Fujifilm X-Pro3: prestazioni & conclusione

Sensore

La X-Pro3 monta un X-Trans BSI-CMOS IV di dimensioni APS e con 26 Mpx dotato di matrice dei filtri colore aperiodica, esclusiva Fujifilm, e senza filtro antialias.
In aggiunta il sensore è dotata di 2,17 Mpx di pixel mascherati che consentono di effettuare la messa a fuoco a rilevamento di fase .
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A9 II è il riferimento. Come confronto con altre APS ho aggiunto la curva della Sony A6600 e della Nikon Z50.

Le sensibilità ISO della X-Pro3 si sono rivelate inferiori al valore nominale di circa 1/2 stop. In pratica 100 ISO equivalgono a 72, 200 a 150 e così di seguito. Nella rilevazione della curva ho usato i valori ISO nominali, ma di conseguenza ho anche corretto il grafico per tenere conto dei valori effettivi. Questo sposta leggermente la curva rispetto a quella con i valori nominali.
L’andamento della curva di rumore corretta è comunque molto buono con un rumore pari al riferimento fino a 1600 ISO. Poi aumentando la sensibilità la X-Pro3 ha un rumore maggiore da 1/2 stop fino a 1 a 6400 ISO, mentre aumentando ancora la differenza si riduce tornando a 1/2. Rispetto alla Sony A6600 la differenza è a favore della Fujifilm con un vantaggio di 1/2 stop, tranne che alla massima sensibilità. Rispetto alla Z50 c’è una differenza a favore di quest’ultima da 6400 ISO in poi con un rumore inferiore mediamente di 1/2 stop, tranne a 12800 dove è di 1 stop.
Una prestazione ottima, anche se non la migliore della classe APS.

Visto che la X-Pro3 ha lo stesso sensore ed elaboratore d’immagine della X-T4 e che le misure di rumore sono identiche entro gli errori di misura riporto come esempi le foto scattate con la X-T4.
Le foto di prova sono state scattate a tutte le sensibilità disponibili in raw, da 160 a 12800 ISO. e sono state convertite con CaptureOne for Fujifilm azzerando la riduzione di rumore.

Foto raw senza riduzione di rumore

Il rumore comincia ad essere percepibile solo a 1600 ISO in forma finissima. A 3200 ISO pur essendo presente è sempre molto fine, prevalentemente in forma di rumore di luminanza con puntolini molto piccoli che non disturbano; a 6400 è invece ben visibile, con una componente colore che sarebbe opportuno ridurre; a 12800 è eccessivo e la sua riduzione è necessaria.

Foto raw con riduzione dei falsi colori

Riducendo i falsi colori, senza perdita di nitidezza, le foto a 1600 e 3200 ISO sono praticamente pulite, mentre quella a 6400 ISO presenta solo una “grana” di puntini scuri che da poco fastidio. A 12800 è invece necessaria anche la riduzione del rumore di luminanza.

Foto raw con riduzione di rumore

Applicando una riduzione di rumore ben calibrata la situazione cambia di poco per le foto da 1600 e 3200 ISO. Quella a 6400 diventa abbastanza pulita con una piccola perdita di nitidezza, mentre a 12800 è meglio non applicare una riduzione eccessiva ed accettare un po’ di rumore.

Foto raw a 10 Mpx senza riduzione di rumore

Normalizzando le foto senza riduzione di rumore a 10 Mpx (adatti per una stampa A4 circa 21×30 cm) si guadagna uno stop e le foto fino a 3200 ISO non presentano rumore, quella a 6400 lo ha, ma in maniera appena percepibile e non fastidiosa, a 12800 invece il rumore è visibile e potrebbe essere necessario ridurlo.

Foto raw a 10 Mpx con riduzione dei falsi colori

In questo caso le foto fino a 3200 ISO sono pulite e quella a 6400 è accettabile. Solo per i 12800 ISO è necessario un intervento di riduzione.

Foto raw a 10 Mpx con riduzione di rumore

Tutte le foto non presentano rumore e grazie al ridimensionamento la perdita di nitidezza è ridotta.

Foto jpeg dalla fotocamera

Le foto presentano ottima nitidezza e nessun rumore fino a 1600 ISO. Oltre il rumore è eliminato, ma si nota una progressiva perdita di nitidezza, in particolare a 12800 ISO.

