Fujifilm GFX 100S: prestazioni & conclusione

Sensore

La GFX 100S è dotata di un sensore CMOS di medio formato (44×33 mm), con 101 Mpx con rapporto dimensionale 4:3. La sua sensibilità varia da 100 a 12800 ISO a passi di 1/3 EV e può essere estesa da 50 a 102400 ISO.
Per valutare le caratteristiche e la qualità del sensore pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A7 III è il riferimento. Inoltre riporto anche la curva della GFX 50R.

L’andamento della curva di rumore della GFX 100S è migliore di quello della A7 III di uno stop fino a 3200 ISO. Poi questa differenza si riduce e da 12800 ISO le due curve si sovrappongono. Solo alla sensibilità estesa di 102400 ISO la GFX 100S si rivela migliore. Rispetto alla GFX 50R, con soli 50 Mpx sempre su sensore medio formato, le curve si sovrappongono fino alla sensibilità massima rilevata per la 50R.
E’ la prestazione che ci doveva aspettare da una medio formato; la sovrapposizione delle curve da 12800 ISO è presumibilmente dovuta al fatto che questa è la sensibilità limite del sensore della GFX 100S e che le sensibilità superiori sono estese.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 100 a 12800 ISO e convertite con CaptureOne for Fujifilm.

Foto da raw senza riduzione di rumore

Nelle foto raw il rumore si inizia a percepire a 3200 ISO in forma molto fine che non disturba, mentre la nitidezza fino a questa sensibilità è elevatissima. A 6400 ISO il rumore è visibile, ma non disturba molto a meno che non si vogliano fare stampe di elevato formato; in questo caso potrebbe essere necessaria una sua riduzione; la nitidezza è comunque ancora eccellente. A 12800 ISO il rumore è più alto e si richiede una sua riduzione per utilizzare le foto alla massima risoluzione; la nitidezza è comunque ancora ottima. Impressiona la gamma dinamica che consente di distinguere bene la cupola sullo sfondo, di solito persa nel buio.

Foto da raw con riduzione dei falsi colori

Con la riduzione dei falsi colori (rumore di crominanza), senza perdita di nitidezza, la foto a 3200 ISO risulta pulita, quella a 6400 presenta solo una leggerissima grana o puntinatura poco visibile e che non disturba anche alla massima risoluzione. In quella a 12800 appare ancora un po’ di rumore di luminanza, ma la nitidezza rimane ottima.

Foto da raw con riduzione di rumore

Con una riduzione di rumore anche di luminanza (non applicata a 1600 ISO) le foto a 3200 e 6400 ISO sono perfettamente pulite, senza nessuna perdita di nitidezza. In quella a 12800 c’è una minima perdita di nitidezza che però appare ancora molto buona.

Foto da raw senza riduzione di rumore a 10 Mpx

Nelle foto ridotte alla misura standard di 10 Mpx, adatta per stampe nel formato A4 (circa 30×20 cm), le foto fino a 6400 ISO non presentano rumore con un’eccellente nitidezza, in quella a 12800 è appena percepibile.

Foto da raw con riduzione dei falsi colori a 10 Mpx

Fino a 6400 ISO le foto sono prive di rumore ed hanno un’eccellente nitidezza, a 12800 il rumore è appena percepibile.

Foto da raw con riduzione di rumore a 10 Mpx

Fino a 12800 ISO le foto sono prive di rumore ed hanno un’eccellente nitidezza.

Foto jpeg originali

Il rumore si incomincia a vedere da 3200 ISO in forma di soli puntini scuri (grana) ed è così fino a 12800; la nitidezza è sempre eccellente.

In conclusione un’eccellente prestazione. Con la GFX 100S si può scattare fino a 3200 ISO in jpeg, o meglio in raw, senza riduzione di rumore. Oltre è opportuno applicare una riduzione prevalentemente di crominanza.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della A7 III come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La GFX 100S ha una gamma dinamica variabile fra 12 e 2/3 EV fra 100 e 800 ISO, per scendere progressivamente fino a 11 e 1/3 EV a 12800 ISO, sempre superiore a quella della A7 III come ci si doveva aspettare. Oltre questa sensibilità la gamma dinamica scende rapidamente, ma si deve ricordare che queste sensibilità, come i 50 ISO sono sensibilità estese.

