Fujifilm X-T10: prestazioni

Sensore

La X-T10 monta lo stesso sensore X-Trans CMOS II adottato dalla X-T1 di dimensioni APS e con 16 Mpx. Il sensore è dotato di una nuova matrice (CFA – Color Filter Array) che non necessita di un filtro ottico passa-basso (antialias). Questo filtro infatti è indispensabile per la riduzione del moiré e dei falsi colori generati dai sensori convenzionali ma, nel contempo, degrada anche la risoluzione. Fujifilm ha sviluppato una nuova matrice CFA che si ispira alla casuale disposizione della grana nella pellicola, eliminando la necessità di un filtro antialias per risolvere i problemi del moiré e dei falsi colori. Nella matrice i pixel RGB sono disposti in gruppi di pixel 6×6 con alta aperiodicità (casualità, vedi figura ad inizio test). Aumentare il grado di casualità elimina la causa fondamentale del moiré e dei falsi colori, un problema che si verifica nelle matrici convenzionali durante le riprese di elementi a righe e altri schemi ripetuti. La presenza di un pixel R, G e B in ogni serie di pixel orizzontali e verticali riduce al minimo la generazione di falsi colori e garantisce la superiore riproduzione dei colori stessi.
L’utilizzo di una matrice ispirata alla pellicola ha reso necessario un processore potente per elaborare i dati dell’immagine; per questo Fuji ha creato EXR Processor II. Questo processore consente di ottimizzare le potenzialità del sensore X-Trans CMOS II fornendo elevata velocità e alta precisione di elaborazione delle immagini.
Il tutto si traduce in pratica, come vedremo, in un’elevata risoluzione per i 16 Mpx, un’ottima resa dei colori ed un elevato rapporto segnale/rumore.
In aggiunta la versione II di questo sensore è dotata di un certo numero di pixel sdoppiati che consentono di effettuare la messa a fuoco a rilevamento di fase tramite il sensore stesso. In questo modo si è ottenuto un autofocus più rapido e veloce in grado di mettere a fuoco e seguire anche soggetti in movimento veloce.
La X-T10 può registrare foto in formato raw da 200 a 6400 Iso. In jpeg può scendere a 100 Iso ed arrivare fino a 25.600.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità Iso. Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in tiff con la riduzione di rumore azzerata. Le foto sono poi convertite nel formato jpeg, che è un formato compresso, con la compressione regoòata al minimo, 100 %. In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Ho effettuato la conversione con Raw File Converter fornito da Fujifilm e con Adobe Lightroom che fornisce risultati leggermente migliori. Per avere una valutazione di come si pone la X-T10 rispetto alle altre fotocamere ho effettuato il confronto con la Canon EOS 6D con le foto convertite con Lightroom oltre che con  Canon DPP e con la X-T1 con foto convertite con Lightroom. Per un confronto omogeneo fra fotocamere con differenta numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme. Il valore scelto è 10 Mpx che consente di confrontare tutte le macchine disponibili attualmente. Anche questo ridimensionamento è stato fatto durante la conversione raw/tiff; i tiff sono poi convertiti in jpeg con compressione minima sempre con lo stesso software Acdsee Pro.

Fujifilm_X-T10_rumore

La misura del rumore è stata effettuata solo fra 200 e 6400 Iso perchè solo fra queste sensibilità è possibile salvare le foto in raw. Come si vede l’andamento della curva di rumore della X-T10 ha un rapporto segnale/rumore molto vicino a quello della Canon 6D, convertite con DPP, fino a 1600 Iso, per poi discostarsene alle alte sensibilità di circa 1 stop. Rispetto alla X-T1, dotata di un sensore uguale l’andamento è praticamente identico. La conversione con Raw File Converter comporta un rumore superiore da 1/2 a 1 stop rispetto a quella con Lightroom. Una prestazione ottima che insieme con la nitidezza elevata la rendono competitiva, come qualità d’immagine, con le reflex fullframe con numero di pixel non troppo diverso.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione corretta, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore. Lla gamma dinamica della Canon 6D è usata come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

Fujifilm_X-T10_gamma dinamica

La X-T10 ha una gamma dinamica inferiore alla Canon 6D mediamente di 1/3 o 2/3 di EV tranne che alla sensibilità minima di 200 Iso per la quale la differenza è di 1 e 1/3 EV. Anche in questo caso una prestazione ottima.