Una buona prova per un sensore APS, anche se non la migliore della categoria. In pratica si può scattare senza riduzione di rumore fino a 3200 ISO e con una riduzione fino a 6400 con una modesta perdita di nitidezza.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della A9 II come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La X-Pro3 ha una gamma dinamica inferiore alla A9 II mediamente di 1/3 di EV fino a 400 ISO e 2/3 di EV a partire da 800 ISO. Anche in questo caso una prestazione ottima per una APS.

Per verificare anche in pratica la gamma dinamica e la capacità di recupero di sotto e sovraesposizioni ho scattato delle foto di paesaggio, tutte alla stessa sensibilità di 100 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom.
Anche in questo caso vista l’uguaglianza dell’elettronica e delle misure riporto le foto scattate con la X-T4.

In sottoesposizione si può compensare bene con una buona resa della gamma tonale e dei colori fino a -5 stop, il rumore però con questa sottoesposizione diventa alto. Per non subire un rumore eccessivo ci si deve quindi limitare ad un massimo di -2 stop. In sovraesposizione invece si possono recuperare fino a +2 stop poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile e le foto diventano piatte e grigiastre.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto in esterni in poca luce per l’esposizione corretta a 6400 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 200 ISO, infine ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.

Con una sottoesposizione di -5 stop, 200 ISO, e una correzione in conversione da raw il rumore è eccessivo e superiore a quello della foto esposta correttamente a 6400 ISO, inoltre la foto assume una dominante violacea. A – 3 stop, 800 ISO, il rumore nelle parti illuminate è analogo a quello della foto A 6400 ISO, mentre nelle parti nere, come il cielo, è appena superiore. Da -2 stop, 1600 ISO, il livello di rumore è equivalente a quello della foto esposta correttamente a 6400. Il sensore quindi consente una buona invarianza ISO e si può arrivare fino a -3 stop di sottoesposizione.

Recupero gamma dinamica

La X-Pro3 dispone, come tutte le Fujifilm, di una funzione automatica per incrementare la gamma dinamica. Questa può essere incrementata, dal 100 % valore standard, al 200 e 400 %, in modo manuale o automatico. Per aumentarla al 200 % la sensibilità ISO minima deve essere 320 e per il 400 % di 640 ISO.
Per verificarne l’efficacia ho scattato delle foto in una situazione di alto contrasto usando la sensibilità di 160 ISO. La foto è stata esposta per il cielo nuvoloso con misurazione spot ed esposizione manuale a 1/2000 e f/6,4. Poi ho scattato in program, misurazione matrix, con l’esposizione determinata dalla fotocamera e impostando il recupero della gamma dinamica auto (1/750 f/5,6 320 ISO) e poi del 200 % (1/850 f/5,6 320 ISO) e 400 % (1/1600 f/5,6 640 ISO) e infine senza compensazione, cioè 100 % (1/350 f/5,6 160 ISO). Gli scatti sono stati effettuati tutti in raw e jpeg normal.

La foto scattata per le luci è ovviamente molto sottoesposta per le ombre; convertendo il raw però si riesce a recuperarne completamente le ombre mantenendo la leggibilità delle alte luci. Usando l’ampliamento della gamma dinamica in jpeg si vede invece che anche in auto o al 400 % le ombre sono ben leggibili, ma le alte luci recuperate solo parzialmente; senza recupero della gamma dinamica le ombre sono leggibili, ma le alte luci in buona parte perse.
In conclusione questa funzione può essere di aiuto per recuperare scene a forte contrasto se si vuole usare solo il formato jpeg, ma se si vuole il massimo della qualità è sempre preferibile salvare le foto in raw, o raw più jpeg, esponendo prevalentemente per le luci e lavorare su questo per il recupero delle ombre. L’inconveniente può essere una presenza di un lieve rumore eliminabile per la parte crominanza senza perdita di dettaglio, ma completamente trascurabile se si parte da 160 ISO.

Obiettivi

Con la X-Pro3 ho avuto la possibilità di provare degli obiettivi a focale fissa: l’XF 14 mm f/2,8 equivalente ad un 21 mm, l’XF 23 mm f/2,0 equivalente ad un 35 mm e l’XF 50 mm f/2,0 equivalente ad un 75 mm. Ho avuto modo di provarla anche con gli zoom, meno adatti alla filosofia della X-Pro3 e i cui risultati sono pubblicati nella prova della X-T4.

