Panasonic LX-5: uso in pratica

Per valutare completamente una fotocamera non bastano le misure di laboratorio o le foto di test, ma si deve usarla praticamente sul campo. In questo modo si può valutare la sua funzionalità, facilità d’uso e non ultimo il divertimento che da usarla.
Dico subito che da questo punto di vista la LX-5 mi è piaciuta.
Anche questa volta non mi sono limitato alle foto di test, ma sono andato in giro per Roma con la macchina, per vedere come si comportava in pratica nell’uso in movimento. L’ho anche usata portandola in bici per la pianura Pontina, al mare ed in alcune occasioni sociali, cene e riunioni con parenti e amici.
Il trasporto della macchina è facile. E’ possibile metterla in una tasca di una giacca, anche se il peso, essendo tutta in metallo, si fa sentire un po’. Nei jeans o nel taschino di una camicia o di una maglietta invece la piccola sporgenza dell’obiettivo da un po’ fastidio. Entra comunque in qualsiasi piccola borsa o marsupio dove spesso l’ho trasportata, anche se alla fine ho usato una piccola borsa fotografica dove entrava abbondantemente. Durante il trasporto mi sono accorto però che la manopola principale di comando sulla calotta, che imposta le modalità di funzionamento, è priva di blocco e può facilmente spostarsi da una posizione ad un’altra. E’ quindi sempre necessario controllarla prima di iniziare a scattae. Anche il comando per la scelta del formato delle foto, sulla parte superiore dell’obiettivo, può inavvertitamente spostarsi.
L’accensione è abbastanza rapida, anche se è ritardata dalla funzione che riporta lo zoom alla focale usata prima dello spegnimento. Questo in alcuni casi può essere utile, se si fanno foto in cui si vuole usare la stessa focale e si spegne la macchina fra una e l’altra per risparmiare la batteria, ma nella maggior parte dei casi è una perdita di tempo.
Lo schermo è abbastanza buono e ben visibile in quasi tutte le condizioni. Nelle foto in esterni con il sole però diventa poco visibile ed ha dei fastidiosi riflessi. E’ comunque migliore di quello di tante altre compatte che ho provato. La LX-5 dispone anche di un’apposita presa per collegare un mirino elettronico esterno inserito nella slitta portaaccessori. Sarebbe sicuramente utile sia per le inquadrature in esterni sia per tenere la macchina in modo più stabile. Però il suo costo di circa 160 € farebbe salire il prezzo della macchina, che già costa oltre 400 € a circa 600, probabilmente eccessivo per una compatta per quanto di classe superiore.
Nell’uso la LX-5 si è dimostrata valida e piacevole da usare. I comandi sono simili a quelli delle reflex, con la ghiera principale per impostare le modalità di funzionamento da automatica a priorità o manuale e la ghiera posteriore che consente, a secondo del tipo di funzionamento, di impostare tempi, diaframmi e compensazione dell’esposizione in modo semplice ed immediato. Anche la sensibilità Iso può essere impostata, escluso quando si usa la modalità iAuto, direttamente con il pulsante destro del pad. Molto comodo poi il quick menu per impostare la maggior parte degli altri parametri, che varia a secondo delle modalità di funzionamento.
La macchina può essere usata in totale automatismo impostandola in iAuto. In questo caso le foto sono salvate solo in jpeg e la fotocamera fa tutto da sola: sceglie la scena più appropriata allo scatto, regola l’esposizione, il bilanciamento del bianco e il colore. I risultati sono di solito molto buoni.
Se si vuole influire sul suo comportamento si possono scegliere il funzionamento Program o le priorità dei tempi e diaframmi o anche il manuale. In queste condizioni tutte i parametri possono essere regolati, come le migliori reflex, anche se non con la stessa arpidità perchè devono essere controllati sullo schermo distogliendosi dall’inquadratura.
