Sony A7C: prestazioni & conclusione

Sensore

La A7C è dotata di un sensore BSI-CMOS retroilluminato con 24 Mpx. La sua sensibilità varia da 100 a 51200 ISO a passi di 1/3 EV con la possibilità di estensione da 50 a 204800 ISO.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A7 III è il riferimento.

Il rumore della A7C è leggermente inferiore a quello della A7 III fino a 200 ISO e poi superiore di circa 1/2 stop da 1600 ISO fino a 51200. Oltre questa sensibilità il rumore è uguale a 102400 e più alto a 204800, influenzato dal viraggio sul verde, ma comunque queste sono sensibilità che non si usano mai.
Il risultato è ottimo, nella media della categoria.

Foto da raw con CaptureOne senza riduzione di rumore

Le foto iniziano a presentare tracce di rumore, appena visibili, a 3200 ISO, anche se a questa sensibilità le foto possono essere usate anche così come sono. Da 6400 ISO il rumore è più evidente ed è opportuna una sua riduzione, indispensabile da 12800 ISO. Le due sensibilità estese di 102400 e 204800 ISO sono comunque pervase dal rumore e difficilmente recuperabili.

Foto da raw con CaptureOne con riduzione dei falsi colori

Riducendo il rumore cromatico rimane una granulosità scura, che non disturba molto e accettabile fino a 6400 ISO. Oltre questa sensibilità è però necessario ridurre anche il rumore di luminanza.

Foto da raw con CaptureOne con riduzione di rumore

Applicando un’adeguata riduzione di rumore si possono ottenere foto pulite fino a 12800 ISO, ma con una perdita progressiva di dettaglio che alle sensibilità più alte diventa eccessiva. Alle sensibilità oltre 51200 non è possibile comunque eliminare totalmente il rumore.

Foto da raw con CaptureOne senza riduzione di rumore a 10 Mpx

Le foto ridotte di dimensioni a 10 Mpx (risoluzione sufficiente per una stampa A4), guadagnano uno stop e il rumore comincia ad essere visibile a 6400 ISO, e potrebbe essere accettabile anche a 12800.

Foto da raw con CaptureOne con riduzione dei falsi colori a 10 Mpx

anche in questo caso, con il guadagno di uno stop, le foto fino a 12800 ISO sono accettabili ed anche quelle a 25600 potrebbero essere usabili.

Foto da raw con CaptureOne con riduzione di rumore a 10 Mpx

In questo caso la perdita di nitidezza è meno rilevante e le foto sono utilizzabili fino a 25600 ISO.

Foto jpeg dalla fotocamera

La riduzione di rumore comincia a far perdere nitidezza da 6400 ISO, comunque a questa sensibilità le foto mantengono una buona qualità e sono utilizzabili. Oltre il rumore non è totalmente eliminato e la nitidezza si riduce troppo.

In conclusione una buona prestazione . Con la A7C si può scattare senza problemi fino a 6400 ISO e usando il raw e applicando una leggera riduzione di rumore fino a 12800. I 25600 ISO possono essere usati se non si hanno esigenze di forte ingrandimento. Oltre è bene non andare.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della A7 III come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La A7C ottiene in questo test un buon risultato con una gamma dinamica superiore a quella della A7 III da 1/3 a 2/3 EV fra 400 e 25600 ISO. Oltre questa sensibilità le due curve coincidono. Un’ottima prestazione.
La differenza con la A7 III, che monta lo stesso sensore, è evidentemente dovuta alle differenza nel firmware della fotocamera più recente.

Per verificare anche in pratica la gamma dinamica e la capacità di recupero di sotto e sovraesposizioni ho scattato delle foto di paesaggio, tutte alla stessa sensibilità di 100 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 4 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom.