Nota importante sulla risoluzione:
il sensore da 24 Mpx della X-Pro3 in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 6240 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 6240:2= 3120 linee. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2184 linee. 

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.

Fujinon XF 14 mm f/2,8 R

E’ un supergrandangolo per riprese di paesaggio, di strada e di eventi.

E’ costruito interamente in metallo, molto ben rifinito e di dimensioni abbastanza compatte; è dotato della ghiera dei diaframmi come tutti i Fujinon XF. La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco e quella per lo zoom scorrono morbidamente e con precisione. Tirando indietro verso il corpo macchina la ghiera di messa a fuoco si disattiva l’autofocus e si scopre una scala delle distanze per la messa a fuoco manuale con l’indicazione della profondità di campo, cosa molto rara. E’ costituito da 10 elementi in 7 gruppi con 2 elementi asferici e 3 ED. Il motore AF è un micromotore. L’angolo di campo è 90,8°. La messa a fuoco minima è di 30 cm con un ingrandimento massimo 0,12x. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22. Il diametro è di 65 mm per 58,4 mm di lunghezza; il peso è 235 g. E’ equivalente ad un 21 mm.
Costa 830 €.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/4,0.

Risoluzione

La risoluzione è buona al centro a tutta apertura e diventa molto buona da f/4,0 a f/5,6, poi cala un po’ a causa della diffrazione, ma rimane buona fino a f/16 ed è discreta a f/22. I bordi sono abbastanza vicini al centro a tutte le aperture, cosa ottima per un grandangolo spinto. La resa migliore è da f/4,0 a f/8,0.
La distorsione è il minima 0,4 %.
La vignettatura a tutta apertura è di circa 2,4 stop e diminuisca chiudendo il diaframma a 1,3 stop a f/8,0, anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.

Questo grandangolo è un ottimo obiettivo. Ha una buona uniformità di resa fra centro e bordi, consentendo riprese di paesaggi urbani, di architettura e di foto di strada. E’ necessario però stare attenti nel suo uso, cercare di tenerlo sempre orizzontale nelle riprese architettoniche perché altrimenti si possono ottenere effetti di linee cadenti abbastanza sgradevoli. Anche fotografando persone è opportuno stare molto attenti alle deformazioni prospettiche. La vignettatura non preoccupa perché è corrette automaticamente o dal software di conversione.
L’unico difetto è la mancanza di un blocco sulla ghiera dei diaframmi nella posizione A auto. che qualche volta può spostarsi accidentalmente.

Fujinon XF 23 mm f/2,0 R WR

E’ un grandangolo moderato equivalente ad un 35 mm adatto a molti generi fotografici e in particolare alla foto di strada.

E’ costruito interamente in metallo, molto ben rifinito e di dimensioni abbastanza compatte; è dotato della ghiera dei diaframmi come tutti i Fujinon XF. La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco e quella per lo zoom scorrono morbidamente e con precisione. In dotazione c’è un piccolo paraluce metallico che si può lasciare montato fisso sull’obiettivo e che è per questo fornito anche con un tappo anteriore. E’ costituito da 10 elementi in 6 gruppi con 2 elementi asferici. Il motore AF è del tipo passo-passo. L’angolo di campo è 63,4°. La messa a fuoco minima è di 22 cm con un ingrandimento massimo 0,13x. Il diaframma ha 9 lamelle e si chiude fino a f/16. Il diametro è di 60 mm per 51,9 mm di lunghezza; il peso è 180 g.
Costa 430 €.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/2,8.

Risoluzione

La risoluzione al centro è buona a tutta apertura e diventa molto buona da f/4,0 a f/8,0, poi cala un po’ ma rimane buona fino a f/16. I bordi sono discreti fino a f/4,0, poi buoni tra f/5,6 e f/8,0 per tornare discreti a f/16. La resa migliore è da f/5,6 a f/8,0.
La distorsione è praticamente assente.
La vignettatura a tutta apertura è di circa 2,6 stop e diminuisca chiudendo il diaframma a 1 stop a f/4,0, anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.

