Pentax K50: descrizione & uso

La K50 è una reflex di dimensioni medie per la categoria. Il corpo pur avendo il rivestimento esterno in plastica è ben costruito e rifinito e, unico nella categoria, è protetto da infiltrazioni di polvere ed acqua. Lo schermo da 3″ ha una buona risoluzione, 921.000 punti. I comandi esterni sono buoni e ben disposti; è l’unica della categoria ad avere due ghiere di regolazione. Con l’occhio al mirino è possibile regolare quasi tutte le impostazioni. La K50 poi è fra le poche reflex, insieme solo alle Sony che però non sono reflex nel senso tradizionale del termine, ad avere il sistama di stabilizzazione integrato. Questo è un grosso vantaggio per l’utilizzo di tutti gli obiettivi a focale fissa, mentre la stabilizzazione integrata è leggermente meno efficace di quella nell’obiettivo per i lunghi tele. Inoltre non consente di stabilizzare l’immagine nel mirino reflex.
L’obiettivo zoom in dotazione, il 18-55 WR mm equivalente ad un 27-82 mm in formato fullframe, è impermeabilizzato come il corpo, ma non è dotato di motore di messa a fuoco ed utilizza quello nel corpo; questo vuol dire un rumore leggermente maggiore quando si mette a fuoco. E’ ben proporzionato in rapporto alle dimensioni del corpo.

Vista a confronto con una sua concorrente, la Canon 700D, le sue dimensioni sono praticamente simili con il vantaggio di solo qualche mm in meno.

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K50_700D_top_lenst

Confrontata invece con una mirrorless come la Panasonic G6 invece le differenze sono sensibili, a vantaggio della Panasonic.

K50_G6_front

K50_G6_top_lenst

Inizio la descrizione dal frontale:

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Alla sinistra dell’innesto obiettivi in basso si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo e in alto il led segnalatore dell’autoscatto che funziona anche come luce ausiliaria di messa a fuoco. Sull’impugnatura all’estrema sinistra, davanti al pulsante di scatto, si vede la ghiera di regolazione anteriore.

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Sulla calotta superiore c’è al centro la slitta porta accessori. A destra la manopola di impostazione delle modalità di funzionamento con le seguenti posizioni: M (manuale, Av (priorità dei diaframmi, Tv (priorità dei tempi, Sv (priorità alla sensibilità), TAv (imposta la sensibilità per esporre correttamente con tempo e diaframma selezionati), P (program), AUTO (modalità completamente automatica), SCN (per scegliere una scena preimpostata, Filmato (per le riprese video) e U1 e U2 (per richiamare impostazioni memorizzate dall’utente). Davanti il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione e dietro il pulsante per la compensazione dell’esposizione e quello verde per ripristinare i valori impostati dalla fotocamera se si è fatta una modifica alle regolazioni. All’estremità dell’impugnatura la ghiera di regolazione anteriore.

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Nella parte posteriore a sinistra in alto c’è il pulsante per l’attivazione del live view che serve anche per cancellare le foto in revisione. Al centro il mirino con superiormente un cursore per la regolazione diottrica nascosto dalla conchiglia in gomma. A destra la ghiera di comando posteriore che, insieme a quella anteriore serve per effettuare tutte le regolazioni (tempi, diaframmi, sensibilità, navigazione nei menu, ecc.) in abbinamento ai relativi pulsanti. Sotto il pulsante di blocco AF/AL per il quale al solito si può scegliere uno dei due blocchi o entrambi; più in basso il pulsante per la revisione delle foto. Poi il pad a quattro vie con al centro il pulsante di impostazione e conferma, che serve anche per navigare nei menu. I pulsanti servono nell’ordine dall’alto e in senso orario a: impostazione sensibilità Iso, impostazione dello scatto a raffica o dell’autoscatto, bilanciamento del bianco e infine impostazione delle modalità flash. In basso infine il pulsante Disp per visualizzare il pannello di controllo rapido e per scegliere le informazioni visualizzate sullo schermo e quello per richiamare i menu.

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Sul lato destro c’è l’alloggiamento della scheda di memoria SD protetto da uno sportellino e sotto la presa per il telecomando a filo anche questa protetta da uno sportellino.

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Sul quello sinistro c’è la prese USB ricoperta da uno sportellino. Più avanti, attorno al bocchettone di innesto obiettivi ci sono, dall’alto: il pulsante per l’apertura del flash, quello per salvare una foto in raw se l’impostazione predefinita è jpeg e infine un commutatore per passare dalla messa a fuoco singola a quella continua e a quella manuale.