Per verificare anche in pratica la gamma dinamica ho scattato delle foto in esterni, tutte alla stessa sensibilità di 100 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom perché è l’unico che arriva a +/- 5 stop di compensazione dell’esposizione, mentre CaptureOne si ferma a +/- 4.

In sottoesposizione si può compensare bene con un’ottima resa della gamma tonale fino a -5 stop; il rumore però è un po’ alto. A – 4 stop potrebbe essere anche accettabile mentre fino a -3 stop non si ha nessuna conseguenza sulla qualità dell’immagine.
In sovraesposizione invece si può recuperare fino a +2 stop, poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile.
La GFX 100S dispone, come tutte le Fujifilm, di una funzione automatica per incrementare la gamma dinamica. Questa può essere incrementata, dal 100 % valore standard, al 200 e 400 %, in modo manuale o automatico. Per aumentarla al 200 % la sensibilità ISO minima deve essere 200 e per il 400 % di 400 ISO.
Per documentarla ho usato le foto scattate in precedenza con la GFX 100 che dispone dello stesso sensore ed elaboratore d’immagine.
Per verificarne l’efficacia ho scattato delle foto in una situazione di alto contrasto usando la sensibilità di 400 ISO. La prima è stata esposta per il cielo nuvoloso con misurazione spot ed esposizione manuale a 1/1600 e f/8, la seconda con misurazione matrix solo sulla zona in ombra, in manuale, a 1/100 e f/5,0. La differenza fra le due esposizioni è di 5 e 1/3 di stop. Poi ho scattato in program, misurazione matrix, con l’esposizione determinata dalla fotocamera e impostando il recupero della gamma dinamica a partire dal 100 % fino al 400 % e poi in auto. L’esposizione è stata di 1/420 o 1/400 a f/5,6. Gli scatti sono stati effettuati tutti in raw e jpeg normal.

La foto scattata per le luci è ovviamente molto sottoesposta per le ombre; convertendo il raw però si riesce a recuperarne completamente le ombre mantenendo la leggibilità delle alte luci. Usando l’ampliamento della gamma dinamica in jpeg si vede invece che anche in auto o al 400 % le ombre sono ben leggibili, ma le alte luci recuperate solo parzialmente. In conclusione questa funzione può essere di aiuto per recuperare scene a forte contrasto se si vuole usare solo il formato jpeg, ma se si vuole il massimo della qualità è sempre preferibile salvare le foto in raw, o raw più jpeg, esponendo prevalentemente per le luci e lavorare su questo per il recupero delle ombre. L’inconveniente può essere una presenza di un lieve rumore, se si parte da 400 ISO come ho fatto io, eliminabile per la parte crominanza senza perdita di dettaglio, ma completamente trascurabile se si parte da 100 ISO.
In complesso un’ottima prestazione per la gamma dinamica della GFX 100S.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto notturna per l’esposizione corretta a 12800 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 400 ISO, poi ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.

La foto sottoesposta di uno stop presenta un rumore analogo a quella per l’esposizione corretta, già da -2 stop il rumore aumenta anche se in modo ancora tollerabile. Da -3 stop il rumore però aumenta in modo eccessivo e non è consigliabile usare una sottoesposizione così elevata.
In conclusione questo sensore, eccellente per molti aspetti, dimostra però una ridotta invarianza ISO.

Stabilizzazione

Per le prove ho usato sia l’80 mm f/1,7 non stabilizzato, sia il 250 mm f/4,0 stabilizzato.
Con l’80 mm ho scattato a mano libera partendo dal tempo di scatto di 1/60 di secondo, il reciproco circa della lunghezza focale equivalente di 64 mm e raddoppiandolo progressivamente. A 1/4 (-4 stop) ho ottenuto prevalentemente foto nitide, ma anche una leggermente mossa, così a 1/2 (-5 stop) mentre a 1 secondo le foto sono decisamente mosse. Senza stabilizzazione a 1/30 qualche foto è mossa; con i tempi più lenti tutte le foto sono mosse, anche se una scattata a 1/8 risulta abbastanza nitida.

