Canon PowerShot SX60HS: conclusioni

La Canon SX60HS è una tipica bridge, con sensore piccolo da 1/2,3″ e 16 Mpx, e con uno zoom ad amplissima escursione focale, 65x, anche se ora ci sono modelli con zoom ancora più spinti.
Di solito queste caratteristiche non permettono una buona qualità d’immagine se la luce non è molto favorevole e si deve aumentare la sensibilità Iso, oppure quando si usa l’obiettivo alle focali massime come confermato daaltre prove. Il precedente modello bridge di Canon, la SX50HS, aveva superato in parte questi limiti fornendo una qualità d’immagine accettabile anche alle medie sensibilità ed alle focali più alte dello zoom.
Era importante verificare quindi se la fotocamera che le succede nel catalogo Canon avesse conservato queste buone caratteristiche, magari migliorandole.
dico subito che questa volta Canon non è riuscita nel miracolo. La SX60HS non è migliore della SX50HS, ma è peggiore sotto quasi tutti gli aspetti

Dal punto di vista costruttivo la SX60HS è comunque valida, considerando il prezzo, con un corpo in plastica, ma ben finito e di aspetto robusto. I comandi sono semplici e di facile comprensione come nel precedente modello e, cosa importante, possono essere usati anche con l’occhio al mirino.
Uno zoom così potente (alla massima focale equivale ad un 1365 mm) consente di divertirsi a riprendere dettagli e soggetti lontani, a scattare foto con piani compressi e con particolari che ad occhio si vedono appena. Quello che però non soddisfa è la qualità d’immagine complessivamente inferiore alla SX50HS ed anche ad altre bridge provate.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Discreta: la costruzione è economica, in plastica, ma ben asemblata e non si notano giochi o rumori durante l’uso.

Ergonomia e comandi

Ottimi: i comandi sono semplici e ben disposti. Comoda la ghiera di regolazione ed i pulsanti esterni che consentono di regolare facilmente ogni aspetto della ripresa, in molti casi senza staccare l’occhio dal mirino.

Mirino

Buono: è migliore di quello della SX50HS per risoluzione, ora 921.000 pixel, e sopratutto perchè la conchiglia oculare lo ripara meglio da infiltrazioni di luce laterale.

Schermo

Buono: lo schemo è abbastanza nitido e consente di visualizzare bene i menu. In esterni si vede poco come tutti gli schermi. Molto comoda la possibilità di orientarlo in tutte le direzioni ed anche frontalmente.

Autofocus

Buono: è abbastanza preciso con pochi casi di fuori fuoco. La sua velocità è sufficiente, in condizioni di buona luce, anche per soggetti in movimento non troppo veloce. In situazioni di poca luce diventa più lento e si deve avere un po’ di pazienza, ma riesce quasi sempre a mettere a fuoco. In posizione macro si può arrivare a mettere a fuoco fino a 5 cm dalla lente frontale.

Esposizione

Ottima: corretta in quasi tutte le condizioni, solo raramente richiede correzioni, in particolare 2/3 di stop in meno nelle foto notturne.

Bilanciamento del bianco

Buono: in automatismo si è dimostrato sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci, della possibilità di taratura personalizzata.

Qualità d’immagine

Scarsa: la nitidezza è bassa anche alla minima sensibilità e diminuisce usando lo zoom alle focali più elevate. Il rapporto segnale/rumore buono alla minima sensibilità peggiora sensibilmente aumentandola. Se si scatta salvando in jpeg è consigliabile di non superare i 200 Iso pena una notevole perdita di nitidezza dovuta alla riduzione di rumore operata dalla macchina; è come se un velo cadesse sulle foto specialmente da 1600 Iso in poi. Se si usa il raw, opzione che difficilmente useranno i fotografi che acquistano macchine di questo tipo, si può arrivare a 800 Iso, ma le foto a sensibilità superiori sono quasi irrecuperabili. I colori in jpeg però sono buoni e vivaci senza esagerazioni.

Raffica

Discreta: dichiara 6,4 fg/s, ma ne ha raggiunti 4 per un periodo prolungato, una prestazione buona per la categoria. I limiti sono la messa a fuoco e l’esposizione determinate solo al primo scatto.

Video

Discreto: funziona solo in modo totalmente automatico. La messa a fuoco dimostra poche incertezze, ma è lenta a recuperarle.