In sottoesposizione si può compensare bene con una buona resa della gamma tonale e dei colori fino a -4 stop, il rumore però con questa sottoesposizione è abbastanza alto. Per non subire un rumore eccessivo ci si deve quindi limitare ad un massimo di -3 stop o ancora meglio a -2, nel qual caso non si rileva nessuna differenza con la foto esposta correttamente. In sovraesposizione invece si possono recuperare fino a +2 stop poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile e le foto diventano piatte e grigiastre.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto in esterni in poca luce per l’esposizione corretta a 12800 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 400 ISO, infine ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.

Con una sottoesposizione di -5 stop, 400 ISO, e una correzione in conversione da raw il rumore è eccessivo e molto superiore a quello della foto esposta correttamente a 12800 ISO. A – 3 stop, 1600 ISO, il rumore nelle parti illuminate è analogo a quello della foto a 12800 ISO, mentre nelle parti nere, come il cielo, è un po’ più alto. Da -2 stop, 3200 ISO, il livello di rumore è equivalente a quello della foto esposta correttamente a 12800. Il sensore quindi consente una buona invarianza ISO e si può arrivare fino a -3 stop di sottoesposizione.

Obiettivi

Nota importante sulla risoluzione:

il sensore da 24 Mpx della A7C in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 6000 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 6000:2= 3000 linee. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2100 linee.

Con la A7C ho avuto a disposizione per la prova lo zoom 28-60 mm f/4,0-5,6 con cui è venduta in kit e il grandangolo 24 mm f/2,8 G della nuova serie compatta.

28-60/4,0-5,6

E’ un obiettivo compatto progettato specificamente per la A7C, anche se ovviamente può essere usato su tutte le mirrorless Sony. La sua luminosità è ridotta per contenere peso e dimensioni, ma si è dimostrata sufficiente considerando la buona tenuta del sensore della A7C alle alte sensibilità.

L’obiettivo è del tipo rientrante per facilitarne il trasporto e deve essere portato in posizione di funzionamento prima di scattare, tramite la ghiera dello zoom, allungandosi sensibilmente. La ghiera dello zoom è posizionata vicino all’innesto ed è abbastanza fluida; quella della messa a fuoco, più avanti, è più sottile ed agisce per via elettrica, come in tutti gli attuali obiettivi. L’obiettivo è composto da 8 lenti in 7 gruppi con 3 lenti asferiche. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22-32. La messa a fuoco minima arriva a 30 cm in posizione grandangolo e a 45 in posizione tele con un ingrandimento massimo 0,16x. Il motore di messa a fuoco è di tipo lineare, veloce e silenzioso anche per le riprese video. La costruzione è in parte in plastica, con innesto in metallo e protetta da polvere ed acqua. Le dimensioni sono 66,6 mm di diametro per 45 di lunghezza (quando è retratto) con un peso di 167 grammi. Il diametro filtri è di 40,5 mm.
Costa circa 400 € se non acquistato insieme alla fotocamera.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali di 28, 40 e 60 mm.

La risoluzione è molto buona al centro a tutte le focali dalla massima apertura, che varia in funzione della focale, fino a f/16. Poi cala a f/22, tranne che alla minima focale, e ancora di più alle maggiori apertura. I bordi sono un po’ inferiori al centro a alla minima focale per poi recuperare alle focali maggiori fino ad eguagliare il centro a 60 mm; sono comunque sempre buoni fino a f/16, solo discreti oltre.
Il limite alla risoluzione non è l’obiettivo, ma il sensore.

Distorsione

La distorsione è impercettibile nelle immagini jpeg o convertite con CaptureOne in cui è applicata la sua correzione. Senza correzione è però forte, 6,3 % a barilotto a 28 mm e praticamente assente a 40 e 60 mm.

Vignettatura

La vignettatura è corretta automaticamente come la distorsione dalla fotocamera o dal software di conversione. Senza correzione è di 1,4 stop a 28 mm f/4,0 ed è ancora 1 stop da f/8. A 40 mm è di 1 di stop a f/5,0 e 0,6 a f/8,0; a 60 mm infine è 0,7 stop a f/5,6 e f/8,0.

In conclusione un buon obiettivo, adeguato come prestazioni tranne l’eccessiva distorsione, corretta però automaticamente.