Con il 250 mm stabilizzato ho scattato a mano libera partendo dal tempo di scatto di 1/200 di secondo, il reciproco della lunghezza focale equivalente di 200 mm e raddoppiandolo progressivamente. Fino a 1/6 (-5 stop) le foto sono nitide; a 1/3 (-6 stop) alcune foto sono ancora accettabili anche se non perfettamente nitide mentre a 0,625 (-7 stop) ho ottenuto ancora una foto accettabile. Senza stabilizzazione (sia sul sensore che sull’obiettivo) già a 1/100 alcune foto sono mosse; con tempi più lunghi tutte le foto sono mosse, anche se a 1/25 ne ho ottenuto una accettabile.

Nelle prove in esterni in notturna sono riuscito però a scattare foto nitide fino al tempo di 1/2, con 5 stop di vantaggio (foto visibile in Galleria).
In conclusione il sistema di stabilizzazione della GFX 100S si è rivelato molto efficace consentendo di guadagnare almeno 4 stop, in alcuni casi 5, per gli obiettivi non stabilizzati e 5, in qualche caso 6, per quelli stabilizzati. Un eccellente risultato considerando anche l’altissima risoluzione del sensore.

Autofocus

L’autofocus è sempre preciso e veloce per i soggetti statici, ma in questa GFX 100S si è dimostrato anche molto efficiente per i soggetti in movimento a differenza di quello della GFX 100 precedentemente provata.
Nelle prove su veicoli ad alta velocità, effettuate con il 250 mm, è sempre riuscito a mettere a fuoco i soggetti con solo pochissime foto fuori fuoco su oltre 800. Nella prova del ciclista, anche questa con il 250 mm, si è comportato altrettanto bene, con poche foto fuori fuoco, quasi tutte nel momento in cui la messa a fuoco passava all’individuazione del volto. In entrambi i casi però questi risultati sono ottenibili meglio con la messa a fuoco a zona, 9 punti, puntata sul soggetto. Con la modalità ad inseguimento invece l’autofocus riesce a rilevare il soggetto, distinguendolo rispetto allo sfondo, solo quando questo è abbastanza uniforme oppure il soggetto in avvicinamento raggiunge una dimensione abbastanza rilevante dell’inquadratura, intorno al 50 %.
In conclusione un’ottima prestazione per una fotocamera medio formato che la rende utilizzabile anche per riprese dinamiche.

Obiettivi

Nota importante sulla risoluzione:

il sensore da 101 Mpx della GFX 100S in formato 4:3 produce foto che sul lato orizzontale hanno 11648 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 11648:2= 5824 linee. Misure visibili in rete, effettuate con fotocamere come faccio io, con valori superiori non sono realistiche. Solo misurando la risoluzione dell’obiettivo indipendentemente dalla fotocamera si potrebbero ottenere dei valori superiori. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 4100 linee.

Con la GFX 100S ho avuto a disposizione per la prova il 30/3,5, l’80/1,7, lo zoom G 32-64 mm f/4,0 e il 250/4,0 OIS.
Tutti questi obiettivi sono costruiti con un’elevatissima qualità e precisione ed hanno un’eccellente finitura. In tutti le ghiere, rivestite in gomma morbida rigata, hanno una perfetta scorrevolezza, morbida al punto giusto. Le ghiere di messa a fuoco agiscono per via elettronica e quindi non funzionano a fotocamera spenta. Consentono invece di intervenire anche in autofocus per correggere la messa a fuoco. Tutti sono del tipo WR (Weather Resistant) cioè protetti da polvere ed acqua
Sono tutti obiettivi professionali di alta classe.

Come spiegato nell’articolo Risoluzione: obiettivi e sensori riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.

Fujinon G 30 mm f/3,5 WR

E’ un grandangolo equivalente ad un 24 mm adatto per paesaggi, ambiente urbano, interni, consentendo anche una buona profondità di campo.

E’ caratterizzato da un’ampia e comoda ghiera per la messa a fuoco manuale. Vicino all’innesto c’è la ghiera dei diaframmi, da 3,5 a 32, con la posizione A per la scelta automatica dell’apertura, dotata di blocco, e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. Il diaframma è a 9 lamelle arrotondate. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus. E’ protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua; le sue dimensioni e peso sono medi anche se la lunghezza appare elevata in rapporto alla focale.
E’ composto da 13 elementi in 10 gruppi con 2 lenti asferiche e 2 ED. La minima distanza di messa a fuoco è di 32 cm con un ingrandimento di 0,15x. La messa a fuoco è interna e l’obiettivo non si estende.