In conclusione la SX60HS purtroppo si è dimostrata inferiore al modello che l’ha preceduta, la SX50HS, e anche ad altre bridge provate. E’ penalizzata dal basso rapporto segnale/rumore tranne che alla minima sensibilità e dalla qualità scarsa dell’obiettivo. L’unico suo vantaggio è la focale minima equivalente di 21 mm che ne fa un vero super grandangolare, ma questo non basta per perdonargli le sue scarse prestazioni. Per ottenere foto di discreta qualità bisogna sottostare a quelli che sono i suoi limiti: usarla alla minima sensibilità di 100 Iso e non usare lo zoom oltre la focale equivalente di 300-400 mm.
Visti i risultati della prova è preferibile acquistare la SX50HS, che costa anche meno, finchè sarà disponibile piuttosto che la SX60HS.

Pregi

– ottima disposizione dei comandi
– funzioni e regolazioni semplici, e complete
– zoom con elevata escursione focale
– focale minima di 21 mm equivalenti
– stabilizzatore efficace
– schermo orientabile in tutte le direzioni
– flash integrato
– disponibilità di effetti creativi e scene
– connessione wi-fi

Difetti

– scarsa qualità d’immagine
– basso rapporto segnale/rumore appena si aumenta la sensibilità sopra quella minima
– obiettivo con risoluzione e microcontrasto scarsi
– autofocus lento in luce scarsa
– messa a fuoco ed esposizione solo al primo scatto in raffica
– nessuna possibilità di regolazione per le riprese video
– software scaricabile solo da rete

Alternative

Bridge

Canon PowerShot SX50HS

E’ la prima alternativa. Ha un sensore da 1/2,3″ (6,17×4,55 mm) con 12 Mpx. L’obiettivo zoom 50x ha una focale equivalente di 24-1200 mm f/3,4-6,5 ed è stabilizzato otticamente. L’autofocus è a rilevamento di contrasto. Il mirino elettronico con 202.000 pixel e copertura del 100 % ha una bassa risoluzione. Lo schermo è orientabile in tutte le direzioni. Ha il flash incorporato. La raffica arriva appena a 2 fg/s e la ripresa video è Full HD. Le dimensioni sono medie, le stesse della SX60HS. La qualità d’immagine è buona fino a 640 Iso per le foto jpeg dirette dalla fotocamera e fino a 1600 Iso per quelle raw convertite con Canon DPP e riduzione di rumore ottimizzata, la migliore fra quella delle bridge con sensore piccolo e zoom ad ampia escursione.
Costa circa 380 €.

Fujifilm HS50EXR

Ha un sensore da 1/2,0″ (6,4×4,8 mm) con 16 Mpx. La costruzione è di elevata qualità a livello di una reflex. L’obiettivo zoom 41,7x ha una focale equivalente di 24-1000 mm f/2,8-5,6, è stabilizzato otticamente e si comanda manualmente con risparmio della batteria e maggiiore precisione. L’autofocus è a rilevamento di contrasto. Il mirino elettronico con 921.000 pixel ha una copertura del 100 %. Lo schermo è orientabile in tutte le direzioni. Ha il flash incorporato. La raffica arriva appena a 11 fg/s e la ripresa video è Full HD. Le dimensioni sono medio grandi. La qualità d’immagine è buona, quasi al livello della Canon SX50HS.
Costa circa 350 €.

Panasonic Lumix FZ200

Ha un sensore da 1/2,3″ (6,17×4,55 mm) con 12 Mpx. L’obiettivo zoom 24x ha una focale equivalente di 25-600 mm f/2,8 costante ed è stabilizzato otticamente. L’autofocus è a rilevamento di contrasto. Il mirino elettronico con 1,312 Mpx pixel e copertura del 100 % è di buona qualità. Lo schermo è orientabile in tutte le direzioni. Ha il flash incorporato. La raffica arriva a 12 fg/s e la ripresa video è Full HD. Le dimensioni sono medie, simili alla SX60HS. La qualità d’immagine è buona e il suo obiettivo luminoso fino alla focale massima la avvantaggia nelle riprese col tele, anche se non arriva alle focali estreme di alcune concorrenti. La qualità d’immagine è discreta, poco inferiore alla SX50HS su cui però ha il vantaggio dello zoom luminoso che in condizione di poca luce le consente di fare foto migliori.
Costa circa 360 €.

