vista nel mirino o sullo schermo è sempre in live view. Per le riprese video si può premere il relativo pulsante con qualsiasi impostazione, ma se si vogliono effettuare impostazioni manuali è necessario mettere prima la ghiera di selezione sulla posizione video.

Il mirino a elettronico con 2.359,000 pixel, copertura del 100 % e ingrandimento reale di 0,71x con 50 mm è molto ampio e luminoso. Ad un primo sguardo non sembra nemmeno un mirino elettronico in quanto non presenta riflessi o ritardi. Solo muovendo velocemente la fotocamera ci si può accorgere che l’immagine che si vede è elettronica. Altra indicazione viene dal fatto che nel mirino si possono vedere le correzioni effettuate all’esposizione. I punti AF coprono un’ampia superficie e sono ben posizionati anche per l’inseguimento di soggetti che si spostano lateralmente. Quelli attivi sono visualizzati in rosso al momento della messa a fuoco. Alla sua base sono visualizzate tutte le impostazioni della fotocamera, tempi, diaframmi, sensibilità, compensazione dell’esposizione, WB, modalità di scatto, impostazione flash, blocco AE/AF e conferma messa a fuoco, quindi si può scattare senza distogliere l’occhio dal mirino.

Lo schermo da 3″ articolato e con 1.229.000 pixel ha un’elevata nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. La possibilità di orientarlo però è molto comoda per riprese dal basso, dall’alto e video.

La SLT A99 è dotata di stabilizzatore integrato, abbastanza efficace visto che anche con tempi relativamente lunghi non ho ottenuto foto mosse. Dalle mie prove ho rilevato che consente di guadagnare circa 3 stop sul tempo di esposizione, come si può vedere dalle foto allegate.

La messa a fuoco è a rilevamento di fase con 19 punti di cui 11 a croce integrati da 102 punti AF a rilevamento di contrasto sul sensore di ausilio per la messa a fuoco ad inseguimento. La sensibilità dell’autofocus è elevata e arriva a -2 EV. Durante le riprese video la messa a fuoco è effettuata con il sistema a rilevamento di fase, come per le foto, e questa caratteristica esclusiva di Sony la rende molto veloce e precisa. La velocità con gli obiettivi provati è molto elevata, anche con il Sony G 70-200 non dotato di motore SSM ad ultrasuoni silenziosa e molto precisa. La messa a fuoco è quindi molto efficace anche per soggetti in rapido movimento attivando il focus tracking. Il sistema autofocus è poi personalizzabile, scegliendo aree di messa a fuoco e punti singoli. E’ anche possibile limitare la gamma di messa a fuoco fra una distanza minima ed una massima per renderla più veloce. C’è anche la possibilità di una taratura di precisione per la messa a fuoco personalizzata per obiettivo. La scelta automatica dei punti AF funziona bene in quasi tutte le situazioni, ma se si vuole una messa a fuoco precisa è quindi bene scegliere il punto centrale, mettere a fuoco premendo a metà il pulsante di scatto (oppure quello di blocco AE/AF se impostato solo sul blocco della messa a fuoco) e poi senza rilasciare il pulsante modificare se necessario l’inquadratura.
La messa a fuoco manuale, impostabile o con un comando sull’obiettivo o con l’apposito tasto Fn, può essere assistita dalla intensificazione dei contorni con un colore a scelta (focus peacking) oppure con un ingrandimento dell’immagine, ottenuto con l’apposito tasto sul dorso, sia nel mirino che sullo schermo.
E’ infine disponibile una funzione per il rilevamento dei visi e del sorriso.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione dello stile. In alternativa si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift) con la ghiera di controllo principale, le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a +/- 3 EV. In tutte le modalità è molto facile regolare la macchina con le due ghiere. La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo il pulsante dedicato e con la ghiera, oppure con il pannello di controllo rapido. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, parziale o spot.
L’automatismo però ha un comportamento un po’ particolare che mi ha inizialmente sconcertato. Infatti in Program o in priorità dei tempi, con Iso Auto, la fotocamera inizia ad aumentare la sensibilità Iso quando ha raggiunto il tempo minimo di scatto ritenuto sicuro (un po’ troppo lento secondo me), ma prima di avere aperto al massimo il diaframma. In pratica a 24 mm con il 24-70/2,8, raggiunto il temp di 1/30 iniziava ad aumentare la sensibilità con il diaframma a f/4,0. Lo stesso avviene in priorità dei tempi, la sensibilità aumenta prima di avere aperto al massimo il diaframma.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ha privilegiato le luci, sottoesponendo le ombre, con foto un poì dure e contrastate a cui ho dovuto apportare delle correzioni. Tendenzialmente opera in modo equilibrato, cercando di salvare le luci; in qualche caso quindi le ombre possono risultare un po’ scure e si deve intervenire con la compensazione dell’esposizione o, meglio, con il DRO. Si possono scegliere vari stili per le foto: standard, ritratto, paesaggio, neutro, ritratto, monocromo e altri. Ciascuno stile è personalizzabile riguardo a nitidezza, contrasto, saturazione e tonalità. Questo vale per le foto salvate direttamente in jpeg. Se si usa il raw è possibile applicare gli stili a posteriori, durante la fase di conversione in jpeg.
Sono presenti anche numerosi effetti speciali, richiamabili tramite tasto Fn, comprendenti fotocamera giocattolo, colore pop, posterizzazione, foto d’epoca, high key, colore parziale, mono ad alto contrasto, lievemente sfuocato, dipinto HDR, ed altri. C’è anche la possibilità di scegliere le scene preimpostate; ritratti, eventi sportivi, macro, paesaggi, tramonto, scena notturna, crepuscolo e ritratto notturno..
E’ infine disponibile la funzione HDR che effettua tre scatti, con esposizione normale, sottoesposto e sovraesposto e li combina in un’unica immagine jpeg.