Le dimensioni sono 84 mm di diametro per 99 mm di lunghezza con un peso di 510 g.
Costa 1.800 €.

Risoluzione

La risoluzione è eccellente, al centro e ai bordi da tutta apertura a f/16, con il diaframma migliore f/8,0. A f/22 decade, ma è ancora ottima mentre a f/32 peggiora decisamente rimanendo però ancora buona.
La distorsione è ridotta, 2 % a barilotto e poco percepibile.

La vignettatura è forte, circa 2,7 stop a f/3,5 migliora chiudendo il diaframma, 1,3 stop a f/5,6 ma non scompare del tutto anche a f/8,0; è però corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di correzione raw se dispone del profilo dell’obiettivo.

In complesso un ottimo obiettivo, con l’unico difetto di una vignettatura un po’ alta.

Fujinon G 80 mm f/1,7 WR

Questo è un obiettivo molto luminoso che equivale ad un 64 mm quindi in pratica si posiziona fra un normale ed un tele moderato adatto a moltissimi usi e che si rivela molto comodo per le foto di ritratto e in condizioni di poca luce.

E’ caratterizzato da una ghiera per la messa a fuoco piuttosto ampia e dalla ghiera dei diaframmi, da 1,7 a 22, con la posizione A, con blocco, per la scelta automatica dell’apertura e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. Il diaframma è a 9 lamelle arrotondate. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus. E’ protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua. Le sue dimensioni sono tutto sommato contenute in relazione alla luminosità ed al formato del sensore, non superiori a quelle della maggior parte dei 50 mm f/1,4 o f/1,2 per fulframe ai quali è quasi equivalente, in alcuni casi addirittura inferiori
E’ composto da 12 elementi in 9 gruppi con 1 lente asferica e 2 super ED. La minima distanza di messa a fuoco è di 70 cm con un ingrandimento di 0,15x.

Le dimensioni sono 94 mm di diametro per 99 mm di lunghezza con un peso di 795 g.
Costa 2.340 €.

Risoluzione

La risoluzione è eccellente, al centro e ai bordi, da tutta apertura fino a f/16, con i diaframmi da f/5,6 a f/8,0 con valori elevatissimi, al limite della risoluzione del sensore. A f/22 la risoluzione è inferiore, ma ancora ottima al centro e ai bordi. In particolare si nota l’estrema uniformità fra centro e bordi con differenze minime.
La distorsione è praticamente assente.

La vignettatura è di 2 stop a f/1,7 e 0,7 stop a f/5,6; è però corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di correzione raw se dispone del profilo dell’obiettivo.

Si tratta quindi di un obiettivo eccellente.

Fujinon G 32-64/4,0 WR

Questo zoom offre alla focale minima un angolo di campo grandangolare pressappoco equivalente ad un 26 mm ed a quella massima è un normale equivalente ad un 51 mm. La luminosità non è molto elevata per contenerne le dimensioni ed il peso.

E’ caratterizzato da un’ampia e comoda ghiera vicina all’innesto per la zoomata. Più avanti c’è una ghiera, un po’ più stretta, ma sempre comoda, per la messa a fuoco manuale. Vicino all’innesto c’è la ghiera dei diaframmi, da 4 a 32, con la posizione A, con blocco, per la scelta automatica dell’apertura e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. Il diaframma è a 9 lamelle arrotondate. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus. Il corpo è protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua. Le dimensioni e il peso sono consistenti, proporzionate al formato del sensore, ma non più di alcuni 24-70/2,8 per fullframe ai quali può essere paragonato, la sua luminosità equivalente infatti  è f/3,2, anche se ha un’escursione focale inferiore.
E’ composto da 14 elementi in 11 gruppi inclusi 3 elementi asferici, uno ED e 1 elemento a dispersione estremamente bassa Super ED. La minima distanza di messa a fuoco è di 50 cm a 32 mm e 60 cm a 64 mm, con un ingrandimento di 0,12x.

Le dimensioni sono 92 mm di diametro per 116 mm di lunghezza. E’ pesante, 875 g, e va sostenuto con la sinistra fotografando, ma l’insieme corpo obiettivo si dimostra equilibrato.
Costa 2.540 €.

