Sony A6300: descrizione e uso

Descrizione e comandi

La A6300 è una mirrorless molto compatta. Il corpo ha spigoli arrotondati tranne che nella calotta superiore, c’è anche una piccola impugnatura rivestita in materiale morbido, ed è molto ben costruito, in lega di magnesio, ben finito e protetto da polvere ed acqua. Il mirino è nell’angolo superiore sinistro, a differenza delle mirrorless che hanno la forma di reflex, in modo da evitare qualsiasi sporgenza sulla calotta superiore. Lo schermo orientabile in alto e in basso è da 3″, ha una risoluzione normale, 921.000 punti. I comandi sono quasi tutti concentrati sul dorso alla desra dello schermo e sono ben posizionati. L’obiettivo zoom con cui è venduta in kit è 16-50 mm equivalente ad un 24-75 mm in formato fullframe stabilizzato e quando la fotocamera è spenta rientra parzialmente e quindi contribuisce a contenere le dimensioni della macchina. Il modello provato aveva però in dotazione lo Zeiss 16-70 mm f/4,0 (24-105 mm eq.) più sporgente e pesante di migliore qualità, ma anche più caro.

Inizio la descrizione dal frontale:

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Su questo non ci sono comandi. Sulla sinistra dell’innesto obiettivi (guardando la fotocamera frontalmente) si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo e più in alto l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto.

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Sulla calotta superiore si vedono al centro la slitta porta accessori per un flash esterno o microfono. A destra il piccolo flash estraibile. Poi la manopola delle modalità di funzionamento: P Program, A priorità dei diaframmi, S priorità ei tempi, M manuale, 1 e 2 richiamo di due modalità personalizzate in memoria, filmato, funzione panorama, Scene e Auto. All’estrema destra una ghiera di regolazione realizzata in metallo. Questa ghiera svolge molte funzioni, a secondo delle modalità di funzionamento della macchina e dei menu richiamati dal tasto di navigazione. Come impostazione standard serve a modificare i tempi ed i diaframmi, oppure il programma e la compensazione dell’esposizione. Davanti, sull’impugnatura, il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione e all’estrema destra il tasto personalizzabile C1.

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Nella parte posteriore dominata dal grande schermo ribaltabile i comandi sono concentrati sulla destra. In alto all’estrema sinistra c’è il mirino elettronico con accanto il sensore per la commutazione automatica con lo schermo ed a destra la rotella di correzione diottrica. Andando verso destra troviamo il pulsante di apertura ed attivazione del flash, quello per il richiamo dei menu e quello per il blocco dell’esposizione con coassiale una piccola levetta per modificarne la funzione in quella di commutazione fra messa a fuoco automatica e manuale. Nello spigolo all’estrema destra il pulsante rosso per attivare la ripresa video in posizione un po’ scomoda da raggiungere con il pollice. A destra dello schermo ci sono dall’alto: il tasto Fn personalizzabile che per default richiama un quick menu a scorrimento per l’impostazione di tutte le principali regolazioni, il pad a quattro vie circondato da una seconda ghiera funzione rotante. Le funzioni del pad sono , dall’alto e in senso orario: scelta delle informazioni da visualizzare nello schermo o nel mirino, sensibilità Iso, compensazione esposizione e tipo di misurazione e infine autoscatto e raffica. Al suo centro il pulsante di conferma. Sotto infine ci sono il pulsante per la revisione delle foto e un secondo pulsante C2 personalizzabile che in revisione serve a cancellare le foto.

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Sul lato destro nulla da segnalare.

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Sul lato sinistro ci sono le prese USB, HDMI e l’ingresso microfono ricoperte da uno sportellino

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Nella parte inferiore troviamo l’inesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio e quello della scheda SD.

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Sull’obiettivo ci sono la ghiera per lo zoom molto ampia e con scorrimento fluido e davanti la ghiera più piccola per la messa a fuoco manuale..

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:

– batteria ricaricabile
– caricabatteria con cavo da collegare direttamente all’ingresso USB della fotocamera
– un cavo USB
– la cinghia a tracolla
– un manuale sintetico, quello completo è disponibile come pdf sul CD
Ilsoftware per visualizzare le foto, Play Memories Home e quello per la conversione delle foto raw Image Data Converter devono essere scaricati dal sito Sony come indicato nel manuale. Per la conversione raw e per la gestione, modifica e ritocco delle immagini però è preferibile scaricare il software Capture One Express for Sony dal sito di PhasOne.