Anche questo grandangolo è un buon obiettivo e piccolo e leggero come è si adatta bene alla X-Pro3.
L’unico difetto è la mancanza di un blocco sulla ghiera dei diaframmi nella posizione A auto. che qualche volta può spostarsi accidentalmente.

Fujinon XF 50 mm f/2,0 R WR

Questo è un piccolo e compatto tele moderato equivalente ad un 75 mm. E’ un obiettivo adatto a molti usi. i primo luogo per molti è la focale adatta per il ritratto, ma può servire anche per dettagli, paesaggio, macro, eventi ed altro.

E’ costruito interamente in metallo, molto ben rifinito e di dimensioni abbastanza compatte; è dotato della ghiera dei diaframmi come tutti i Fujinon XF. La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco e quella per lo zoom scorrono morbidamente e con precisione. E’ costituito da 9 elementi in 7 gruppi con 1 elemento asferico e uno ED. Il motore AF è del tipo passo-passo. L’angolo di campo è 31,7°. La messa a fuoco minima è di 39 cm con un ingrandimento massimo 0,15x. Il diaframma ha 9 lamelle e si chiude fino a f/16. Il diametro è di 60 mm per 59,4 mm di lunghezza; il peso è 200 g.
Costa 430 €.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/2,8.

Risoluzione

La risoluzione al centro è buona a tutta apertura e diventa molto buona da f/2,8 a f/8,0, poi cala fino a discreto a f/16. I bordi, vicinissimi al centro, sono buoni fino a f/4,0, poi molto buoni a f/5,6, buoni a f/8,0 e 11 per diventare discreti a f/16. La resa migliore è da f/2,8 a f/8,0.
La distorsione è circa l’1 % a cuscinetto, corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di conversione da raw.
La vignettatura a tutta apertura è di circa 1,6 stop e diminuisce progressivamente chiudendo il diaframma a 0,3 stop a f/5,6, anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.

Anche questo tele è un buon obiettivo e piccolo e leggero come è si adatta bene alla X-Pro3.
L’unico difetto anche qui è la mancanza di un blocco sulla ghiera dei diaframmi nella posizione A auto. che qualche volta può spostarsi accidentalmente.

Stabilizzazione

La X-Pro3 non è dotata della stabilizzazione sul sensore a differenza della X-T4 per cui ho effettuato le prove con il 50-140 provato con la X-T4 che dispone anche di stabilizzazione ottica.
Gli scatti sono stati effettuati alla focale massima di 135 o 140 mm (202-210 mm equivalenti) a partire da 1/200, tempo minimo di sicurezza, e raddoppiando di volta in volta il tempo di scatto fino a 0,625 secondi (1/1,6)

Fino a 1/25 di secondo, 3 stop, si ottengono foto nitide, a 1/13 4 stop e a 1/6, 5 stop, si possono ottenere alcune foto nitide, ma il risultato non è garantito.
Confrontando i risultati con quelli della X-T4, dotata di stabilizzazione sul sensore, e con lo stesso obiettivo si vede che con questa si ottiene uno stop in più con sicurezza, ma che con entrambe si riesce ad arrivare a 5 stop facendo più scatti.

Autofocus

L’autofocus si è dimostrato anche in questa X-Pro3 sempre molto veloce e sensibile anche in condizioni di luce scarsa. Il rilevamento dei volti e degli occhi funziona abbastanza bene e da sicurezza nello scatto di ritratti, anche se certe volte stenta ad individuare i volti e gli occhi specialmente nel caso di persone non inquadrate frontalmente.
Non ho fatto prove specifiche in raffica perché che la destinazione prevalente dalla X-Pro3 non è certo la foto sportiva, ma i risultati non sarebbero stati diversi da quelli riportati nella prova della X-T4 visto che le due fotocamere hanno lo stesso autofocus e lo stesso elaboratore d’immagine.
L’autofocus quindi può essere considerato efficiente e veloce, ma purtroppo con lo stesso limite della X-T4: la funzione di inseguimento non riesce ad agganciare bene il soggetto, mentre con l’AF a zona riesce a farlo, e richiede quindi qualche ulteriore perfezionamento.

Raffica

Le possibilità di scatto in raffica della X-Pro3 sono piuttosto articolate come esposto nelle impressioni d’uso e analoghe a quelle della X-T4. Per valutarne le prestazioni ho effettuato le prove usando una scheda SD UHS II da 300 Mbps, scattando in priorità dei tempi a 1/1000 con fuoco manuale, sia in jpeg normal che in raw compresso senza perdita, con batteria ben carica. A tutte le velocità è disponibile la visione live view nel mirino o nello schermo.