Risoluzione

La risoluzione, al centro e ai bordi, è eccellente a tutte le focali da f/4,0 a f/22. I risultati migliori si trovano a f/8,0 a 32 e 44 mm dove si raggiunge la massima risoluzione del sensore. A f/32 si ha un calo, ma la risoluzione è sempre molto buona. Sono notevoli l’uniformità fra il centro e i bordi, tranne che alla minima focale dove i bordi sono un po’ inferiori, ed il fatto che uno zoom per una medio formato, anche se con escursione limitata a 2x, raggiunga la risoluzione degli obiettivi a focale fissa.
La distorsione è quasi trascurabile, barilotto a tutta apertura alla focale minima per poi diventare, alle focali maggiori, a cuscinetto sempre su valori trascurabili.

La vignettatura sempre a f/4,0 e 32 mm è di 2 stop per poi diminuire a 1,3 a f/5,6, 1 a f/8,0 e 0,7 a f/11; a 64 mm f/4,0 è 1 stop a f/4,0, 0,7 a f/5,6 e ai diaframmi superiori; è però corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di correzione raw se dispone del profilo dell’obiettivo.

32 mm

64 mm

Una prestazione eccellente per un obiettivo zoom per medio formato.

32 mm

64 mm

Fujinon G 250 mm f/4,0 WR

E’ un tele medio, equivalente ad un 200 mm su fullframe, adatto per dettagli lontani, ma anche paesaggi, architettura e viste le prestazioni dell’autofocus anche faunistica e foto sportive, entro certi limiti, dotato di stabilizzazione ottica che sulle GFX dotate di stabilizzazione come la 100S collabora con quella sul sensore per guadagnare circa uno stop in più.

E’ caratterizzato da un’ampia e comoda ghiera per la messa a fuoco manuale. Vicino all’innesto c’è la ghiera dei diaframmi, da 4 a 32, con la posizione A, con blocco, per la scelta automatica dell’apertura e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. Il diaframma è a 9 lamelle arrotondate. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus. Il corpo è protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua. Le dimensioni e il peso sono consistenti, proporzionate al formato del sensore, più o meno come un 70-200/2,8 per fullframe. E’ anche dotato di un ampio e profondo paraluce.
E’ composto da 16 elementi in 10 gruppi inclusi 2 elementi ED e 1 super ED.

La minima distanza di messa a fuoco è di 140 cm con un ingrandimento di 0,22x. Le dimensioni sono 108 mm di diametro per 203 mm di lunghezza con un peso di 1425 g. E’ pesante e va sostenuto con la sinistra fotografando, ma l’insieme corpo obiettivo si dimostra equilibrato.
Costa 3.290 €.

Risoluzione

Non ho potuto effettuare le misure sulla risoluzione in quanto la sua lunghezza focale eccede quanto è possibile rilevare con le dimensioni del mio studio. Visivamente si può verificare con le foto pubblicate qui e in galleria e risulta molto alta ed in linea con quella degli altri obiettivi provati.
La distorsione è praticamente assente.

La vignettatura 2/3 di stop a f/4,0, 1/3 a f/5,6 e scompare a f/8,0; è però corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di correzione raw se dispone del profilo dell’obiettivo.

In conclusione un obiettivo eccellente.

Raffica

Le possibilità di scatto a raffica della GFX 100S sono descritte nella pagina precedente. La GFX 100S non è però una fotocamera progettata particolarmente per questo tipo di prestazione.
Per le prove ho usato una scheda UHS II a 300 Mb/s, il tempo di scatto a 1/1000 di secondo e la messa a fuoco manuale.

Jpeg standard

Velocità H 5 fg/s

Ha scattato a 5 fg/s proseguendo fino al presumibile riempimento della scheda.

Raw non compresso a 16 bit

Velocità H 5 fg/s

Ha scattato a 5 fg/s per 3 secondi, poi la velocità è scesa a 2 fg/s proseguendo fino al presumibile riempimento della scheda.

Come per l’autofocus anche per la raffica la GFX 100S ha mostrato prestazioni migliori di quelle della GFX 100.
Nelle riprese sul campo, scattando in priorità dei tempi a 1/1000, autofocus continuo sulla zona centrale o allargato a inseguimento, jpeg standard, usando lo il 250/4,0 mm e diaframma f/4,0, la GFX 100S ha raggiunto i 4,5-5 fg/ per la velocità H ed è stata in grado di seguire soggetti in movimento veloce che risultano quasi sempre a fuoco; su oltre 800 foto i fuori fuoco si contano sulle dita di una mano. Molto meglio della GFX 100 che non era riuscita a seguire i veicoli.