Gli scatti effettuati confermano i risultati delle misure.

24/2,8 G

Anche questo è un obiettivo compatto progettato specificamente per la A7C, anche se ovviamente può essere usato su tutte le mirrorless Sony. Le sue dimensioni sono quindi contenute.
Dispone di una ghiera dei diaframmi posizionata prima della ghiera di messa a fuoco, ad azionamento elettrico, che è a filo della lente frontale.

L’obiettivo è composto da 8 lenti in 7 gruppi. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22. La messa a fuoco minima arriva a 24 cm con un ingrandimento massimo 0,13x. Ci sono due motori di messa a fuoco di tipo lineare, veloci e silenziosi anche per le riprese video. La costruzione è in parte in plastica, con innesto in metallo e protetta da polvere ed acqua. Le dimensioni sono 68 mm di diametro per 45 di lunghezza con un peso di 162 grammi. Il diametro filtri è di 49 mm.
Costa circa 640 €.

Risoluzione

La risoluzione è molto buona al centro a tutte le focali dalla massima apertura f/2,8 fino a f/16. Poi cala a f/22. I bordi sono decisamente inferiori, discreti da tutta apertura a f/16 e sufficienti a f/22.
Anche in questo caso il limite alla risoluzione non è l’obiettivo, ma il sensore.

Distorsione

La distorsione è impercettibile nelle immagini jpeg o convertite con CaptureOne in cui è applicata la sua correzione. Senza correzione è però forte, 8,3 % a barilotto.

Vignettatura

La vignettatura è corretta automaticamente come la distorsione dalla fotocamera o dal software di conversione. Senza correzione è di 2 stop a f/2,8, 1,7 a f/4,0 e 1,4 a f/5,6.

In conclusione un obiettivo adeguato come prestazioni tranne per i bordi inferiori al centro e per l’eccessiva distorsione, corretta però automaticamente. E’ però inferiore allo zoom 28-60.

Gli scatti effettuati confermano i risultati delle misure.

Autofocus

L’autofocus è molto preciso e veloce. In pratica non ha mai mancato la messa a fuoco anche in condizioni di pochissima luce. Per i soggetti in movimento veloce si ottengono ottimi risultati in AF-C con inseguimento. La funzione Lock-on-AF consente di da agganciare al soggetto e seguirlo nei suoi spostamenti. La sensibilità è ottima, -4 EV e l’autofocus funziona anche a livelli di luminosità molto bassi aiutato anche dall’illuminatore.
Anche nella prova in raffica è stato molto efficace.
Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, anche se in rari casi ha dimostrato qualche incertezza con lievi perdite di fuoco.

Stabilizzazione

Le foto sono state scattate alla focale massima di 60 mm partendo dal tempo di scatto di sicurezza per la focale usata di 1/60.

La stabilizzazione si è mostrata abbastanza efficace consentendo di scattare foto nitide fino a 1/4 di secondo con un guadagno di 4 stop rispetto all’uso senza stabilizzazione. A 1/2 di secondo, 5 stop sotto il tempo minimo di sicurezza, si possono ottenere anche foto discretamente nitide facendo più tentativi.

Raffica

La A7C dispone di quattro velocità di raffica: Lo 3, Mid 6 e Hi 8 fg/s con visione live view nel mirino o nello schermo e Hi+ 10 fg/s senza live view. Per tutte l’esposizione è determinata scatto per scatto così come la messa a fuco usando la modalità AF-C continua.
Ho effettuato le prove con una scheda UHS II da 300 Mb/s, scattando alle velocità H+ solo in jpeg standard e priorità dei tempi con un tempo di scatto di 1/1000 e messa a fuoco manuale.

Jpeg

Alla velocità H+ la A7C scatta a 10 fg/s indefinitamente fino a riempimento della scheda.

Raw

Alla velocità H+ scatta a 10 fg/s per circa 4 secondi, circa 40 scatti per poi proseguire a 2,5 fg/s.