Le foto di prova sono state scattate a tutte le sensibilità disponibili in raw, da 200 a 6400 Iso. Le foto raw sono state convertite con Lightroom azzerando la riduzione di rumore.

Foto a grandezza nativa 16 Mpx

La fotocamera si è comportata in modo eccellente, come la X-T1 provata lo scorso anno. Il rumore comincia ad essere percepibile solo oltre i 3200 Iso, ma le immagini non perdono di nitidezza. La qualità delle foto per il rapporto segnale/rumore regge abbastanza bene il confronto con quella delle reflex fullframe anche alle alte sensibilità. L’unica differenza è che con una fullframe si può arrivare fino a 25600 Iso e oltre in raw mentre la X-T10 si ferma prudentemente a 6400 e consente sensibilità più alte solo in jpeg, applicando una riduzione di rumore che degrada la qualità d’immagine.

Foto a 10 Mpx

Riducendo le dimensioni delle foto al formato standardizzato di 10 Mpx usato per il confronto con le altre fotocamere ed adatto per una stampa di formato A4 si vede che anche a 6400 Iso non c’è rumore.

Un’ottima prova con cui la X-T10 si pone al vertice delle fotocamere APS ed è competitiva anche con le fulframe.
C’è però una considerazione importante da fare: nelle foto notturne però la X-T10 ha manifestato una tendenza alla sovraesposizione di circa 0,7-1 stop, che rende ben leggibili le ombre, ma altera la luminosità della scena. In queste condizioni quindi è meglio sottoesporre agendo sulla ghiera di controllo all’estrema destra e controllare il risultato nel mirino elettronico o sullo schermo.

Obiettivi

Il corredo obiettivi Fujifilm X si va ampliando costantemente nel tempo. Ricordo che il fattore moltiplicativo per il sensore APS delle Fujifilm è 1,5x.
Attualmente sono disponibili 20 obiettivi di cui 18 della serie XF, di più alta qualità, 11 a focale fissa dal 14 mm f/2,8 al 90 mm f/2,0 fra i quali la serie ultraluminosa 16 mm f/1,4, 23 mm f/1,4, 35 mm f/2,4 e 56 mm f/1,2,e un macro 60 mm f/2,4, e 7 zoom dal grandangolo 10-24 mm al tele 100-400 mm f/4,5-5,6 comprendendo anche due professionali 16-55 mm e 50-140 mm f/2,8. Ci sono poi due zoom più economici della serie XC il 16-50/3,5-5,6 ed il 50-230/4,5-6,7. Inoltre sono disponibili tre Zeiss Touit a focale fissa e alcuni Samyang non autofocus. Anche altri produttori stanno rendendo progressivamente disponibili obiettivi con innesto Fujifilm X.
Tutti gli obiettivi della serie XF sono in metallo con una costruzione e finitura di alta qualità, ghiere morbide e fluide.
Con questi obiettivi la scelta diventa abbastanza completa e composta soprattutto di ottiche a focale fissa di alta qualità e luminosità, come si addice alle caratteristiche ed al livello della macchina.
Su tutte le Fujifilm, come sulle altre mirrorless, è poi possibile montare obiettivi di reflex o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.
Fujifilm fornisce un adattatore per obiettivi Leica M, ma sul mercato si trovano praticamente per tutte le marche.