Jpeg

H con otturatore meccanico a 10 fg/s

Le X-Pro3 ha scattato a circa 8-9 fg/s ininterrottamente e presumibilmente fino a riempimento della scheda.

H con otturatore elettronico a 20 fg/s

Ha scattato a circa 18 fg/s per 7 secondi,poi ha rallentato a circa 12 fg/s.

Raw

H con otturatore meccanico a 10 fg/s

Ha scattato a 10 fg/s per un secondo poi ha rallentato a circa 4 fg/s

Non ho effettuato prove pratiche in quanto sarebbero state analoghe a quelle della X-T4 visibili nella relativa prova.
Le conclusioni sono quindi le stesse: in complesso le prestazioni della X-Pro3 nelle prove di raffica presentano luci ed ombre. Indubbiamente scattare a 16-18 fg/s mantenendo attivo il live view e con i fotogrammi quasi sempre a fuoco è un’ottima prestazione. Però non si raggiungono le prestazioni promesse e la cosa lascia un po’ perplessi. Anche il buffer di memoria risulta ridotto e si esaurisce abbastanza presto, specialmente in raw. Ugualmente l’autofocus,nella prova del ciclista, non è riuscito a seguire sempre correttamente il soggetto individuandone non sempre il volto anche a distanza ravvicinata.

Video

La ripresa video si attiva dal menu richiamabile con il tasto Drive sul dorso e selezionando video e poi usando il normale pulsante di scatto.
Nelle prove ho riscontrato una nitidezza elevata nelle riprese 4K con una corretta esposizione e bilanciamento del bianco, la messa a fuoco ha funzionato bene dimostrando solo raramente qualche incertezza prontamente recuperata. Eventuali passaggi di disturbo davanti alla scena non l’hanno influenzata.

Galleria

Le foto sono state scattate in alcune cittadine del Lazio e a Roma. Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 160 ISO,mentre per le foto in poca luce è arrivata fino a 4000 ISO. L’impostazione colore è stata per tutte quella standard Provia. Ho scattato in raw convertendo le foto con CaptureOne for Fujifilm senza riduzione di rumore, tranne per quelle ad alta sensibilità, oltre 1600 ISO, per le quali ho eliminato il rumore colore.

Le foto risultano tutte ben esposte nelle situazioni normali. In quelle critiche come il controluce o situazioni di alto contrasto la X-Pro3 tende a privilegiare l’esposizione per le luci sacrificando le ombre. questo può produrre dei jpeg molto contrastati e con ombre scure e poco leggibili, ma se si lavora in raw consente un buon recupero delle ombre come si può vedere nelle foto N° 1, 3, e 11.
I colori sono piacevoli e brillanti senza esagerazioni. Se si vogliono più vivaci si può aumentare la saturazione in macchina per i jpeg o durante la conversione per i raw, o scegliere il profilo Velvia più vivace. La risoluzione e la nitidezza sono buone. Ottime anche quelle notturne.

Conclusioni

La X-Pro3 è una fotocamera molto particolare con diverse caratteristiche esclusive e un’estetica retrò che ricorda le fotocamere a telemetro. A questa si aggiunge la presenza del mirino ibrido, ottico ed elettronico, e il tipico schema dei comandi Fujifilm con ghiere per tempi, sensibilità e diaframmi. In questa versione l’originalità è accentuata dal particolare schermo che nell’uso normale rimane nascosto per incentivare il fotografo a scattare come si faceva con la pellicola senza revisionare immediatamente ogni scatto. L’esclusività della X-Pro3 è particolarmente evidente nelle versioni con la calotta ed il fondello in titanio con finitura Duratec chiara o brunita. Questo tipo di trattamento aumenta la resistenza a graffi ed urti.
La sostanza interna però è modernissima con un’elettronica e caratteristiche all’avanguardia, le stesse della X-T3 o della X-T4 se si esclude la stabilizzazione presente solo in quest’ultima. Ciò consente di avere prestazioni di grande livello per quanto riguarda la qualità d’immagine, l’autofocus, la raffica ed il video.
La X-Pr03 si inserisce nel sistema Fujifilm X e pertanto può usare tutti gli obiettivi per esso disponibili. I più adatti perché si accordano meglio allo spirito della fotocamera sono però quelli a focale fissa disponibili numerosi nel catalogo Fujifilm, in molti casi con luminosità elevata.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Ottimo: la X-Pro3 è ben costruita e finita, in lega di magnesio e con parti in titanio e protetta da polvere ed acqua.