Come accessori sono disponibili:
– telecomandi e comandi via cavo
– due adattatori per obiettivi Sony Alpha: LA-EA1 che mantiene l’autofocus solo con gli obiettivi SAM/SSM e LA-EA2 che la mantiene con tutti gli obiettivi Alpha

Principali schermate e menu

Descrizione & uso

Per la prova ho avuto a disposizione una A6300 dotata dell’obiettivo Zeiss 16-70/4,0 stabilizzato  fornito anche in kit.

In questa combinazione l’insieme macchina-obiettivo è abbastanza leggero anche se la lunghezza dell’obiettivo riduce la compattezza dell’insieme e rende necessaria una piccola borsa per il trasporto. La macchina rimane comunque molto maneggevole e compatta e non ci si accorge di averlasulla spalla o al collo.
Usarla è piacevole e consente di effettuare i più diversi tipi di riprese senza problemi. Contribuiscono a questo le sue numerose caratteristiche positive: mirino, schermo, comandi, autofocus, raffica e video.

Il mirino è stato inserito nel corpo senza alterare la linea compatta della macchina che è poco più grande della A5100 che ne è priva. Questo è un grosso vantaggio a confronto con mirrorless a forma di reflex, per quanto piccole, che presentano comunqe una sporgenza per alloggiare il mirino nella calotta superiore. Il mirino è di ottima qualità, con una risoluzione di 2,36 Mpx. La sua copertura è del 100 % con un ingrandimento reale di 0,7x (come quello di una reflex fullframe). E’ luminoso (la luminosità è regolabile) e non presenta scie o prdite di nitidezza se si muove velocemente l’inquadratura. Non presenta nemmeno il fenomeno del rumore quando si inquadrano scene in poca luce che invece avevo rilevato sulla NEX-7 e che era piuttosto fastidioso.
Lo schermo da 3″ con 921.000 pixel ha un’elevata nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce.

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Comoda la possibilità di ribaltarlo verso l’alto e verso il basso, utile su treppiede o se si vuole fotografare senza farlo vedere, anche se non si ribalta completamente in avanti per i “selfie” come quello della A5100.

Il corpo macchina è realizzato in lega metallica. I comandi sono ben disposti e permettono agevoli regolazioni in tutte le modalità di scatto, grazie anche alle due ghiere disponibili. L’unico comando scomodo è quello per la ripresa video, difficle da trovare e da azionare col pollice se si vuole usare il mirino.

La A6300 non è dotata di stabilizzatore integrato, che è stato inserito nella A6500 appena presentata, ma si affida a quello degli obiettivi. Il 16-70 provato è dotato di stabilizzatore abbastanza efficace visto che anche con tempi relativamente lunghi non ho ottenuto foto mosse. Per i risultati vedere la pagina delle prestazioni.

La messa a fuoco è ibrida con 425 punti AF a rilevamento di fase e 25 a rilevamento di contrasto selezionabili automaticamente o manualmente. La messa a fuoco a rilevamento di fase però funziona solo con gli obiettivi predisposti. Se il soggetto è statico la A6300 sceglie i punti a rilevamento di contrasto, mentre se è in movimento quelli a rilevamento di fase che ricoprono quasi tutta l’inquadratura. In alternativa si può scegliere la messa a fuoco a zone selezionabili nell’inquadratura, solo sull’area centrale, oppure spot su un punto ristretto in qualunque parte dell’inquadratura, spostabile con la ghiera superiore e regolabile in dimensione con la ghiera posteriore. Sono anche disponibili le funzioni Eye AF che per le foto di ritratto è in grado di individuare e mettere a fuoco l’occhio più vicino del soggetto e la funzione Lock-on-AF che può individuare un soggetto in movimento e restringere ad esso l’area di messa a fuoco per seguirlo mantenendolo nitido. La messa a fuoco può essere singola AF-S, continua AF-C, automatica AF-A e a inseguimento tramite un riquadro di puntamento da agganciare al soggetto. E’ disponibile anche una modalità DMF che consente, dopo la messa a fuoco automatica, di intervenire manualmente: Nella messa a fuoco manuale una parte dell’inquadratura viene ingrandita per agevolarla e si attiva la funzione di “focus peacking” (evidenziazione dei contorni a fuoco): si possono regolare l’ingrandimento con la ghieta superiore e spostare l’area con la ghiera posteriore. Veramente comodo. Quando c’è poca luce si attiva automaticamente l’illuminatore ausiliario. L’autofocus usa la tecnologia Sony 4D Focus per prevedere il movimento dei soggetti in tutte le direzioni e metterli più rapidamente a fuoco.
L’autofocus è molto preciso e veloce per una mirrorless, Sony lo dichiara il più veloce tra le APS. In pratica non ha mai mancato la messa a fuoco anche in condizioni di pochissima luce. Per i soggetti in movimento veloce si ottengono ottimi risultati in AF-C con inseguimento. L’alta densità di punti AF consente di attivare automaticamente quelli vicini al soggetto per tenerlo agganciato nei suoi movimenti. La sensibilità è buona e l’autofocus funziona anche a livelli di luminosità molto bassi aiutato anche dall’illuminatore. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, anche se in rari casi dimostra qualche incertezza con lievi perdite di fuoco.

