Olympus E-PL1_uso in pratica

Per valutare completamente una fotocamera non bastano le misure di laboratorio o le foto di test, ma si deve usarla praticamente sul campo. In questo modo si può valutare la sua funzionalità, facilità d’uso e non ultimo il divertimento che da usarla.
Dico subito che da questo punto di vista la E-PL1 mi è piaciuta.
Per valutarla in pratica ho deciso, visto che abito a Roma, di andare un po’ in giro per la città come turista (cosa che purtroppo di solito non faccio mai)  e fotografarne i monumenti più caratteristici di giorno e di notte. Così oltre alle viste di Londra di DPReview e quelle di San Francisco di DCResource si potranno vedere in rete le viste di Roma. Purtroppo sono foto di aspetto… londinese perchè il giorno in cui ho potuto scattare le foto era nuvoloso e piovigginoso. Ma ci saranno altre occasioni nei prossimi test.

Prima di tutto devo dire del trasporto della fotocamera. Ho provato in ogni modo ma nelle tasche della mia giacca con il 14-42 retratto non ci stava proprio. Allora ho deciso di usare una piccola borsa fotografica, anche se poi per la maggior parte del tempo l’ho portata al collo con la cinghia in dotazione per essere pronto a scattare.
Come prima osservazione mi sono però accorto che tenere l’obiettivo in posizione retratta fa perdere tempo quando si vuole scattare. L’accensione infatti è rapida, ma se l’obiettivo è retratto si deve ogni volta estenderlo. Tenendolo aperto però è più esposto ad urti. Ci vorrebbe un piccolo paraluce di protezione.
la seconda e più importante osservazione riguarda la modalità di inquadratura. Usando lo schermo di giorno, anche nuvoloso, non si vede niente. Cioè si vede con difficoltà, non si può valutare bene la messa a fuoco e l’esposizione. Per fortuna vaevo in dotazione anche il mirino elettronico V_F2 con 1.440.000 pixel. Questo mirino è fantastico, ha un ottimo ingrandimento e una nitidezza elevata. Anche col sole si può inquadrare senza che l’immagine risulti poco visibile. Inoltre consente di valutare direttamente l’effetto della compensazione dell’esposizione e delle variazioni del programma. Per la messa a fuoco manuale consente anche un ingrandimento della parte centrale di ben 7x in modo da poterla valutare agevolmente. Queste funzioni sono fra l’altro indispensabili se si vogliono usare obiettivi di reflex, ad esempio gli Olympus OM, con i quali la messa a fuoco è manuale e l’esposizione si effettua chiudendo materialmente il diaframma, in modalità A, e seguendo le indicazioni nel mirino o vedendo l’effetto che fa. Oltretutto inquadrare col mirino costringe a tenere la macchina in modo molto più stabile, con le braccia aderenti al corpo e non in avanti. Vedo problematico fotografare con un 150 mm o con un 300 mm (equivalente ad un 600) senza il mirino. Infine il mirino è orientabile e quindi consente anche inquadrature dall’alto.
Il mirino elettronico V-F2 è quindi un accessorio INDISPENSABILE per la E-PL1 e per tutte le mirrorless, senza il quale molte delle funzionalità della fotocamera non possono essere sfruttate e il divertimento nel suo uso diminuisce notevolmente. Sconsiglio quindi vivamente di acquistarla senza anche se il suo costo purtroppo è elevatoe avvicina il prezzo a quello della E-P2 (che però non ha il flash).
Nell’uso la E-Pl1 si è dimostrata valida. La messa a fuoco è abbastanza rapida, almeno per i soggetti normali. Non è però certo pensata per le foto sportive.
L’esposizione è corretta sia in luce ambiente sia con il flash integrato che può essere molto utile anche di giorno come luce di schiarita, nei controluce o per eliminare le ombre dai volti. Si può inoltre velutare l’esposizione nel mirino e se non sembra corretta modificarla con l’apposito comando, valutandone direttamente gli effetti. Il relativo comando purtroppo però non è di uso immediato, come sarebbe una ghiera rotante, e si deve prenderci un po’ di pratica. Dopo si riesce ad agirvi rapidamente, anche senza staccare l’occhio dal mirino.
La selezione delle aree di messa a fuoco, se non si sceglie la modalità automatica, è ugualmente semplice e rapida.
Il flash, anche se piccolo, è adeguato per l’uso in interni alle medie sensibilità.
La zoomata manuale è semplice e rapida, molto meglio di quella a comando elettrico di qualsiasi bridge o compatta. Se poi si agisce sulla piccola ghiera di messa a fuoco, davanti a quella dello zoom, l’immagine nel mirino subito si ingrandisce, inquadrando solo la parte centrale, e la eventuale correzione diventa agevole.
Insomma è stato facile e divertente fotografare Roma, sia di giorno in mezzo a frotte di turisti, sia di notte appoggiando semplicemente la macchina ad una spalletta di un ponte e usando l’autoscatto (in questo caso però è stato utile lo schermo).

Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 3200 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni, e foto di esempio, come turista, scattate tutte a 100 e 200 Iso, tranne quella in autobus a 640 e quella nella galleria della metropolitana a 1600. Le presento sia nel formato ridotto e normalizzato A2 che assume le dimensioni di una stampa A2 su un video medio (15,6 1280×800 o 1368×768), sia nel formato originale da 12 Mpx, anche se con un jpeg compresso al 60 % per motivi di spazio. Tutte le foto sono state salvate e presentate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con l’ottimo programma Olympus Viewer 2, oltretutto gratuito, azzerando totalmente la riduzione di rumore. Questa può essere in realtà azzerata anche in macchina, ma ho preferito lasciarla sul valore standard per valutare la differenza.
Le foto originali, come salvate dalla fotocamera o convertite con la compressione standard di Viewer 2 sono comunque disponibili sul mio account Flickr all’indirizzo:

http://www.flickr.com/photos/francescoc/sets/72157625314321112/

Nelle conclusioni parlerò della qualità delle foto.

Foto di test in formato A2

Foto digitale, classica, immagini

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