Per la messa a fuoco si può scegliere fra quella completamente automatica, in cui la macchina sceglie le zone di messa a fuoco, di solito correttamente, oppure quella su una zona ristretta, con due differenti dimensioni, che può essere spostata a piacimento sull’inquadratura. Esiste anche la possibilità di messa a fuoco macro fino a pochi cm dalla lente frontale ed è anche possibile mettere a fuoco manualmente.
La messa a fuoco è abbastanza rapida, almeno per i soggetti normali. Non è però certo pensata per le foto sportive.
L’esposizione è corretta sia in luce ambiente sia con il flash integrato che può essere molto utile anche di giorno come luce di schiarita, nei controluce o per eliminare le ombre dai volti. Si può inoltre velutare l’esposizione ssullo schermo (se la luce lo permette) e se non sembra corretta modificarla con l’apposito comando a ghiera, valutandone direttamente gli effetti.
Il flash, anche se piccolo, è adeguato per l’uso in interni anche alle basse sensibilità. La zoomata è un po’ lenta, ma l’escursione non è elevata e quindi si passa rapidamente dalla posizione grandangolo 24 mm a quella tele 90 mm.
L’obiettvo dimostra un’elevata qualità con ottima risoluzione ed è privo di dannosi riflessi interni. L’escursione focale non è ampia ma parte da 24 mm equivalenti veramente utili in interni, per riprendere gruppi, monumenti o paesaggi. Il tele da 90 mm non può certo competere con i mostri da 500 mm di alcune superzoom, ma è adeguato per ritratti, dettagli di paesaggi e macro. Il grande pregio di questo obiettivo è però la sua alta luminosità, specialmente allla focale grandangolare. Questo consente, in confronto con le luminosità standard delle compatte, che in genere parte da f/3,2-3,3, di scattare con sensibilità inferiori o tempi più brevi a parità di sensibilità quando c’è poca luce. Ad esempio se con un obiettivo f/3,2 l’esposizione corretta è 1/30 a 1600 Iso con la LX-5 si potrà scattare a f/2,0 1/30 e 640 Iso. Questo vuol dire minor rumore e maggiore qualità delle foto. La profondità di campo ne risente poco perchè con le compatte dotate di piccolo sensore è quasi sempre tutto a fuoco.
La ripresa video è HD a 1280×720 pixel e 25 fg/s in formato AVCHD o Motion jpeg (MOV). Con il primo la durata massima è di 29 minuti e 59 secondi, con il secondo il limite è la dimensione del file che non può superare i 2 Gb. Ho provato entrambi i formati: se si vogliono fare montaggi e tagli oppure caricare i video su social network il Motion jpeg è sicuramente preferibile in quanto accettato senza problemi da tutti i software video. L’AVCHD occupa meno spazio, ma non è di più difficile gestione.
In conclusione la LX-5 è una macchina piacevole da usare, flessibile e con la quale è possibile sia ottenere buoni risultati in automatismo sia effettuare tutte le regolazioni per ottenere il risultato voluto come nelle migliori professionali.
La qualità delle foto è buona in quasi tutte le condizioni, ottima per una compatta, come vedremo nelle pagine successive.

Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 80 a 3200 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati sempre gli 80 Iso. Le presento sia nel formato ridotto e normalizzato A3 che assume le dimensioni di una stampa A3 su un video standard con 40 pixel per cm (se avte un Retina si vedranno più piccole!), sia nel formato originale da 10 Mpx. Tutte le foto sono state salvate e presentate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw sia con il programma fornito da Panasonic, una versione di Silkypix personalizzata, sia in alcuni casi con Lightroom 4.1 RC. I risultati forniti dai due convertitori sono infatti abbastanza differenti. Per le foto scattate di giorno e con basse sensibilità le foto convertite con Silkypix sono più piacevoli, ma per quelle scattate di notte ad alta sensibilità Ligtroom è riuscito a contenere molto meglio il rumore salvando alcune foto che altrimenti sarebbero state troppo rumorose. Ho provato anche altri programmi come Aftershot (l’evoluzione di Bibble acquistata da Corel) e Rawtherapee, ma nessuno è riuscito ad ottenere i risultati di Ligtroom.

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