Prova del ciclista

Gli scatti sono stati effettuati con il 250 mm, tempo di 1/1000, f/4,0, ISO auto, messa a fuoco continua con zona ristretta di 9 punti, quello centrale sul volto oppure a inseguimento su tutta l’area di messa a fuoco, velocità di scatto H a 5 fg/s.
La GFX 100S ha scattato a circa 4,5 fg/s. Su 252 foto 181 sono risultate perfettamente a fuoco sul volto (72 %), 22 a fuoco sulla maglietta o sulla bici (9 %) e 49 fuori fuoco (19 %). Le foto fuori fuoco sono state nel caso della messa a fuoco sull’area di 9 punti quelle in cui si è verificato il passaggio al rilevamento del volto, mentre nel caso di inseguimento su tutta l’area dell’inquadratura le prime in cui l’immagine del ciclista era più piccola e quindi la macchina non riusciva a distinguerlo bene dallo sfondo; con uno sfondo più uniforme probabilmente i risultati sarebbero stati anche migliori; anche in questo caso però viene perso qualche scatto al momento dell’attivazione del rilevamento del volto.
Propongo una sequenza di 32 scatti ripresa con l’autofocus impostato ad inseguimento. Le foto a fuoco hanno la scritta verde, quelle a fuoco non sul volto gialla e quelle fuori fuoco rossa.

In conclusione la GFX 100S fornisce buone prestazioni anche in raffica e nella ripresa di soggetti in movimento, dimostrando un notevole progresso rispetto alla sorella GFX 100, nonostante il suo sensore da 101 Mpx ed il fatto che non è stata certamente pensata per questo uso. Ciò vuol dire che può essere usata in situazioni  dinamiche e per riprendere soggetti in movimento, senza nessuna preoccupazione.

Video

Le caratteristiche della ripresa video della GFX 100S sono illustrate nella pagina precedente. Consente di fare ripresa Cine 4k con tutte le caratteristiche e le regolazioni necessarie per produrre un video di qualità professionale. La ripresa è effettuata usando tutta la base del sensore così l’angolo di campo degli obiettivi rimane quasi identico a quello che si ha in foto.
Si può effettuare la ripresa con tutte le impostazioni disponibili, compresi i profili di simulazione pellicola, regolando quindi l’esposizione, il colore ed il bilanciamento del bianco. La messa a fuoco può essere automatica o manuale.
Per effettuare le riprese video è necessario spostare l’apposito interruttore sulla sinistra della calotta su video.
Le riprese sono di ottima qualità con colori vivi e brillanti, usando il profilo Provia standard. Con quello Eterna, specifico per il video, i colori sono meno saturi, il contrasto ridotto in modo da produrre un video adatto per la postproduzione.
L’esposizione è corretta e la messa a fuoco precisa ed adeguata per soggetti statici o in movimento, anche durante le variazioni focali dello zoom.

Galleria

Le foto sono state scattate a Roma, tranne una, di giorno e di notte.
Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 100 ISO, la minima, mentre per le foto in notturna è arrivata fino a una sensibilità di 12800 ISO. Ho quasi sempre usato il profilo colore Provia (Standard).
Le foto, scattate in raw e jpeg, sono state convertite con CaptureOne for Fujifilm, impostato senza riduzione di rumore tranne per le foto che superano i 3200 ISO in cui ho applicato la riduzione dei falsi colori che non influisce sulla nitidezza dell’immagine.

Le foto presentano tutte un’eccellente nitidezza, ottimi colori, una gamma dinamica alta e un’eccellente gamma tonale che gli conferisce un’alta tridimensionalità. La qualità d’immagine molto elevata e la nitidezza ed un dettaglio sono inarrivabili per le fotocamere di formato inferiore, anche fullframe. Osservare ingrandendo le foto come le scritte sui monumenti o su altri oggetti siano leggibili e la foto N° 56 perfettamente nitida anche se scattata a 1/2 secondo.