Una caratteristica importante delle fullframe è il maggiore controllo che consentono sulla profondità di campo. Infatti a parità di f/stop (cioè di numero di diaframma) una fullframe ha una profondità di campo inferiore ad una APS o a una Micro 4/3 rispettivamente di uno stop o di due stop. Usando quindi gli obiettivi alla massima apertura, in particolare con i focale fissa di grande luminosità, si può isolare il soggetto dallo sfondo con una profondità di campo ridottissima, cosa impossibile o quasi con i formati più piccoli. Se invece serve una profondità di campo elevata si può chiudere il diaframma, allungando il tempo di posa per i soggetti statici, oppure aumentando la sensibilità Iso, senza penalizzazioni per la qualità d’immagine.

Le foto possono essere salvate in due rapporti di aspetto; 3:2 e 16:9 in Jpeg con qualità Xfine, Fine o Standard, in raw (ARW) e in raw più jpeg.

La A99 non dispone di flash integrato. Questa scelta, fatta presumibilmente perchè si pensa che chi usa una fotocamera di questo livello abbia anche un flash esterno, è però penalizzante perchè non sempre ci si porta il flash se non si prevede di usalo e, senza flash integrato, non si può usufruire di questo tutte le volte in cui servirebbe un semplice flash di schiarita, ad esempio per un ritratto al volo in esterni con il sole alto.
Il tempo di sincronizzazione flash massimo è di 1/250 di secondo.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità AVC/H.264 60p e 30p o in MPEG-4 a 1440×1080 pixel. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel 60p a 60 o 50 fg/so VGA a 640×424 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco è continua ed usa l’autofocus a rilevamento di fase. La ripresa può essere effettuata con l’esposizione completamente automatica, oppure regolando manualmente la sensibilità, il diaframma, il tempo di otturazione e la messa a fuoco. E’ possibile collegare un microfono stereo esterno e delle cuffie per il controllo del sonoro. E’ anche possibile controllare il video su un monitor esterno tramite l’uscita HDMI.
La stabilizzazione untegrata ha fornito buoni risultati, con un guadagno fra i 2 e i 3 stop sia con il 24-70 sia con il 70-200. Questa funzione è molto vantaggiosa per l’uso con gli obiettivi a focale fissa e con gli zoom grandangolari che di solito non hanno stabilizzazione.

Nell’uso la SLT A99 si è dimostrata una fotocamera veramente eccellente. Il suo peso ed ingombro non pur consistenti non sono un ostacolo per chi vuole la qualità; si può portare facilmente tutto il giorno senza problemi. Se dotata di un obiettivo come il 24-70 si potranno affrontare molte situazioni fotografiche in viaggio, vacanze, eventi, mostre, ecc. senza dover cambiare obiettivo anche se il tele non è molto spinto (ma in realtà quasi sempre se ne può fare a meno), ma naturalmente va corredata degli obiettivi adatti al tipo di riprese che si vogliono fare, scegliendo dal catalogo Sony o da quello di altri produttori. Il mirino elettronico è eccellente e consente un’ottima visione. Quando invece si vuole usare lo schermo, come per le riprese video, ci si accorge che ha i soliti difetti di tutti gli schermi: in esterni con il sole si vede poco. L’accensione è immediata. L’interruttore coassiale conil pulsante di scatto è molto comodo se si tiene, come faccio io, la macchina con la mano destra sull’impugnatura durante il trasporto, per essere pronti a fotografare. I comandi sono molto pratici e completi e consentono tuttr le regolazioni con l’occhio al mirino. Molto pratico anche il menu di controllo rapido. L’autofocus rapidissimo, prciso e flessibile non mi ha fatto perdere nessuno scatto e l’esposizione ugualmente si è rivelata quasi sempre corretta.
La qualità d’immagine è commentata nella pagina dedicata al sensore.
Ho usato la Sony A99 in situazioni diversissime, dalle foto come turista in giro per Roma, a quelle di una partita di calcio con il 70-200/2,8, ad eventi in poca luce e cerimonie. In ogni situazione ho ottenuto immagini e filmati di eccellente qualità, oltre una facilità ed un piacere nell’usarla veramente unici.
Le foto pubblicate sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Sony, Image Data Converter e con Adobe Lightroom 5.

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