Olympus OM-D E-M1: conclusioni

La OM-D E-M1 è una fotocamera di notevole qualità. Le sue caratteristiche costruttive, di qualità d’immagine e il prezzo la pongono in concorrenza non tanto conle reflex APS di classe alta, ma addirittura con le reflex o le mirrorless fullframe con le quali si confronta senza sentirsi in inferiorità.
La prima cosa positiva che colpisce è la compattezza del corpo, che però si rivela robusto e consistente, insieme al suo alto livello di costruzione e finitura. Poi si resta impressionati dalla qualità del mirino migliore di quelli delle reflex APS e con un ingrandimento pari alle migliori fullframe. Anche lo schermo è eccellente e la sua sensibilità al tocco aggiunge facilità a molte operazioni.
Usando la macchina colpiscono positivamente i comandi principali, realizzati con ghiere a portata di mano e di facile azionamento, fluide e scorrevoli coma anche quelle dell’obiettivo. Anche i comandi a pulsante si rivelano comodi e facili da usare con un azionamento dolce e preciso che comunica ancora di più l’alta qualità di costruzione. Sono inoltre molto comodi e pratici e consentono di effettuare ogni regolazione senza staccare l’occhio dal mirino. Anche i menu e le impostazioni richiedono un minimo di apprendistato per poter essere usati con rapidità.
La messa a fuoco ibrida è poi notevolmente veloce e precisa e in caso di ritratti coadiuvata da un’efficientissimo riconoscimento dei volti che permette di scattare anche rapide sequenze senza che mai le foto siano fuori fuoco.
Passando alla qualità d’immagine non si può dire altro che ottima. La nitidezza e la risoluzione sono elevate, il rumore contenuto e si possono usare i 3200 Iso senza problemi di rumore. Anche i 6400 Iso vanno bene se si scatta in jpeg o in raw convertendo con Olympus Viewer che contiene molto bene il rumore senza perdita di nitidezza. Oltre è possibile andre anche se le foto perdono un po’ di nitidezza e a 25600 Iso anche un po’ di saturazione. Il rumore misurato per le foto convertite con Olympus Viewer 3 è al livello di una fullframe come la Canon 6D, mentre usando altri convertitori come DXO Optics o Lightroom è sensibilmente più alto. La gamma dinamica è ampia e simile a quella delle reflex fullframe.
Le foto in jpeg provenienti direttamente dalla macchina sono molto buone e solo impostando accuratamente i parametri di conversione raw si può ottenere di meglio.
La messa a fuoco ibrida funziona bene ed è molto veloce e precisa anche in caso di soggetti in movimento consentendo anche scatti al volo di soggetti che si muovono. Ha anche una sensibilità molto elevata.
La stabilizzazione a “5 assi” è estremamente efficace e consente di scattare con tempi lunghi con un guadagno di almeno tre stop, ma facendo attenzione anche di più.
L’obiettivo provato, il 12-40/2,8, è eccellente con un’ottima risoluzione a tutte le focali, una notevole uniformità fra centro e bordi ed è praticamente privo di distorsione e vignettatura. La sua qualità costruttiva è notevole, interamente in metallo con ghiere per lo zoom e la messa a fuoco di scorrimento morbido e preciso.
Confrontando i risultati con la mirrorless e reflex di riferimento APS e fullframe si riscontra una qualità d’immagine elevata al livello delle migliori. Solo la risoluzione resta indietro a confronto con reflex o mirrorless da 36 Mpx.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Eccellente: la qualità dei materiali, la lavorazione e la finitura sono ai massimi livelli.

Ergonomia e comandi

Ottima: i comandi principali e secondari sono facilmente raggiungibili e comodi da usare anche con l’occhio al mirino. Unico appunto va all’interruttore di accensione spostato sulla sinistra: trasportando la macchina con la mano destra attorno all’impugnatura sarebbe più comodo attorno al pulsante di scatto per una rapida accensione senza fare intervenire l’altra mano.

Mirino

Eccellente: l mirino elettronico è eccellente, con una alta risoluzione e nitidezza, un ingrandimento elevato al livello delle migliori fullframe, senza scie o “congelamenti” .

Schermo

Ottimo: è altrettanto valido e la funzione touch gli da un qualcosa in più. Presenta pochi riflessi e ha la comoda possibilità di orientarlo.

Autofocus

Eccellente: è molto veloce preciso, non ho mai ottenuto immagini fuori fuoco. L’area di messa a fuoco può essere scelta automaticamente o manualmente fra 81 punti AF o a zone. Molto efficace e precisa anche la funzione di riconoscimento dei volti. La sensibilità è elevata e mette a fuoco anche in scarsissima luca. Nelle riprese video si è comportato bene senza incertezze e ricerche del fuoco avanti ed indietro.