Conclusioni

Fujifilm ha due linee di fotocamere digitali la X con sensori APS e la GFX con sensori medio formato. Secondo Fujifilm le sua fotocamere APS sono in grado di soddisfare almeno il 90 % delle esigenze qualitative dei fotografi, professionisti e amatoriali.
Per coloro che hanno esigenze superiori di qualità per stampe di grande formato o per applicazioni in cui è richiesta la massima risoluzione, gamma dinamica e gradazione tonale Fujifilm propone le fotocamere GFX di medio formato, che definisce anche “super fullframe” piuttosto che le fullframe. Questo perché un sensore più grande e con un elevato numero di pixel da, dal punto di vista delle qualità precedentemente elencate, da risultati migliori di quelli di un sensore fullframe.
Le fotocamere digitali medio formato esistono da tempo, ma prima che Fujifilm (e Hasselblad) le proponessero in formato mirrorless erano tutte reflex. Si tratta di fotocamere grandi, pesanti e poco maneggevoli, tranne forse la Leica S, adatte ad essere usate in studio, ma difficili da portare fuori e comunque assolutamente inadatte a riprese dinamiche. Il loro problema fondamentale è poi il costo: i modelli da 100 Mpx hanno prezzi variabili da 35.000 a 50.000 €; in questo caso si distingue Leica, stranamente per un prezzo inferiore, la cui S3 da 64 Mpx costa “solo” 19.000 €. Tutte naturalmente senza obiettivo. Si tratta quindi di fotocamere destinate solo al mercato professionale ed acquistabili, in numeri limitatissimi, solo da chi può ammortizzarne i costi; di solito vengono noleggiate.
Fujifilm invece è entrata in questo mercato, con l’intenzione di ampliarlo e renderlo più accessibile ai professionisti e magari anche a qualche amatore, inizialmente con due mirrorless da 50 Mpx e poi due anni fa con la GFX 100 da 101 Mpx. Questa però pur avendo un prezzo, 11.000 €, decisamente inferiore alla concorrenza rimaneva ancora inaccessibile per molti e inoltre le sue dimensioni ed il suo peso la rendevano poco maneggevole in esterni, pur essendo adatta anche a questo impiego.
A questo punto la presentazione della GFX 100S ad inizio del 2021 ha cambiato le carte in tavola: con il suo sensore, le dimensioni analoghe ad una reflex o mirrorless fullframe ed un prezzo di poco più di 6.000 e, analogo a quello delle migliori mirrorless fullframe, ha offerto la possibilità di usare una medio formato ad una più amplia platea di pubblico.
La GFX 100S riprende i punti di forza della GFX 100 migliorandoli. Ha lo stesso sensore da 101 Mpx e lo stesso elaboratore d’immagine, dispone dello stabilizzatore IBIS riprogettato per ridurne le dimensioni e renderlo più efficiente e soprattutto di un corpo che, abbandonando lo schema con doppia impugnatura, ha dimensioni e peso molto più ridotti. Inoltre sono stati migliorati l’autofocus, ora molto più efficiente, e lo schema dei comandi.
A questo punto la GFX 100S si presenta come un’alternativa molto interessante a tutte le fullframe con elevato numero di pixel che non possono assolutamente eguagliarla per risoluzione e qualità d’immagine
Il tutto è completato dal corredo di obiettivi, che si va ampliando nel tempo ed ha raggiunto già un livello di scelta interessante e che, come promesso da Fujifilm, è stato progettato per la risoluzione di questo sensore e riesce a sfruttarne al massimo le potenzialità. Rimane il fatto che gli obiettivi per il medio formato sono di solito un po’ più grandi e pesanti, oltre che meno luminosi, di quelli per le fullframe. Fujifilm comunque dimostra di stare lavorando anche a questo problema e infatti ha presentato ultimamente sia obiettivi luminosi come l’80/1,7 e il 55/1,7 promesso, sia obiettivi di dimensioni e peso limitato come il nuovo 35-70/4,5-5,6 da 390 g o il 50/3,5 da 335 g. Al contrario i produttori di fullframe stanno seguendo la strada opposta con nuovi obiettivi sempre più grandi e pesanti come i recenti 50 mm f/1,2 che raggiungono il kg. Riguardo alla luminosità c’è da dire che il sensore medio formato consente di usare una sensibilità ISO più alta a parità di qualità e questo può tradursi in un vantaggio di circa uno stop.
La GFX 100S è quindi una fotocamera adatta per foto di paesaggi, natura, architettura, ritratti, eventi, cerimonie, moda, macro, still life, studio e per tutte quelle riprese che richiedono il massimo della qualità anche per stampe di grandissimo formato sia in interni che in esterni. In queste offre il massimo della qualità oggi ottenibile con una fotocamera digitale., ma può essere utilizzata anche per riprese di soggetti dinamici grazie alle qualità del suo autofocus.
Per chi ritenesse il prezzo di questa fotocamera ancora troppo alto e magari non indispensabili i 101 Mpx Fujifilm ha anche recentemente presentato la GFX 50S II con un corpo identico alla GFX 100S, ma con un sensore, sempre medio formato, da 51 Mpx e un prezzo di circa 4.000 €.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Eccellente: il corpo è costruito in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua. La finitura è ottima.