Sull’obiettivo ci sono la grande ghiera per lo zoom manuale e quella più piccola per la messa a fuoco manuale.

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Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio. Osservare la particolare sagoma dell’alloggiamento della batteria che può anche alloggiare, per l’alimentazione della macchina, quattro pile a stilo AA o batterie a stilo ricaricabili.
In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile DI-LI109
– caricabatteria D-BC109 con cavo
– un cavo USB
– la cinghia a tracolla
– il manuale completo stampato (ottimo!), che è anche disponibile come pdf sul CD
– CD con il software in dotazione, per Windows e Mac, Pentax DEvelopper Studio 3.0 (una versione personalizzata di Silkypix 3.0) per importare, visualizzare e converire le foto e i manuali in varie lingue compreso l’italiano.

Come accessori sono disponibili:
– vari flash esterni Pentax dedicati
– telecomando F
– telecomando impermeabile O-RC1
– adattatore per batterie a stilo
– tre diversi tipi di schermo di messa a fuoco
– Ricevitore GPS O-GPS1

Principali menu

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Per la prova ho avuto a disposizione una K50 dotata dell’obiettivo 18-55/3,5-5,6 WR fornito normalmente in kit. Sia il corpo che l’obiettivo sono, come già detto, impermeabilizzati.

La K50 è una reflex di classe medio economica. E’ però abbastanza ben costruita e rifinita. Le dimensioni sono medie per una reflex, il peso un po’ sopra la media della sua categoria, ma non pongono particolari problemi per il trasporto che richiede comunque una borsa adatta.
La costruzione come detto, con l’esterno in policarbonato, da una buona sensazione ed il rivestimento è di materiale rugoso antiscivolo. Il peso non è elevato.
Con l’obiettivo usato per la prova, il 18-55 WR, l’insieme è leggero e abbastanza proporzionato. Il 18-55 è adatto come zoom di uso universale e con la sua focale equivalente da 27 a 82 mm consente di riprendere paesaggi, gruppi, interni, monumenti e ritratti. Delle caratteristiche e qualità dell’obiettivo parlerò nell’apposita pagina.

I comandi sono distribuiti quasi totalmente a destra. Sono molto comodi e completi, facilmente raggiungibili con il pollice o l’indice. Particolarmente comode sono le due ghiere di regolazione, disponibili di solito solo sui modelli di classe superiore. Con queste, in combinazione con gli appositi pulsanti, si possono effettuare tutte le regolazioni, tempi, diaframmi, sensibilità, bilanciamento del bianco, compensazione dell’esposizione, ecc., quasi sempre senza staccare l’occhio dal mirino. Comodo anche l’interruttore di accensione coassiale al pulsante di scatto. Il live view si aziona immediatamente con l’apposito pulsante, mentre per le riprese video si deve prima ruotare la manopola dei modi di funzionamento su Filmato e poi premere il pulsante di scatto.

Il mirino a pentaprisma, a diffferenza delle concorrenti che lo hanno a pentaspecchio, è abbastanza ampio e luminoso con copertura del 100 % e ingrandimento reale di 0,63x (0,92x con 50 mm). I punti AF. 11 di cui 9 a croce, coprono una superficie adeguata e sono ben posizionati. Quelli attivi sono visualizzati in rosso al momento della messa a fuoco. Alla sua base sono visualizzate tutte le impostazioni della fotocamera, tempi, diaframmi, sensibilità, compensazione dell’esposizione, WB, modalità di scatto, impostazione flash, blocco AE/AF e conferma messa a fuoco, numero di foto ancora memorizzabili nella scheda, ecc. quindi si può scattare senza distogliere l’occhio dal mirino.

Lo schermo da 3″ con 921.000 pixel ha una buona nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce.

La K50 è dotata di stabilizzatore integrato, quiindi effficace con tutti gli obiettivi, anche quelli a focale fissa di alta luminosità, cosa molto vantaggiosa. Questo tipo di stabilizzazione però è meno efficace di quella ottica nell’obiettivo sui lunghi tele e non consente la stabilizzazione della visione nel mirino. Dalle mie prove ho rilevato che consente di guadagnare circa da 2 a 3 stop sul tempo di esposizione.

