Archivi categoria: Test fotocamere

Pentax K1: test

La K1 è la prima reflex Pentax fullframe entrata in produzione, a lungo attesa dagli appassionati del marchio. In realtà Pentax aveva presentato alla Photokina del 2000 un prototipo di reflex fullframe, la MR-52 (o MZ-D), con un sensore CCD da 6 Mpx (tanti per l’epoca), mai entrato in produzione per i costi eccessivi.
La K1 si inserisce nell’attuale linea di reflex Pentax mantenendone le principali caratteristiche. Ha un sensore CMOS da 36 Mpx, la stabilizzazione integrata sul sensore, l’innesto obiettivi Pentax K che accetta tutti gli obiettivi con questa baionetta, la protezione da polvere ed acqua ed è aggiornata sututte le attuali tecnologie. Dispone di uno schermo orientabile, di ripresa video Full HD e di Wi-Fi. Le sue dimensioni sono anche abbastanza contenute. Continua a leggere Pentax K1: test

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Panasonic TZ80: test

La Panasonic TZ80 è una compatta di dimensioni medie, ma con zoom di amplissima escursione focale, 30x da 24 a 720 mm equivalente. Il sensore di dimensioni 1/2,3″ ha 18 Mpx. L’obiettivo è ovviamente stabilizzato. La caratteristica di questa compatta che la distingue dalle concorrenti è la presenza di un mirino elettronico. La fotocamera dispone di manopola di regolazione per le modalità di funzionamento, di una ghiera attorno all’obiettivo per varie funzioni a secondo delle modalità di funzionamento e di un’altra ghiera  posteriore di regolazione. Può salvare le foto sia in jpeg che in raw con formato 4:3, 3:2, 16:9 e 1.1. Può riprendere video 4K 3840×2160 pixel 30p. Il tutto in dimensioni quasi tascabili. Potrebbe  essere quindi una macchina di interessante per chi cerca una compatta superzoom. Continua a leggere Panasonic TZ80: test

Fujifilm X-T2: test

La X-T2 è la mirrorless top di gamma di Fujifilm e differisce dalla X-Pro2 per l’estetica non più simile alle fotocamere a telemetro, ma alle reflex. La caratteristica principale è il suo sensore X-Trans CMOS III, esclusivo Fujifilm, di formato APS con 24 Mpx e una disposizione dei pixel particolare che evita la creazione di falsi colori ed effetto moirè e consente di fare a meno del filtro antialias. Altre caratteristiche di spicco sono il mirino elettronico di alta qualità e le ghiere di comando per tempi, compensazione dell’esposizione e sensibilità Iso. Tutti gli obiettivi Fujinon XF poi hanno la ghiera dei diaframmi. L’innesto obiettivi è Fujifilm X caratterizzato da un tiraggio molto ridotto che consente di montare, con anelli adattatori, moltissimi obiettivi, in primo luogo i Leica M. La X-T2 infine è dotata di messa a fuoco ibrida, a rilevamento di fase e di contrasto, particolarmente veloce e di un elevata velocità di raffica. E’ quindi interessante verificare in pratica le sue qualità. Continua a leggere Fujifilm X-T2: test

Panasonic GX8: test

dsc07074La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La GX8 fa parte della serie delle mirrorless a forma di compatta, ma è dotata di mirino e ne rappresenta il modello più avanzato. E’ dotata di un nuovo sensore CMOS Micro 4/3 da 20 Mpx per la prima volta per una Panasonic, di un mirino di alta qualità orientabile, uno schermo orientabile in tutte le direzioni, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVCHD o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto usa la tecnologia DFD per renderla più veloce prevede anche la funzione Post Focus per scegliere la messa a fuoco dopo lo scatto. E’ dotata anche di stabilizzazione sul sensore. Le sue caratteristiche non sono lontane dal modello GH5 da cui si differenzia, oltre che per la forma, essenzialmente per il mirino e lo schermo con risoluzione inferiore e per le funzioni video un po’ meno sofisticate. Continua a leggere Panasonic GX8: test

Panasonic GX80: test

dsc06794La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La GX80 fa parte della serie delle mirrorless compatte, ma è dotata di mirino e ne rappresenta il modello intermedio. E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 16 Mpx per la prima volta privo di filtro antialias, di un mirino di alta qualità, uno schermo orientabilein in alto e in basso, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVHC o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto usa la tecnologia DFD per renderla più veloce prevede anche la funzione Post Focus per scegliere la messa a fuoco dopo lo scatto. Le sue caratteristiche non sono lontane dal modello GX8 da cui si differenzia essenzialmente per il corpo non metallico e non protetto e per il sensore. Continua a leggere Panasonic GX80: test