Nelle prove pratiche scattando sempre in jpeg, messa a fuoco continua AFC su “tracking” (inseguimento), priorità dei tempi a 1/1000 e scheda UHS II da 300 Mbit/s la A7C ha scattato a H+ 10 fg/s riuscendo sempre a tenere a fuoco i soggetti, auto a velocità da 50 a 80 kmh, salvo rare eccezioni (una decina di scatti su quasi 600).

In complesso un’ottima prestazione. Per chi cerca una fotocamera abbastanza piccola che consenta la ripresa di soggetti in movimento veloce (foto sportiva, animali in libertà, bambini che corrono) è un’ottima scelta.

Video

I video offrono un’ottima qualità e nitidezza con la possibilità di influire sul colore con i profili S-Log2 e 3 e di predisporli per il successivo montaggio e sincronizzazione anche tra più fotocamere con il Time Code.
E’ possibile effettuare le riprese con tutte le modalità di funzionamento, automatiche, a priorità e manuali.
Nelle riprese effettuate ho riscontrato una corretta esposizione e bilanciamento del bianco. La messa a fuoco, se è automatica, funziona bene senza ed è in grado di seguire soggetti in movimento. La possibilità di registrare il video non compresso su un dispositivo esterno può essere utile per il controllo su uno schermo più ampio o per registrare con una migliore qualità.

Galleria

Le foto sono state scattate come al solito a Roma.
Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 100 ISO, mentre per le foto in notturna è arrivata fino a una sensibilità di 12800.
Le foto sono state convertite con CaptureOne Express for Sony, scaricabile dal sito di PhaseOne, impostato con i suoi parametri di default tranne la riduzione di rumore che è stata azzerata, tranne per le foto sopra i 3200 ISO per le quali è stata usata la riduzione della componente colore. Sono rimaste attive invece la correzione della distorsione e della vignettatura dell’obiettivo.

Le foto hanno un’ottima nitidezza e ottimi colori, con un’alta qualità d’immagine.
Notare le foto N° 52 scattata a 1/4 di secondo.

Conclusioni

La A7C è una fra le poche mirrorless che si possono portare quasi sempre con se, se non l’unica. Come dimensioni esterne infatti è molto compatta e leggera pur essendo dotata di mirino e di schermo orientabile. L’ho portata in giro sempre in una piccola borsa e quasi non mi accorgevo di averla.
La costruzione è solida ed accurata. I comandi abbastanza comodi, anche se si sente l’assenza del joystick e della seconda ghiera frontale; comunque si riesce subito a regolarla come si vuole. I menu richiedono un minimo apprendistato, e sono un po’ troppo dispersivi. Il mirino è discreto anche se piccolo, lo schermo orientabile è comodo, ma come tutti gli schermi è poco visibile in esterni col sole.
La disponibilità di obiettivi Sony FE consente di affrontare tutti i generi fotografici.

La qualità d’immagine è ottima. La nitidezza e la risoluzione sono alte e le foto danno l’impressione di nitidezza in tutte le condizioni. Il rapporto segnale/rumore è ottimo e si possono usare i 3200 ISO senza problemi e arrivare anche a 6400 in particolare se si scatta in raw convertendo con CaptureOne Express ottimizzando la riduzione di rumore. Oltre è opportuno andare solo in caso di necessità. La gamma dinamica è ottima.
Le foto in jpeg provenienti direttamente dalla macchina sono già molto buone, ma si può ottenere di meglio usando il raw e convertendo le foto con CaptureOne per nitidezza, rumore e resa dei colori.
La messa a fuoco è uno dei punti di forza dell’A7C. Il sistema ibrido funziona molto bene e non ho mai ottenuto foto fuori fuoco. Le sue capacità di inseguimento consentono di mettere a fuoco e seguire in raffica soggetti in movimento veloce bloccando la messa a fuoco sul soggetto. In più ci sono la funzione di riconoscimento dei volti, quella per la messa a fuoco degli occhi del soggetto nelle foto di ritratto.
Gli obiettivi provati, Sony 28-60/4,0-5,6 e 24/2,8 G, si sono dimostrato buoni, anche se i loro maggiori pregi sono al compattezza e la leggerezza.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Molto buono: la fotocamera è costruita in lega di magnesio, ben assemblata e finita, protetta da acqua e polvere

Ergonomia e comandi

Buono: i comandi sono comodi ed ben disposti, Ci sono diversi pulsanti personalizzabili per le funzioni più usate. Mancano però il joystick e la seconda ghiera frontale.

