Fujinon XF 8-16 mm f/2,8 R LM WR

Fujinon XF 8-16 mm f/2,8 R LM WR

Provato con X-T4 con 26 Mpx.

E’ un supergrandangolo per riprese estreme, di paesaggio, architettura, strada e di eventi, ma che si può usare con alcune cautele anche per ritratti ambientati. E’ costruito interamente in metallo, molto ben rifinito e di dimensioni piuttosto grandi in rapporto al corpo macchina. La lente frontale è piuttosto grande ed esposta, per questo a sua protezione è previsto un piccolo paraluce fisso su cui si può montare il coperchio frontale di protezione. Per questo non si possono montare filtri sull’obiettivo.
E’ dotato della ghiera dei diaframmi come tutti i Fujinon XF.

La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco e quella per lo zoom scorrono morbidamente e con precisione. E’ costituito da 20 elementi in 13 gruppi con 4 elementi asferici, 3 ED e 3 super ED.

Il motore AF è di tipo lineare (LM). L’angolo di campo è 121°-83,2°. La messa a fuoco minima è di 25 cm con un ingrandimento massimo 0,1x a16 mm. Il diaframma ha 9 lamelle e si chiude fino a f/22. Il diametro è di 88 mm per 121,5 mm di lunghezza; il peso è 810 g. E’ equivalente ad un 12-24 mm con un’apertura equivalente f/4,0.
Costa 1.780 €.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/4,0.

Risoluzione

Riporto la risoluzione per le focali di 8, 12 e 16 mm.

La risoluzione è buona al centro a tutte le focali a tutta apertura e diventa molto buona da f/4,0 a f/11, poi decade a causa della diffrazione fino a sufficiente/discreto a f/22. I bordi sono molto vicini al centro a tutte le focali ed aperture, cosa eccellente per un grandangolo zoom così spinto. La resa migliore è a 8 mm f/5,6 e f/8,0.

La distorsione è il 9,8 % a barilotto alla focale minima, scompare a 12 mm e diventa il 2,5 % a cuscinetto a quella massima, ma è corretta automaticamente dalla macchina o dal convertitore raw se possiede il profilo dell’obiettivo.
La vignettatura alla focale minima e a tutta apertura è di circa 2 stop e diminuisca chiudendo il diaframma a 1,3 a f/5,6; aumentando la lunghezza focale a 12 mm è uguale mentre a 16 mm è di 1,7 stop a f/2,8 e 1 a f/5,6, anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.

Nota: l’angolo di campo dell’obiettivo è così ampio che mi è stato impossibile alla focale minima tenere fuori dall’inquadratura l’ombra della fotocamera e di altre attrezzature.

Questo grandangolo è un ottimo obiettivo. Impressiona per l’ampio angolo di campo coperto e per l’uniformità della resa fra centro e bordi. Consente riprese alla minima focale con prospettive spinte e inusuali, consentendo riprese di paesaggi urbani e di architettura altrimenti difficili da ottenere. E’ necessario però stare molto attenti nel suo uso, cercare di tenerlo sempre orizzontale nelle riprese architettoniche perché altrimenti si possono ottenere effetti di linee cadenti piuttosto sgradevoli. Anche fotografando persone è opportuno stare molto attenti alle deformazioni prospettiche. Altra avvertenza è quella di non usarlo a f/22, cosa abbastanza inutile data l’amplissima profondità di campo che l’obiettivo offre. La distorsione e la vignettatura non preoccupano perché sono corrette automaticamente o dal software di conversione.
L’unico difetto è la mancanza di un blocco sulla ghiera dei diaframmi nella posizione A auto. che qualche volta può spostarsi accidentalmente.
In conclusione però è un obiettivo che non può mancare nel corredo di molti fotografi e il cui unico ostacolo è il prezzo elevato, ma proporzionato alla qualità ottica e di costruzione

Foto digitale, classica, immagini

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