Esposizione

Ottima: sempre corretta anche in condizioni difficili. Solo in casi estremi ho dovuto apportare qualche correzione. Nelle foto in ambienti bui o notturne con forti contrasti luminosi tende però a sovraesporre ed è necessaria una correzione di -1 stop.

Bilanciamento del bianco

Ottimo: in automatismo si è dimostrato sempre corretto anche in luci miste e difficili. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci, anche per riprese sott’acqua e di taratura fine in gradi Kelvin a passi di 100.

Qualità d’immagine

Eccellente, produce foto molto nitide e definite, con colori brillanti, ottimo il contenimento del rumore alle alte sensibilità, sia in jpeg che in raw con Olympus Viewer 3, meno con altri software. Molto comodi ed efficaci i vari profili colore disponibili e la possibilità di variare tonalità e saturazione verificando il risultato direttamente nel mirino. Complessivamente superiore al livello medio delle fotocamere APS e competitiva con molte fullframe.

Raffica

Ottima: è piuttosto veloce. Arriva a riprendere 10 fg/s per oltre cinque secondi, poi rallenta a 5-6 c0n l’esposizione e la messa a fuoco fissate al primo fotogramma e senza live view attivo, ma facendo vedere nel mirino l’ultimo fotogramma ripreso. Alla velocità più bassa riprende a 6,5 fg/s con esposizione e messa a fuoco per ciascun fotogramma e live view attivo.

Video

Ottimo: può essere completamente automatica oppure si possono usare tutte le priorità o regolare il diaframma, il bilanciamento del bianco, la compensazione dell’esposizione e la modalità di messa a fuoco. La messa a fuoco non dimostra incertezza.

In conclusione la OM-D E-M1 si è dimostrata una macchina eccellente. E’ un piacere usarla ed è dotata di un corredo di obiettivi di alta qualità e adatto a tutte le esigenze. Inoltre è relativamente leggera e piccola, almeno in confronto a quelle che sono le sue concorrenti, e insieme alle contenute dimensioni e peso degli obiettivi (che ricordo hanno lunghezze focali della metà di quelli fullframe a parità di angolo di campo) consente di trasportare un intero corredo di alta qualità e luminosità senza caricarsi eccessivamente. E’ adatta anche a lavori professionali. Può andare bene per tutti i generi di foto, anche per quelle sportive considerando la velocità di raffica e l’efficacia della messa a fuoco, e in particolare per la foto di viaggio grazie alle doti di leggerezza ricordate.
Rinnova così degnamente la grande tradizione Olympus iniziata con le reflex OM1 e OM2.
IL prezzo è elevato, ma adeguato alla qualità complessiva di fotocamera ed obiettivo.

 

Pregi

– costruzione e finitura di eccellente qualità
– dimensioni e peso contenuti
– eccellente qualità d’immagine
– stabilizzatore molto efficace
– ottimo rapporto segnale/rumore anche alle alte sensibilità
– comandi principali comodi e facilmente raggiungibili
– eccellente mirino elettronico
– ottimo schermo touch
– schermo orientabile in alto e in basso
– ampia gamma di obiettivi disponibile
– obiettivo in kit di eccellente qualità
– raffica ottima
– possibilità di personalizzazione elevate
– disponibilità di numerosi accessori anche di tipo professionale
– possibilità di montare moltissimi obiettivi di altre fotocamere

Difetti

– mancanza di un flash integrato
– interruttore di accensione difficilmente raggiungibile
– menu e schermi di impostazione un po’ ostici al primo utilizzo
– necessità di usare esclusivamente Olympus Viewer 3 per i migliori risultati nella conversione raw
– manuale d’uso fornito solo in PDF

Alternative

Fujifilm XT-1

E’ l’alternativa più ovvia e naturale. La X-T1 ha una forma simile ad una reflex, come la E-M1, un sensore X-Trans CMOS di formato APS (23,5×15,6 mm) da 16 Mpsenza filtro antialiascon disposizione dei pixel esclusiva Fujifilm per minimizzare l’effetto moirà. Il mirino è elettronico di alta qualità, l’innesto obiettivi Fuji X e dispone di 12 obiettivi Fujifilm fra cui molti a focale fissa e di alta luminosità più alcuni Zeiss e Samyang a messa a fuoco manuale. L’autofocus è ibrido a rilevamento di fase e contrasto. Dispone di connessione Wi-Fi.
La sua qualità d’immagine è elevata ed ai vertici delle APS.
Costa 1150 € solo corpo e 1450 € con lo zoom 18-55/2,8-4,0