Reflex

Indico anche alcune reflex di base con un costo, complete di obiettivo 18-55 mm (27-82 mm eq.), inferiore a quello della SX60HS. Per chi sentisse la necessità di un tele di focale maggiore è possibile corredarle di uno zoom Tamron 55-200 mm (82-300 mm eq.) o 70-300 mm (105-450 eq.) al costo di 100-130 €. In alternativa se si vuole un solo obiettivo si potrebbe prenderle solo corpo e corredarle con il Tamron 18-200 mm (27-300 mm eq.) del costo di circa 160 €.
Con un corredo del genere si avrà una fotocamera con velocità operativa e di autofocus migliore e con una qualità d’immagine decisamente superiore alle bridge specialmente in luce scarsa, potendo usare sensibilità Iso decisamente più alte, almeno fino a 3200.

Canon EOS 1200D

La reflex APS di base della Canon ha un sensore APS-C (22,3×14,9 mm) da 18 Mpx. L’autofocus a rilevamento di fase ha 9 punti AF, è veloce e preciso. Ha un mirino con una copertura del 95 % e un ingrandimento di 0,54x, e uno schermo fisso. L’innesto obiettivi Canon EF-S garantisce la scelta fra oltre 100 obiettivi Canon, dal grandangolo 10-22 mm al tele da 800 mm; in più sono disponibili decine di obiettivi di altri produttori. Ha il flash incorporato. La raffica arriva a 3 fg/s e riprende video Full HD. Le dimensioni sono medie. La qualità d’immagine ottima.
Costa circa 360 € in kit con lo zoom 18-55 mm f/3,5-5,6 IS II o 280 € solo corpo.

Nikon D3200

Questa reflex APS di base di Nikon è molto piccola e compatta. Ha un sensore APS (23,2×15,4 mm) da 24 Mpx. L’autofocus a rilevamento di fase ha 11 punti AF, è veloce e preciso. Ha un mirino con una copertura del 95 % e un ingrandimento di 0,54x, e uno schermo fisso. L’innesto obiettivi Nikon F garantisce la possibilità di montarvi circa 60 obiettivi Nikon. Inoltre sono disponibili decine di obiettivi di altri produttori. Ha il flash incorporato. La raffica arriva a 4 fg/s e riprende video Full HD. Le sue dimensioni e peso sono ridotti. La qualità d’immagine ottima.
Costa circa 380 € in kit con lo zoom 18-55 mm f/3,5-5,6 VR II o 270 € solo corpo.

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Descrizione & uso
Prestazioni
Galleria
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4 pensieri su “Canon PowerShot SX60HS: conclusioni”

  1. Premesso che non so se la Canon sia consapevole del fatto che questa “nuova” fotocamera sia di qualità inferiore al modello precedente, non so se il fatto di avere una qualità inferiore, sia stato dovuto al fatto di un compromesso dovuto al nuovo obiettivo impiegato rispetto al modello precedente, però dato che la dimensione del sensore è la stessa del precedente modello (a cui sono solo stati aggiunti aggiunti che 4 mega pixel in più), non si capisce come mai questo sensore abbia più rumore di quello usato nella sx 50.
    Avrebbe semmai dovuto essere uguale.
    Ora non so, ma non credo che l’aggiunta di rumore in più, sia dovuta all’obiettivo.
    O anche il tipo di obiettivo impiegato contribuisce al rumore digitale?

    Mi piace

  2. Premesso che non so se la Canon sia consapevole del fatto che questa “nuova” fotocamera sia di qualità inferiore al modello precedente, non so se il fatto di avere una qualità inferiore, sia stato dovuto al fatto di un compromesso dovuto al nuovo obiettivo impiegato rispetto al modello precedente, però dato che la dimensione del sensore è la stessa del precedente modello (a cui sono solo stati aggiunti aggiunti che 4 mega pixel in più), non si capisce come mai questo sensore abbia più rumore di quello usato nella sx 50.
    Avrebbe semmai dovuto essere uguale.
    Ora non so, ma non credo che l’aggiunta di rumore in più, sia dovuta all’obiettivo.
    O anche il tipo di obiettivo impiegato contribuisce al rumore digitale?

    Mi piace

    1. Roberti,
      l’obiettivo non ha influenza sul rumore del sensore, semmai può influenzare la nitidezza. Evidentemente il nuovo sensore di canon non ha trovato il giusto equilibrio fra risoluzione e rapporto segnale/rumore come il vecchio.
      Non possiamo sapere se Canon ne sia consapevole, ma il fatto che non abbia più proposto novità con sensori così piccoli è significativo.
      Ciao, Francesco

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