Con la X-T10 ho avuto la possibilità di provare lo zoom XF 18-55/2,8-4,0 OIS equivalente ad un 27-82 mm e tre focale fissa ultraluminosi XF 26 mm f/1,4 (equivalente ad un 24 mm), XF 35 mm f/1,4, equivalente ad un 52 mm e XF 90 mm f/2,0 equivalente ad un 135 mm. Il 18-55 è un obiettivo di alta classe con una luminosità superiore a qualla dei 18-55 di altre marche. A differenza della maggior parte degli obiettivi odierni poi è dotatio della ghiera dei diaframmi, attivabile con un apposito interruttore, che come detto rende molto semplice ed immediato impostare la macchina come meglio si desidera. La costruzione è molto accurata, la ghiera di messa a fuoco scorre morbidamente e con precisione. Anche gli altri tre obiettivi, come tutti i Fujinon, sono di elevata qualità e sono dotati di ghiera dei diaframmi. Il 16 mm in particolare ha una ghiera di messa a fuoco che se spinta in avanti attiva l’autofocus, mentre se tirata indiettro consente la messa a fuoco manuale, semplificando e rendendo estremamente veloce il passaggio da una modalità all’altra.

18-55 f/2,8-4,0

Caratteristiche ottiche

Fujinon_XF_18-55_obiettivo

La variazione della luminosità massima è lineare all’aumentare della focale, a differenza di altri zoom la cui luminosità cala drasticamente appena si aumenta la focale minima.

Apertura equivalente

Nel diagramma è riportata l’apertura di diaframma equivalente dell’obiettivo al variare della focale a confronto con quello di una reflex fullframe.

Fujifilm_X-T10_18-55_diaframma_equivalente

L’apertura equivalente da indicazioni sulla qualità d’immagine ottenibile dalla fotocamera al variare della focale, specialmente per il rapporto segnale/rumore, e alla profondità di campo ottenibile. Più l’apertura è bassa più la qualità è migliore e la profondità di campo ridotta.
La curva del XF 18-55 confrontata con quella di una fullframe, la Sony A7 con lo zoom 28-70/3,5-5,6, è superiore di circa 1/2 stop dalla focale minima di 27 mm equivalenti fino a 50 mm equivalenti. A 70 mm le due curve sono quasi sullo stesso valore. Questo è dovuto alla buona luminosità dell’obiettivo Fujinon che compensa in buona parte il vantaggio di circa 1 stop dovuto al sensore fullframe. Ciò vale sia per la profondità di campo che per la qualità d’immagine ottenibile.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per il 18-55 alle focali di 18, 35 e 55 mm equivalenti rispettivamente a 27, 52 e 82 mm e la risoluzione per il 16/1,4, il 35/1,4 e il 90/2,0.

18 mm

Fujifilm_X-T10_18-55_18_risoluzione

Centro: la risoluzione è molto buona atutta apertura, poi diventa ottima da f/4,0 a f/8,0 per poi calare progressivamente e diventare discreta a f/22. Bordi: sono complessivamente inferiori al centro, discreti a tutta apertura e poi buoni da f/4,0 a f/16, mentre a f/22 sono appena sufficienti.

35 mm

Fujifilm_X-T10_18-55_35_risoluzione

a questa focale il centro ei bordi sono molto più vicini. Il centro è molto buono da tutta apertura a f/8,0, buono a f/11 e f/16 e discreto a f/22. I bordi sono buoni fino a f/16 e discreti a f/22.

55 mm

Fujifilm_X-T10_18-55_55_risoluzione

A 55 mm la risoluzione è leggermente inferiore alle precedenti, con bordi e centro molto vicine e buoni fino a f/16, solo discreti a f/22
Complessivamente un ottimo comportamento per uno zoom di questa luminosità.

Stabilizzazione

L’obiettivo è dotato di stabilizzazione ottica O.I.S. Per verificarne la sua efficacia ho scattato una serie di foto con l’obiettivo alla massima focale di 55 mm equivalente a 82 mm con e senza stabilizzazione. Ho usato tempi di scatto sempre più lunghi a partire dal valore minimo di sicurezza che per la focale equivalente è 1/80 fino ad arrivare a 1/2,5 di secondo 5 stop sotto il valore di sicurezza. Le foto con stabilizzazione sono risultate abbastanza nitide fino a 1/2,5 secondi, mentre senza stabilizzazione sono potuto scendere fino a 1/40 grazie alla stabilità della macchina priva di specchio, ma con tempi più lunghi le foto sono risultate mosse come si può vedere con quella a 1/2,5.