Ergonomia e comandi

Ottimo: sono comodi e pratici, anche se c’è qualche assenza nei comandi diretti, e con qualche personalizzazione si riesce a regolare tutto anche con l’occhio al mirino.

Mirino

Ottimo: ha una risoluzione media, è ampio e riporta tutte le informazioni necessarie sulle impostazioni della fotocamera.

Schermo

Ottimo: lo schermo è valido, con un’alta risoluzione e sensibile al tocco; la possibilità di orientarlo anche lateralmente è molto comoda.

Autofocus

Ottimo: è veloce e preciso nelle riprese statiche e riesce a seguire e mettere a fuoco anche soggetti in movimento veloce.

Esposizione

Ottima: sempre corretta anche in condizioni difficili. Solo in casi estremi, come le foto notturne ho dovuto apportare qualche correzione.

Bilanciamento del bianco

Molto buono: in automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto, tranne che in qualche foto notturna.

Qualità d’immagine

Superlativo: eccellente per risoluzione, definizione, colori, gamma dinamica e gradazione tonale, ottima per il contenimento del rumore.

Raffica

Discreto: dichiara 5 fg/s con la messa a fuoco continua e con il live view attivo. La GFX 100S ha confermato queste prestazioni.

Video

Eccellente: riprende video Cine 4K e dispone di tutte le funzioni necessarie per produrre video professionali usando la qualità dell’intero sensore.

In conclusione la GFX 100S si è dimostrata una fotocamera fuoriclasse di caratteristiche altamente professionali per la sua qualità d’immagine e per il sistema di obiettivi e di accessori in cui si inserisce.
La sua caratteristica fondamentale è il sensore medio formato da 101 Mpx che consente una qualità elevata e una risoluzione inarrivabile a qualunque fullframe. Questo ad un prezzo che, seppur alto ma, come detto, non più di quello delle migliori fullframe è molto inferiore a quello delle eventuali alternative di pari caratteristiche per il sensore e risoluzione, tutte reflex, che costano da 3 a 8 volte di più.
Dopo essersi abituati alla qualità delle foto da 101 Mpx della GFX 100S è difficile tornare indietro ai miseri 24 Mpx di una fullframe media o ancora peggio ad un’APS o una MFT. La GFX 100S da assuefazione!
Il prezzo è alto, ma proporzionato alla qualità e alle caratteristiche della macchina.

Pregi

– qualità d’immagine superlativa
– eccellente costruzione e finitura
– risoluzione ai massimi livelli
– gamma dinamica molto ampia
– gamma tonale
– ottimo rapporto segnale/rumore
– autofocus
– eccellente ripresa video
– stabilizzazione integrata
– ottimo mirino
– ottimo schermo
– possibilità di regolazione con l’occhio al mirino
– disponibilità di profili simulazione film per foto e video
– obiettivi di eccellente qualità
– software Capture One Express for Fujifilm fornito gratuitamente e di ottima qualità

Difetti

– manca qualche comando diretto
– necessità di qualche personalizzazione nei comandi
– alcuni obiettivi grandi e pesanti
– gamma obiettivi non molto ampia
– durata batteria ridotta
– caricabatterie esterno non fornito

Alternative

La GFX 100S non ha concorrenti. Le uniche alternative Hasselblad H6D-100C e Phase One XF IQ4 costano sei-sette volte tanto della GFX 100S.
Fra le fullframe l’unica che le si avvicina come risoluzione è la Sony A7R IV.

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