Olympus OM-D E-M5: descrizione e comandi

La OM-D come detto assomiglia molto alle sue antenate, le reflex OM degli anni 70, anche come dimensioni come si può vedere nel mio articolo “Olympus: OM nuove e classiche“. Anche i comandi con diverse ghiere esterne ricordano le classiche reflex a pellicola. La sua costruzione, in lega di magnesio, è caratterizzata da un’elevato livello di finitura e da un aspetto molto piacevole, almeno nella versione nera provata. Le ghiere di comando sono in metallo, i pulsanti piccoli, quasi tutti ben posizionati.

Inizio la descrizione dal frontale:

Su questo non ci sono comandi. Sulla destra dell’innesto obiettivi si vede il pulsante di sblocco e più in alto l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto.

Sulla calotta superiore ci sono, da sinistra. la manopola di impostazione delle modalità di scatto con le posizioni iAuto (funzionamento totalmente automatico), P (program), A (priorità dei diaframmi, S (priorità dei tempi), M (manuale), ripresa video, modalità scene e Art filters. Al centro, sopra la porgenza che alloggia il mirino, la slitta portaaccessori per il flash o altri accessori come il Penpal (per comunicare in Bluetooth), un collegamento per microfono esterno o un illuminatore per macro. A destra del mirino una ghiera assegnata di default alla variazione di tempi o diaframmi a secondo delle impostazioni scelte, ma riassegnabile. Io l’ho assegnata alla compensazione dell’esposizione. Poi segue il pulsante di scatto con coassiale una piccola ghiera sottile. Normalmente è assegnata alla compensazione dell’esposizione, ma per motivi di praticità l’ho assegnata alla regolazione di tempi o diaframmi. Inoltre serve per scorrere fra la scelte disponibili a secondo di quanto selezionato nel Live Control, visualizzabile sulla destra dello schermo o del mirino premendo il pulsante OK al centro del pad. All’estrema destra il pulsante Fn2 assegnato per default alla selezione della sensibilità Iso che si può variare poi con la ghiera precedentemente descritta. Sotto il pulsante per iniziare direttamente la ripresa video, indipendentemente dalla posizione della manopola delle modalità.

Nella parte posteriore, dominata dal grande schermo sensibile al tocco ed orientabile, troviamo al centro il mirino con sulla sinistra una rotella per la correzione diottrica e dotato di sensore di prossimità che lo accende, spegnendo lo schermo, quando vi si accosta l’occhio. Alla sua destra due pulsanti piccoli e un po’ troppo incassati per essere azionati facilmente: quello per la revisione delle foto e il pulsante Fn1 assegnabile a varie funzioni. A destra del monitor, dall’alto: il pulsante per il richiamo dei menu, quello per modificare le informazioni visibili sullo schermo o nel mirino, il pad a quattro vie con al centro il pulsante Ok di conferma. I pulsanti del pad servono normalmente per spostare il punto o la zona di messa a fuoco, ma possono essere assegnati a singole funzioni: quello in alto per attivare la variazione del programma di esposizione consentendo di cambiare la coppia tempo diaframma o la compensazione dell’esposizione. Quello a destra per le impostazioni del funzionamento del flash (se montato sulla slitta), quello in basso per le modalità di raffica e l’autoscatto e quello a sinistra per attivare la scelta del punto di messa a fuoco. In basso a sinistra c’è il pulsante di cancellazione delle foto ed a destra la levetta di accensione, incassata e non molto comoda.

Sul lato sinistro ci sono le prese mini USB e HDMI ricoperte da uno sportello in gomma a prova di agenti atmosferici. Sul lato sinistro dell’obiettivo 12-50 in dotazione ci sono due pulsanti. Quello più in alto L-Fn serve ad attivare la messa a fuoco su una zona ristretta dell’immagine che viene anche ingrandita nel mirino o sullo schermo e che può essere spostata con i quattro tasti del pad. Quello più in basso attiva la ripresa macro. L’obiettivo inoltre dispone di un motore per lo zoom elettrico. Quando si ruota la ghiera la focale viene variata elettricamente con dolcezza e progressività. La funzione può essere disattivata tirando indietro la ghiera ed in questo caso si zooma manualmente. La ghiera di messa a fuoco, verso la lente frontale invece funziona solo elettricamente.

Sul lato destro c’è l’alloggiamento per la scheda SD coperto da uno sportellino a prova di polvere ed acqua.

Nella parte inferiore troviamo l’iinesto per il treppiedi, purtroppo non coassiale con l’obiettivo, il collegamento per l’impugnatura supplementare coperto da un tappo in gomma e lo sportello che protegge il vano batteria. La batteia BLN-1 da 7,6 V ha una capacità di 1220 mhA.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile BLN-1
– caricabatteria con cavo
– flash da inserire sulla slitta superiore con Ng 10 contenuto in un sacchetto di velluto fissabile alla cinghia a tracolla. E’ poco potente, ma può comandare altri flash Olympus senza cavi.
– un cavo USB
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– un piccolo e sintetico manuale plurilingue. Il manuale completo è disponibile come pdf sul CD
– un CD con il software in dotazione, Olympus Viewer 2 per Windows e Mac, per importare, visualizzare e convertire le foto, e i manuali in varie lingue compreso l’italiano.

Come accessori sono disponibili:
– vari flash esterni Olympus dedicati e comandabili senza cavi
– impugnatura supplementare HLD-6 divisa in due parti: un’impugnatura che duplica alcuni comandi per poter tenere la fotocamera più stabilmente ed un alloggiamento per una batteria supplementare da attaccrvi sotto

– unità di comunicazione Buletooth PENPAL
– custodia subacquea

Di seguito i principali menu della fotocamera.

Funzionamento Program
Program con differenti informazioni visualizzate
Program shift
Modalità di scatto: singolo, raffica, autoscatto
Scelta del punto AF sullo schermo
Funzione guida
Art Filter
Scene

______________________________________________________________________

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3 pensieri riguardo “Olympus OM-D E-M5: descrizione e comandi”

  1. ciao, ho acquistato una olympus xz-2 e sto iniziando a sperimentare. ho notato che facendo riprese video con un filtro attivato, tipo diorama, si ottiene un filmato “a scatti”. E’ il processore che non riesce a gestire tutta questa mole di informazioni?

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    1. Giuseppe,
      penso proprio che la causa del filmato a scatti sia nella capacità dell’elaboratore d’immagine. Questi effetti speciali dovrbbero essere riservati solo alle foto.
      Ciao, Francesco

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