Panasonic Lumix GH4

E’ la più simile alla EE-M1 per sensore e caratteristiche. HA un sensore CMOS di formato Micro 4/3 (17,3×13 mm) con 16 Mpx, innesto obiettivi Micro 4/3 quindi compatibile con tutti gli obiettivi di questo tipo, oltre 60. Il mirino elettronico è di alta qualità. L’autofocus a rilevamento di contrasto, ma con frequenza di scansione molto alta. E’ particolarmente orientata alle riprese video anche a livello professionale e riprende video 4K.
La sua qualità d’immagine è molto buona anche se alle alte sensibilità è un po’ inferiore alla E-M1.
Costa 1500 € solo corpo e 2000 € con lo zoom 14-140 stabilizzato.

Canon EOS 7D

Reflex APS-C (22,3×14,9 mm) con sensore CMOS da 18 Mpx. L’innesto obiettivi è Canon EF-S e dispone di oltre 100 obiettivi Canon, compresi obiettivi specialistici decentrabili e basculabili, più qualche altro centinaio di altre marche. Ha qualche anno sulle spalle, ma ancora è la APS con la maggiore velocità di raffica, 8 fg/s. L’autofocus è molto veloce e preciso e per questo e per la sua velocità è indicata per riprese sportive, unica scelta se non si vuole arrivare alle superprofessionali di Canon e Nikon. La qualità d’immagine è buona anche se ormai non diversa da quella dei modelli Canon più economici.
Costa 1100 € solo corpo, 1350 con lo zoom 15-85/3,5-5,6 IS e 1850 € con il 17-55/2,8 IS.

Canon EOS 6D

Questa è la reflex fullframe “economica” e amatoriale di Canon. Ha un sensore fullframe (36×24 mm) CMOS da 20 Mpx. L’innesto obiettivi è il Canon EF e dispone di 89 obiettivi, compresi obiettivi specialistici decentrabili e basculabili, più oltre cento di altre marche. L’autofocus è veloce e preciso, ma dispone di pochi punti AF, solo 11. Dispone di connessione Wi-Fi e di GPS integrato.
La qualità d’immagine è ottima con un eccellente rapporto segnale/rumore alle alte sensibilità, anche se la risoluzione è leggermente inferiore alle concorrenti.
Costa 1600 € solo corpo, 2200 € con lo zoom 24-105/4,0 L IS e 2400 € con il 24-70/4,0 L IS.

Nikon D7100

Questa reflex APS/DX (23,5×15,6 mm) è attualmente il modello alto di gamma della serie di reflex APS di Nikon, anche se in realtà è ancora a listino la D300s. Ha un sensore CMOS da 24 Mpx senza filtro antialias e un autofocus molto sofisticato, veloce e preciso, con 51 punti AF, superiore a quello della D610. L’innesto obiettivi è il Nikon F con 91 obiettivi disponibili fra FX e DX, compresi obiettivi specialistici decentrabili e basculabili, più oltre cento di altre marche.
La qualità d’immagine è molto buona, fra le migliori delle fotocamere APS.
Costa 1100 € solo corpo, 1350 € con lo zoom 18-140/3,5-5,6 VR e 2300 € con il 17-55/2,8.

Nikon D610

Reflex fullframe “economica” e amatoriale di Nikon. Ha un sensore fullframe (36×24 mm) CMOS da 24 Mpx. L’autofocus è veloce e preciso, ma i suoi 39 punti AF coprono solo il centro del fotogramma. L’innesto obiettivi è il Nikon F e dispone di 70 obiettivi, compresi obiettivi specialistici decentrabili e basculabili, più oltre cento di altre marche.
La qualità d’immagine è molto elevata e il rapporto segnale/rumore alle alte sensibilità ottimo.
Costa 1600 € solo corpo e 2200 € con lo zoom 24-85/3,5-5,6 VR.

Sony A7

E’ la prima mirrorless fullframe (36×24 mm) insiema alla sorella A7R. Il corpo macchina è piccolo e compatto, al livello delle Micro 4/3, gli obiettivi molto meno. Ha un sensore CMOS da 24 Mpx. L’autofocus è ibrido a rilevamento di fase e contrasto, abbastanza veloce anche se leggermente inferiore alle migliori reflex. L’innesto obiettivi è il Sony FE, uguale al Sony E per le mirrorless APS della casa. Purtroppo attualmente per questo innesto sono disponibili solo 5 obiettivi, anche se Sony ne ha promessi altri nel corso dell’anno.
La qualità d’immagine è ottima e così il rapporto segnale/rumore, anche se non raggiunge i livelli delle migliori reflex fullframe.
Costa 1500 € solo corpo e 1800 con lo zoom 18-70/3,5-5,6.