La modalità di funzionamento si sceglie tramite la manopola di comando sulla calotta. L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena. Volendo è possibile selezionare manualmente la scena fra quelle disponibili. In alternativa si può usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità Iso se non è su Auto con il pad posteriore e la ghiera di regolazione sulla calotta e la compensazione dell’esposizione allo stesso modo; le impostazioni del programma possono essere modificate con la ghiera superiore senza variare l’esposizione. Le priorità ai tempi o diaframmi si usano regolando il relativo parametro con la ghiera superiore. Infine l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi alternativamente con le due ghiere e gli Iso come visto precedentemente, facendo riferimento ad una scala graduata, sullo sullo schermo o nel mirino, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione; in questo caso se la sensibilità Iso è su auto questa viene variata per ottenere l’esatta esposizione con il tempo e il diaframma scelto. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 3 EV.  In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, se presente sull’obiettivo, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot ed è attuata tramite un sensore a 1200 zone.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta anche in situazioni difficili e in controluce e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni. Di notte invece è preferibile sottoesporre di almeno uno stop rispetto alla misurazione a zone, come in quasi tutte le fotocamere, per non avere foto troppo chiare e che non rispecchiano l’atmosfera del soggetto..
Si possono scegliere vari stili per le foto oltre allo standard: vivace, neutro, paesaggi, ritratti, tramonto, e molti altri. Si possono regolare, con la ghiera posteriore, il contrasto, la saturazione e la nitidezza. Naturalmente tutte queste regolazioni valgono per le foto salvate in jpeg, quelle raw devono essere regolate durante la fase di conversione sul pc.
E’ possibile poi scegliere numerosi effetti speciali, fotocamera giocallolo, High e Low key, foto d’epoca, pop, monocromatico ed altri.
C’è anche la funzione “Stile personale” con la quale si possono selezionare diversi profili (vivace, neutra, trasparente, cupa, chiara, ritratti, paesaggi, tramonto, scena notturna,foglie d’autunno, bianco nero, seppia) regolando però l’esposizione su tempi e diaframmi a differenza della modalità scene che è automatica.
Esiste anche una funzione DRO per ottimizzare la gamma dinamica, schiarendo le ombre, regolabile su più livelli e una funzione HDR automatica che scatta 3 foto in sequenza (meglio usare un treppiede) fondendole automaticamente in una foto ad alta dinamica (solo jpeg).

Il bilanciamento del bianco può essere automatico che da quasi sempre buoni risultati, oppure su 9 diversi valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare una taratura personalizzata ed effettuare una regolazione fine.

La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 100 a 51200 Iso. La regolazione automatica tiene conto della focale dell’obiettivo, anche di quella impostata sullo zoom.

L’otturatore meccanico prevede tempi da 30 secondi a 1/4000. E’ possibile ativare la prima tendina elettronica e lo scatto silenzioso.

Le foto possono essere salvate in formato 3:2 o 16:9 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx, M a 12 Mpx, S a 6 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw (ARW) a 14 bit e in raw più jpeg.

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Il flash deve essere alzato manualmente per potere funzionare. Dispone di sincronizzazione lenta per riprendere anche lo sfondo e di sincronizzazione sulla seconda tendina per ottenere effetti scia. La sua potenza è abbastanza buona e adatta ad illuminare anche un ambiente medio.