Menu

Discreto: sono ma un po’ lunghi e molto articolati.

Mirino

Discreto: è piccolo con una risoluzione base e un ingrandimento ridotto. Richiede un po’ di abitudine, ma svolge la sua funzione.

Schermo

Molto buono: lo schermo è chiaro, nitido e brillante. Molto comoda la possibilità di ribaltarlo in tutte le direzioni. Ottima la funzione “touch” per selezionare il punto o l’area di messa a fuoco anche con l’occhio al mirino.

Autofocus

Ottimo: è preciso e veloce in tutte le situazioni, anche per soggetti in rapido movimento. Efficiente la funzione di riconoscimento dei volti e degli occhi e la funzione Lock-on-AF che blocca la messa a fuoco su un soggetto in movimento.

Esposizione

Molto buono: sempre corretta anche in condizioni difficili. Solo in casi estremi ho dovuto apportare qualche correzione. Nelle foto notturne o in locali bui richiede una correzione di -0,7 stop usando la misurazione valutativa.

Bilanciamento del bianco

Molto buono: in automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto.

Qualità d’immagine

Ottimo: per definizione, gamma dinamica e soprattutto pe la tenuta alle alte sensibilità.

Raffica

Molto buono: raggiunge una velocità di 10 fg/s in jpeg con una raffica prolungata anche in raw e con foto anche di soggetti in movimento veloce.

Video

Ottimo: riprende video 4K e dispone di tutte le funzioni necessarie per riprese anche di tipo professionale compresa l’uscita video non compressa.

Obiettivi

Ottimo: il corredo di obiettivi disponibile è ampio ed adeguato a tutte le riprese. Gli obiettivi provati sono buoni e si distinguono soprattutto per le dimensioni ed il peso ridotto adeguati a quelli della A7C.

In conclusione la A7C si è dimostrata un’ottima fotocamera per tutti i generi fotografici, con una portabilità che la rende preferibile alle altre alternative fullframe e a diverse APS in molte occasioni. E’ una buona scelta per chi vuole una fotocamera compatta con un’ottima qualità d’immagine, ma con ingombri e pesi più ridotti.
In sostanza la A7C è una delle migliori mirrorless presentate recentemente.

Il prezzo è alto ma giustificato per la qualità e le caratteristiche della fotocamera.

Pregi

– costruzione e finitura di buon livello
– dimensioni e peso contenuti
– ottima qualità d’immagine
– ottimo rapporto segnale/rumore
– ottima gamma dinamica
– autofocus veloce, sensibile e preciso
– disponibilità di obiettivi di dimensioni e peso ridotto
– raffica veloce
– ottima ripresa video
– possibilità di montare obiettivi Sony A mantenendo l’autofocus e gli automatismi
– disponibilità di effetti creativi e stili personali
– schermo orientabile in tutte le direzioni

Difetti

– mirino piccolo e con ingrandimento ridotto
– mancanza del joystick
– mancanza della ghiera di regolazione frontale
– menu lunghi e dispersivi
– assenza di un flash integrato
– non viene fornito un caricabatterie separato
– manuale d’istruzioni troppo sintetico, è necessario scaricare online la guida completa

Alternative

Una vera alternativa alla A7C non esiste. Indico alcuni modelli di mirrorless fullframe abbastanza compatte che però non raggiungono il suo livello di miniaturizzazione.