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9 pensieri su “Olympus OM-D E-M1: conclusioni”

  1. Complimenti come sempre per l’ottima recensione. Complimenti anche a Panasonic per aver tirato fuori un sensore di siffatte prestazioni (pochi lo sanno, ma nonostante l’accordo con Sony, il sensore della E-M1 è opera di Panasonic a differenza del precedente modello) e complimenti ancora di più a Olympus che ha dimostrato quanto non sia importante solo il sensore per fare un’ottima camera, ma altrettanto importante è l’hardware che gira intorno ad esso e l’ingegnerizzazione software.

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  2. A questi punti, con queste incredibili performance della nuova Micro 4/3 Olympus, a macchine con sensore di formato superiore resta giusto la possibilità, a parità di luminosità dell’obiettivo, di un maggior controllo sulla profondità di campo.

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    1. Diego,
      se le fullframe applicassero le stesse tecnologie sarebbero di nuovo in vantaggio. Comunque resta loro il vantaggio della risoluzione se il sensore ha un numero adeguato di Mpx (vedi la Sony A7R a confronto con la Olympus E-M1) e ancora un po’ di vantaggio nel rapporto segnale/rumore. Con la Canon 5D III sono riuscito ad avere foto accettabili a 51200 Iso, cosa che con macchine con sensore più piccolo è impossibile. Certo sono usi al limite, per la maggior parte delle situazioni non c’è differenza e rimane il vantaggio delle minori dimensioni e peso soprattutto per gli obiettivi.
      Ciao, Francesco

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  3. Credo che un professionista continuerà a preferire una fullfrane top per il suo lavoro, però per un amatore particolarmente esperto ed anche esigente questa Olympus potrà essere un’ottima alternativa alle fullframe base, in fondo oltre i 12800 ISO e dotati di un buon obiettivo luminoso quante volte occorrerà mai andarci? In tal caso o macchina tipo Nikon D4S oppure Sony A7S, che promette meraviglie su quel tema anche se con “soli” 12 MPx… Che poi anche lì, che te ne fai di più di 16 MPx se poi mandi in crisi gli obiettivi che non costano svariate migliaia di €…

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  4. Ciao Francesco,
    hai provato il tracking con autofocus continuo?
    Te lo chiedo perché recentemente con la em5 che possiedo ho fatto delle foto a una gara di moto e il tracking in pratica non funziona per niente. Anche l’autofocus continuo fa parecchia fatica con soggetti in velocità.
    Cosa dici è meglio aspettare o fare l’aggiornamento alla em1? Sulla qualità d’immagine non mi pare ci siano stati grandi miglioramenti, anzi…

    Ciao
    Daniele

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    1. Daniele,
      ho provato il tracking con l’autofocus continuo, ma non con soggetti veloci come le moto da corsa. Nelle mie prove ha funzionato bene come l’autofocus in ogni circostanaa, soggetti in movimento, luce scarsa, dimostrandosi sempre molto reattivo e decisamente superiore a quello della E-M5. Anche la qualità d’immagine mi è sembrata decisamente superiore, forse per merito dell’eccellente obiettivo Zuiko Pro 12-40/2,8, anche se la risoluzione rimane a 16 Mpx.
      In complesso la E-M1 mi è sembrata una fotocamera decisamente superiore alla E-M5. Se valga la pena de fare l’aggiornamento dipende da te, dall’uso che ne fai e dal fatto se sei disposto a spendere non solo per il corpo macchina, ma anche per il 12-40/2,8.
      Ciao, Francesco

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  5. Ciao Francesco,
    dal punto di vista della qualità di immagine o altro,ci sono delle differenze tra usare l’obiettivo Olympus 40 150 2,8 con l’OMD EM5 e l’OMD EM1?Gli ultimi obiettivi professionali della Olympus vanno bene anche sulla OMD EM5?Grazie.Ciao.Stefano.

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    1. Stefano,
      in teoria ci possono essere differenze di qualità d’immagine per lo zoom Olympus 40-150/2,8 usato sulla OM-D E-M1 e sulla E-M5 dovute al diverso elaboratore d’immagine. La E-M1 ha il TruePic VII più efficace del TruePic VI della E-M5 nel contenimento del rumore; con la E-M5 II che ha il TruePic VII non ci dovrebbero essere differenze. In pratica però la E-M1 ha l’autofocus ibrido con anche il rilevamento di fase mentre la E-M5 e la E-M5 II no e questo influisce sulla rapidità di messa a fuoco.
      Ciao, Francesco

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