Ergonomia e comandi

Buono: il numero dei comandi è ridotto. Quelli presenti sono comprensibili e raggiungibili anche con l’occhio al mirino. Ottima è la presenza di ghiere dirette per tempi, ISO e diaframmi per chi apprezza dei comandi simili a quelli delle fotocamere analogiche.

Menu

Molto buono: sono semplici ed abbastanza chiari, salvo alcune opzioni difficili da trovare.

Mirino

Ottimo: quello ottico si può usare solo con alcuni obiettivi ed è in parte oscurato dagli stessi: appare una scelta retrò che va bene per i nostalgici. Quello elettronico ha una buona luminosità e risoluzione di buon livello. Consente di usare i menu e di controllare le regolazioni di esposizione.

Schermo

Discreto: lo schermo sarebbe buono, ma è inutilizzabile per scattare. La scelta della modalità di ribaltamento verso il basso lo rende poi inutilizzabile su treppiedi quando servirebbe. La modalità touch è di conseguenza quasi totalmente inutilizzabile.

Autofocus

Molto buono: è rapido e veloce anche per soggetti in movimento e garantisce un’ampia copertura dell’inquadratura. Ha mostrato qualche difficoltà nelle riprese in raffica in cui la funzione di inseguimento non riesce sempre a centrare il soggetto, Meglio usare la zona ristretta. Ottimo per le riprese video.

Esposizione

Molto buono: è ottima in buona luce anche se in situazioni di forte contrasto privilegia le luci (ottimo se si lavora in raw) producendo dei jpeg poco leggibili nelle ombre.

Bilanciamento del bianco

Buono: In automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto, tranne che in luce artificiale in cui da dei risultati troppo caldi che è necessario correggere.

Qualità d’immagine

Ottimo: sia per risoluzione e definizione, sia per il contenimento del rumore alle alte sensibilità, specialmente usando il raw e convertendo le foto con CaptureOne for Fujifilm. Notevole la possibilità di scegliere diverse impostazioni di colore che simulano la resa, più vivace o più neutra, delle più famose e valide pellicole Fujifilm.

Raffica

Buono: raggiunge i 16-18 fg/s a pieno formato e in a formato ridotto mantenendo il live view. Una prestazione che meriterebbe “ottimo”, ma penalizzata dal fatto che è inferiore a quella nominale e che il buffer di memoria piccolo non consente di mantenerla per molto.

Video

Buono: riprende video Cine 4K. Per la ripresa si possono usare tutte le modalità di funzionamento e regolare tutti i parametri di esposizione, oltre alla modalità di messa a fuoco e i profili colore, in particolare quelli dedicati al video. Utile la presa per microfono esterno e l’uscita HDMI per un monitor o registratore esterno, ma manca quella per cuffia. Lo schermo però è difficilmente utilizzabile.

Batteria

Discreto: l’autonomia è abbastanza ridotta, si può arrivare a circa 325 scatti.

Obiettivi

Ottimo: il corredo non è molto vasto, comprendendo solo 32 obiettivi, ma sono tutte ottiche di ottima qualità e sono disponibili numerose focali fisse di alta luminosità.

In conclusione la X-Pro3 si è dimostrata una fotocamera fuori dagli schemi abituali ed adatta per chi ne apprezza le particolarità.
Il prezzo è un po’ elevato, ma l’esclusività si paga.