Canon EOS RP

Ha la forma classica di una reflex anche se con dimensioni ridotte. Dispone di un sensore CMOS da 26 Mpx, innesto obiettivi Canon RF con la disponibilità di 24 obiettivi compresi dei focale fissa molto luminosi. Ha un mirino elettronico con 2,36 Mpx con copertura 100 % e ingrandimento 0,7x, lo schermo è ribaltabile in tutte le direzioni. L’autofocus è ibrido a rilevamento di fase con 4779 punti AF suddivisi in 143 zone. La raffica arriva a 5 fg/s, la ripresa video è 4K a 3840×2160 pixel 24p con ritaglio 1,7x. Dispone di prese per microfono e cuffia e di uscita HDMI. Ha un solo alloggiamento per schede di memoria SD UHS I. Le dimensioni sono 133x85x70 mm con un peso di 485 g.
Costa 1.120 € solo corpo e 1.420 € con lo zoom RF 24-105/4,7-7,1.

Nikon Z5

Ha la forma classica di una reflex anche se con dimensioni ridotte. Dispone di un sensore CMOS da 24 Mpx, innesto obiettivi Nikon Z con la disponibilità di 25 obiettivi compresi dei focale fissa molto luminosi. Ha un mirino elettronico con 3,69 Mpx con copertura 100 % e ingrandimento 0,8x, lo schermo è ribaltabile in alto e in basso. L’autofocus è ibrido a rilevamento di fase con 273 punti AF. La raffica arriva a 4,5 fg/s, la ripresa video è 4K a 3840×2160 pixel 30p con ritaglio 1,7x. Dispone di prese per microfono e cuffia e di uscita HDMI. Ha un doppio alloggiamento per schede di memoria SD UHS II. Le dimensioni sono 134x101x70 mm con un peso di 675 g.
Costa 1.530 € solo corpo, 1.850 € con lo zoom 24-50/4,0-6,3, 2.200 € con il 24-70/4,0 e 2.400 con il 24-200 VR.

Panasonic Lumix DC-S5

Ha la forma classica di una reflex anche se con dimensioni ridotte. Dispone di un sensore CMOS da 24 Mpx, innesto obiettivi L Mount, comune anche a Leica e Sigma, con la disponibilità di 48 obiettivi compresi dei focale fissa molto luminosi e dei Leica. Ha un mirino elettronico con 2,36 Mpx con copertura 100 % e ingrandimento 0,74x, lo schermo è ribaltabile in tutte le direzioni. L’autofocus è a rilevamento di contrasto usa la tecnologia Panasonic DFD che lo rende veloce quasi come quelli a rilevamento di fase ed ha 225 punti AF. La raffica arriva a 7 fg/s, la ripresa video è 4K a 3840×2160 pixel 60p. Dispone di prese per microfono e cuffia e di uscita HDMI. Ha un doppio alloggiamento per schede di memoria SD UHS II. Le dimensioni sono 133x97x82 mm con un peso di 714 g.
Costa 1.990 € solo corpo e 2.290 € con lo zoom 20-60/3,5-5,6.

Riporto anche le caratteristiche della A7 III, l’alternativa in casa Sony.

Sony A7 III

Ha la forma classica di una reflex anche se con dimensioni ridotte. Dispone di un sensore BSI-CMOS retroilluminato da 24 Mpx, innesto obiettivi Sony E con la disponibilità di 61 obiettivi, di cui 42 per fullframe, compresi dei focale fissa molto luminosi. Ha un mirino elettronico con 2,36 Mpx con copertura 100 % e ingrandimento 0,78x, lo schermo è ribaltabile in alto e in basso. L’autofocus è ibrido a rilevamento di fase ed ha 693 punti AF. La raffica arriva a 10 fg/s, la ripresa video è 4K a 3840×2160 pixel 30p. Dispone di prese per microfono e cuffia e di uscita HDMI. Ha un doppio alloggiamento per schede di memoria SD UHS II. Le dimensioni sono 127x96x74 mm con un peso di 650 g.
Costa 1.950 € solo corpo, 2.190 € con lo zoom 28-70/3,5-5,6 OSS e 3.080 con il 24-105/4,0 OSS.

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