Complessivamente con la stabilizzazione si guadagnano 5 stop rispetto al tempo di sicurezza. Un eccellente risultato.

16 mm f/1,4

Fujifilm_X-T10_16_risoluzione

L’obiettivo raggiunge valori di risoluzione buoni al centro già a f/1,4, poi migliora su valori molto buoni fino a f/11; a f/16 si torna ai valori buoni di f/1,4.
Complessivamente un’ottima prestazione considerando la grande apertura e la ridottissima focale.

35 mm f/1,4

Fujifilm_X-T10_35_risoluzione

il centro è già buono a f/1,4, diventa molto buono da f/2,0 a f/4,0 e ottimo a f/5,6, poi ritorna a valori molto buoni e buoni a f/16. I bordi sono un po’ inferiori, ma sempre buoni.
Anche per questo obiettivo un’ottima prestazione.

90 mm f/2,0

Fujifilm_X-T10_90_risoluzione

il centro è molto buono a f/2,0 e diventa ottimo da f/2,8 a f/5,6 poi ritorna a valori molto buoni fino a f/16. I bordi sono un po’ inferiori, ma sempre buoni.
Un’ottima prestazione per un medio tele luminoso.

Foto di prova

18-55

16/1,4

35/1,4

90/2,0

Nelle foto di prova si può ugualmente verificare quanto visualizzato nei grafici.

Raffica

La X-T10 dispone di due velocità di raffica: alta a 8 fg/s per un massimo di 8 scatti e bassa a circa 3 fg/s fino a riempimento scheda. La messa a fuoco e l’esposizione sono determinate scatto per scatto se la messa a fuoco è su C (continuo), altrimenti sono fissate al primo scatto.
Per le prove ho usato una scheda in classe 10 , ho salvato le foto solamente in jpeg normal e l’obiettivo 90 mm f/2,0 a tutta apertura, con messa a fuoco continua. E’ possibile salvarle anche in raw, ma la raffica sarà più breve e la velocità scenderà prima.
Con le jpeg sono riuscito ad ottenere, alla cadenza più alta, una velocità fra i 7 e gli 8 fg/s per il primo secondo, poi la velocità scende fre i 2 e i 3 fg/s, ma la raffica può continuare fino a che la scheda di memoria è piena. Alla cadenza più bassa ho ottenuto 2,3 fg/s per un tempo indefinito. Nel mirino si vede la scena in live view e così è possibile controllare il soggetto mentre si muove. La messa a fuoco per soggetti in movimento veloce, 70-80 kmh, è stata sempre corretta con buone capacità di inseguimento. La velocità inferiore a quella nominale è evidentemente stata determinata dall’autofocus che però ha messo a fuoco perfettamente tutti gli scatti.
Una prestazione un po’ inferiore a quella della X-T1, ma comunque apprezzabile per una mirrorless di questa categoria, anche se non arriva ai livelli della Sony A6000.

Video

La ripresa video si attiva con l’apposito pulsante rosso, a differenza della X-T1 e di altre Fujifilm. Si possono riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel a 60/50p, 30/25p o 24p in formato MOV e codec H264 con audio stereo. Prima di iniziare la ripresa si possono regolare il diaframma, il bilanciamento del bianco, la simulazione film, la compensazione dell’esposizione e la modalità di messa a fuoco. Altrimenti esposizione e bilanciamento del bianco sono regolati automaticamente. La messa a fuoco è continua oppure manuale. C’è la presa per un microfono esterno.
Nelle prove ho riscontrato una corretta esposizione e bilanciamento del bianco, la messa a fuoco ha funzionato bene dimostrando solo raramente qualche incertezza. Eventuali passaggi di disturbo davanti alla scena non l’hanno influenzata.

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Descrizione & uso
Galleria
Conclusioni
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