La A6300 dispone di ripresa a raffica a bassa velocità 3 fg/s, media 6 fg/s o alta velocità 8 fg/s o 11 fg/s. L’esposizione e la messa a fuoco sono regolate scatto per scatto impostando AF continuo o automatico. Alla velocità più alta di 11 fg/s la visione live view non è attiva e si vedranno solo le foto appena scattate. La A6300 è in grado di effettuare raffiche prolungate a 11 fg/s con soggetti in movimento sempre perfettamente a fuoco o quasi. Questo è uno dei suoi pregi maggiori: non c’è quasi nessun’altra fotocamera di caratteristiche analoghe in grado di fornire una simile prestazione. Le uniche che possono competere e anche superarla sono le Nikon 1 che però hanno un sensore più piccolo o le nuove mirrorless Fujifilm X-T2 e Olympus OM-D E-M1 II più costose. Fra le reflex oltre alle professionali possono competere solo le Canon EOS 7D II, Nikon D500 e Sony A77 II, tutte più grandi e pesanti, oltre che più costose tranne la A77 II.

La ripresa video è uno dei miglioramenti più consistenti della A6300 rispetto alla A6000. Il nuovo sensore in unione all’elaboratore BionzX con caratteristiche migliorate consente la ripresa video 4K QFHD a 3840×2160 pixel 30/25/24p con codec XAVC S e formato MP4 con un bit rate massimo di 100 Mbps. La ripresa è effettuata in formato Super 35 senza pixel binning con una quantità di informazioni di 2,4 volte quella necessaria. Il sovracampionamento offre quindi un maggiore dettaglio e tridimensionalità ai filmati.
In Full HD si possono effettuare riprese fino a 120 fg/s anche iin formato AVCHD e al rallentatore 4 o 5x. ‘ possibile anche effettuare una doppia registrazione del video in MP4 4K e AVCHD Full HD. Per registrare video 4K è necessario usare una scheda UHS I U3 da almeno 64 Gb.
Si possono usare tutte le impostazioni disponibili per l’esposizione, Program, priorità e manuale. La messa a fuoco può essere manuale o automatica. L’autofocus consente, nelle riprese video, di regolarne la velocità di azionamento e la sensibilità di inseguimento.
ono previsti diversi profili colore; S-Log1, 2, 3, S Gamut3, Cine ed altri, tutti personalizzabili, per la regolazione del colore e se nepossono creare fino a 9 personalizzati. C’è anche una funzione zebra per il controllo dell’esposizione. Insieme al video possono essere registrate le informazioniTime Code per la sincronizzazione ed il montaggio anche da più videocamere e dati utente quali data, ora e numero di scena.
Per l’audio è disponibile un ingresso per microfono esterno eun adattatore opzionale XLR per il collegamento di microfoni professionali.
Infine la A6300 dispone di un’uscita video 4K, tramite la presa HDMI, per registrare video non compresso su un dispositivo esterno
Una serie di funzioni molto completa che fa della A6300 una delle migliori fotocamere per la ripresa video.

La fotocamera dispone di connettività Wi-Fi e NFC e può essere controllata remotamente da uno smartphone con l’applicazione Play Memories disponibile per iOs e Android.

Infine un’osservazione sul caricabatteria: la A6300 è fornita di un alimentatore USB che richiede, per caricare la batteria, che questa sia montata sulla macchina collegata al cavo. Questo preclude l’uso della macchina mentre si carica la batteria. Sony fornisce a parte un caricabatterie esterno, ma sarebbe opportuno che lo fornisse con la macchina come standard.

Nella pratica la A6300 si è dimostrata un’ottima fotocamera. Con l’obiettivo in dotazione è necessario portarla in una piccola borsa, ma al collo non pesa molto. Con il 16-50 rientrante sarebbe possibile infilarla in una tasca di una giacca.
La qualità del mirino e la prontezza di messa a fuoco e di scatto la rendono molto piacevole da usare. Anche l’accensione, coassiale al pulsante di scatto, è immediata e questo consente di essere pronti immediatamente e grazie alla velocità dell’autofocus di scattare al volo anche a soggetti in movimento. Quando non ci si vuole fare notare è poi possibile usare lo schermo, inclinato verso l’alto, per inquadrare. In ogni situazione la A6300 è stata all’altezza, esterni, paesaggi, ritratti, interni scuri, ha sempre prodotto foto corrette, piacevoli e perfettamente a fuoco. Nelle riprese di soggetti in movimento si è dimostrata particolarmente efficace ed anche le sua capacità di ripresa video si sono dimostrate molto valide con filmati di ottima qualità

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2 nativo dei sensori APS.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 16000 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Sony Capture One.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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