Pregi

– costruzione e finitura di ottima qualità
– corpo ed obiettivi protetti da polvere ed acqua
– comandi esterni principali comodi e facilmente raggiungibili
– impostazioni tempi, diaframmi, ISO ed automatismi semplici ed immediate
– mirino buono in modalità elettronica
– obiettivi di buona qualità e luminosità
– modalità di simulazione film e resa colori ottime
– ottima qualità d’immagine anche alle alte sensibilità
– autofocus veloce e con ampia copertura
– menu semplici e chiari (vedi però difetti)

Difetti

– schermo non utilizzabile su treppiedi
– mirino ottico quasi sempre parzialmente oscurato dagli obiettivi
– assenza della stabilizzazione
– velocità di raffica inferiore al valore nominale
– l’autofocus in inseguimento non sempre riesce a seguire il soggetto
– bilanciamento del bianco non sempre preciso
– alcune opzioni di configurazione nei menu difficili da trovare
– mancanza di un flash integrato
– alcuni obiettivi grandi e pesanti come per le fullframe

Alternative

La Fujifilm X-Pro3 è unica per caratteristiche ed in questo senso non ha alternative.
Si possono però prendere in considerazione delle alternative in riferimento al prezzo.

Nikon Z5

Mirrorless con sensore di formato fullframe (36×24 mm) CMOS con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Nikon Z con 15 obiettivi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 273 punti AF, mirino elettronico con 3,69 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,80x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica fino a 4,5 fg/s con AF-C, video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi e Bluetooth, doppio alloggiamento per schede SD UHS II. Dimensioni 134x101x70 mm, peso 675 grammi.
Costa 1.390 € solo corpo, 1.550 € con il 24-50/4,0-6,3 e 1.620 € con il 24-50/4,0-6,3 e l’adattatore FTZ.

Nikon Z6

Mirrorless con sensore di formato fullframe (36×24 mm) BSI-CMOS retroilluminato con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Nikon Z con 15 obiettivi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 273 punti AF, mirino elettronico con 3,69 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,80x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica fino a 12 fg/s con AF-C, video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi e Bluetooth, un solo alloggiamento per schede XQD. Dimensioni 134x101x68 mm, peso 675 grammi.
Costa 1.670 € solo corpo, 1.720 € con l’adattatore FTZ, 2.150 € con il 24-70/4,0 e 2.330 € con il 24-70/4,0 e l’adattatore FTZ.

Olympus OM-D E-M1 III

Mirrorless con sensore di formato Micro 4/3 (17,5×13 mm) con 20 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Micro 4/3 con circa 80 obiettivi Olympus e Panasonic più altri di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 121 punti AF, mirino elettronico con 2,359 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,74x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica fino a 60 fg/s con AF-S e 18 fg/s con AF-C, video Cine 4K a 4096×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi e Bluetooth. Dimensioni 134x91x69 mm, peso 580 grammi.
Costa 1.650 € solo corpo, 2.290 € con lo zoom 12-40/2,8 Pro e 2.600 € con il 12-100/4,0 Pro.

Panasonic Lumix S5

Mirrorless con sensore di formato fullframe (36×24 mm) CMOS con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Leica L con attualmente 31 obiettivi fra Panasonic, Sigma e Leica, autofocus a rilevamento di contrasto con 225 punti AF e tecnologia Panasonic DFD veloce anche per soggetti in movimento, mirino elettronico con 2,360 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,74x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica a 7 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel 60p, Wi-Fi e Bluetooth, doppio alloggiamento per schede SD di cui uno UHS II. Dimensioni 133x97x82 mm, peso 714 grammi.
Costa 1,920 € solo corpo e 2.200 € in kit con lo zoom Lumix 20-60/3,5-5,6.

Sony A6600

Mirrorless compatta con sensore di formato APS (23,5×15,6 mm) con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Sony E con 50 obiettivi, 18 per solo APS e gli altri per fullframe più circa altri 50 di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF, mirino elettronico con 2,360 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,71x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica a 11 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi e NFC, singolo alloggiamento per schede SD UHS II. Dimensioni 120x67x69 mm, peso 503 grammi.
Costa 1.390 € solo corpo, 1.660 in kit con lo zoom 18-135/3,5-5,6 OSS.

Sony A7C

E’ la più piccola mirrorless fullframe.
Mirrorless compatta con sensore di formato fullframe (36×24 mm) con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Sony E con 50 obiettivi, 18 per solo APS e gli altri per fullframe più circa altri 50 di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 693 punti AF, mirino elettronico con 2,360 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,59x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica a 10 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi, NFC e Bluetooth, singolo alloggiamento per schede SD UHS II. Dimensioni 124x71x60 mm, peso 509 grammi.
Costa 2.000 € solo corpo e 2.100 in kit con lo zoom 28-60/4,0-6,3.

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