La messa a fuoco quando si scattano foto usando il mirino reflex è a rilevamento di fase con il sistema autofocus dedicato con 11 punti di cui 9 a croce. In live view o durante le riprese video la messa a fuoco è effettuata dal sensore con il sistema a rilevamento di contrasto. La velocità col sistema AF a 11 sensori e l’obiettivo 18-55 WR è buona ma un po’ rumorosa in quanto usa il motore interno alla macchina. Con gli obiettivi SDM con motore silenzioso ad ultrasuoni (non provati) dovrebbe essere invece più silenziosa e veloce. La messa a fuoco è quindi efficace anche per soggetti in movimento e l’unico limite è quello del ridotto numero di punti AF per il focus tracking. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto sul sensore è invece molto più lenta.
Quando la luce è scarsa la macchina attiva l’illuminatore ausiliario per la messa a fuoco, efficace fino alla distanza di alcuni metri.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione di alcune scene: standard, ritratto, paesaggio, macro, oggetto in movimento, ritratto notturno, tramonti, cielo blu e foresta (?!). Possono poi essere impostate diverse modalità scena ruotando la manopola dei modi su SCN: tutte le precedenti più altre come notturno, notte, cibo, animali domestici, bambini, spiaggia/neve, controluce, lume di candela, luce da palco, museo e HDR notturno (crea un’immagine HDR da tre scatti). In alternativa si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift) con la ghiera di regolazione, le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a +/- 3 EV. Ci sono inoltre due ulteriori modalità: Sv che consente di dare priorità alla sensibilità e TAv che imposta automaticamente la sensibilità in funzione di tempo e diaframma scelto. La sensibilità si può regolare , se non si usa in Auto, premendo l’apposito pulsante e ruotando la ghiera posteriore. In Iso Auto la macchina è un po’ ottimista sulla fermezza della mano del fotografo e sull’efficacia del sistema di stabilizzazione ed è bene controllare che il tempo di scatto non scenda sotto un valore di sicurezza. In questo caso è necessario usare la priorità dei tempi Tv o la priorità a tempi e diaframmi TAv per non fare scendere il tempo di scatto sotto il valore di sicurezza in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo, per consentire di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, parziale o spot.
L’esposizione si è dimostrata abbastanza corretta in situazioni normali di giorno, ma di notte è stata leggermente incostante con alcune foto sovraesposte, anche se solo raramente ho dovuto effettuare una compensazione. Ugualmente il bilanciamento del bianco, corretto di giorno, di notte ha prodotto in automatismo alcune foto errate.

Le foto possono essere salvate solo in formato 3:2, in varie dimensioni, a 16 Mpx, a 12 Mpx, a 8 Mpx e a 5 Mpx. Possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal o Basic, in raw (DNG) e in raw più jpeg.

Il flash integrato, come in tutte le reflex tranne le professionali, è piccolo e non molto potente. Va bene per illuminare soggetti vicini, piccoli gruppi o come luce di schiarita in esterni di giorno. Può funzionare in modalità Auto, riduzione occhi rossi, slow e sincro sulla seconda tendina. Il tempo di sincronizzazione massimo è di 1/180 di secondo.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità MPEG-4 AVC/H.264 con formato di registrazione MOV 30p a 30, 25 o 24 fg/s. con audio mono E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel 60p a 60 o 50 fg/so VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco è effettuata automaticamente prima di iniziare il video, altrimenti può essere manuale. La ripresa può essere effettuata con l’esposizione Program , oppure in priorità dei diaframmi o in manuale.

La K50 si è dimostrata una fotocamera comoda e piacevole da usare. Il mirino abbastanza ampio e luminoso, le due ghiere di regolazione e gli altri comandi facilmente raggiungibili anche con l’occhio al mirino la rendono rapida ed efficace. L’accensione è immediata. L’interruttore coassiale con il pulsante di scatto è facilmente raggiungibile. La messa a fuoco è adeguata, ma un po’ rumorosa rispetto a quello a cui mi hanno abituato le fotocamere che usano obiettivi con motore ad ultrasuoni. Delle prestazioni del sensore e degli obiettivi parlerò nella successiva pagina “Prestazioni”.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 51200 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con Pentax Developper Studio e con Adobe Lightroom.

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2 pensieri su “Pentax K50: descrizione & uso”

    1. Peppe,
      per garantire la piena compatibilità con le funzioni della K-50 ti consiglio di prendere un flash Pentax. Ce ne sono diversi modelli tra i quali potrai trovare quello più adatto elle tue esigenze.
      Ciao, Francesco

      Mi piace

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