Canon EOS 80D: test

dsc06983La EOS 80D è la reflex media della gamma APS di Canon, fra le economiche 750/760 e la 7D II. Ha sostituito da poco la precedente 70D. Questa serie di reflex Canon ha sempre avuto un buon successo grazie alla completezza delle funzioni e la robustezza. Ha un sensore CMOS di formato APS-C (22,3×14,9 mm) con 24 Mpx dotato di pixel sdoppiati per la messa a fuoco ibrida. L’elaboratore d’immagine è il Digic 6, ultima versione della famiglia. La 80D è dotata di schermo orientabile in tutte le direzioni e sensibile al tocco. Riprende video Full HD ed ha la connessione Wi-Fi e NFC. L’autofocus a rilevamento di fase ha 45 punti AF e pur non essendo sofisticato come quello della 7D II è adeguato al livello della reflex. In sostanza la 80D mantiene le buone caratteristiche della 70D migliorandole ed affinandole. Continua a leggere Canon EOS 80D: test

Sony A6300: test

dsc06911La A6300 è un’evoluzione della precedente A6000. Apparentemente i miglioramenti sembrerebbero marginali, ma ad un’analisi più approfondita si rivelano consistenti e fanno della A6300 una fotocamera tutta nuova.
La A6300 monta un nuovo sensore di dimensioni APS-C CMOS Exmor con 24 Mpx e un elaboratore d’immagine Bionz-X per il quale Sony non dichiara differenze particolari con quello della A6000, anche se in realtà le prestazioni sono migliori come vedremo nella prova. Un miglioramento notevole è l’autofocus ora con 425 punti AF a rilevamento di fase e la tecnologia 4D Focus. Altra innovazione è la ripresa video 4k con funzioni molto complete. E’ infine migliorata la risoluzione del mirino ora da 2,36 Mpx.
Il corpo è sempre di dimensioni molto contenute, praticamente uguali a quelle della A6000, ma protetto da polvere ed acqua, con uno schermo da 3″ e dispone di mirino e di flash integrato. Lo schermo è basculabile in alto ed in basso. L’innesto obiettivi è il Sony E che dispone di un discreto numero di obiettivi in continua crescita. Con un adattatore si possono montare gli inoltre gli obiettivi con innesto Sony Alpha mantenendo anche l’autofocus. Continua a leggere Sony A6300: test

Panasonic TZ100: test

dsc06745La Panasonic TZ100 è l’ultima nata della serie TZ, Travel Zoom, fotocamere di dimensioni compatte con obiettivi zoom di buona potenza adatte appunto ad essere portate in viaggio senza creare problemi di dimensioni e peso. A differenza però dei precedenti modelli la TZ100 ha un sensore di dimensioni più grandi, da 1″ (13,2×8,8 mm) invece che da 1/2,3″ (6,17×4,55 mm). Questo comporta certamente una migliore qualità d’immagine ed un migliore rapporto segnale/rumore alle alte sensibilità, ma anche una maggiore dimensione degli obiettivi. Infatti la macchina è dotata di uno zoom ad ampia escursione, 10x, ma ben lontana da quella delle compatte con sensore più piccolo, come la TZ0, che arriva a 30x. La fotocamera dispone poi di mirino elettronico come quasi tutte le ultime compatte di Panasonic. Le altre caratteristiche della TZ100 sono allineate a quanto Panasonic propone per le sue bridge e mirrorless: autofocus a rilevamento di contrasto, ma con tecnologia DFD per una migliore velocità, ripresa video 4K, foto 4K, funzione post focus e wi-fi. Continua a leggere Panasonic TZ100: test

Fujifilm X-70: test

dsc06713La Fujifilm X-70 è una compatta di alta qualità con sensore APS ed obiettivo fisso. L’obiettivo ha una focale di 18,5 mm, equivalente ad un 28 mm quindi un grandangolare medio. E’ possibile però sfruttare un tele converter digitale che può simulare le focali di 35 e 50 mm. La X-70 non dispone di mirino, ma il suo schermo, di tipo sensibile al tocco, è ribaltabile in basso di 45° e in alto fino a 180° (per i “selfie”). La sua caratteristica principale è la compattezza che consente di avere una fotocamera con sensore di grandi dimensioni, ma di formato tascabile. L’autofocus, ibrido a rilevamento di fase e di contrasto, ha un’elevata velocità, 0,1 secondi, e consente anche di seguire soggetti in movimento veloce. La raffica raggiunge quindi un’elevata velocità, 8 fg/s. La ripresa video è Full HD. Naturalmente è disponibile la connessione wi-fi. Continua a leggere Fujifilm X-70: test

Sony A7R II: test

dsc06561La A7R II fa parte della seconda serie delle mirrorless fullframe di Sony.
I miglioramenti introdotti sono notevoli ed interessanti. Alcuni sono comuni a tutte e tre le fotocamere A7 II, A7R II e A7S II come la stabilizzazione sul sensore che funziona su “5 assi” e il disegno del corpo con l’impugnatura e la disposizione dei comandi migliorata.
Altre sono specifiche di ciascun modello. Quella che ha beneficiato del maggior numero di miglioramenti è proprio la A7R II. Infatti ora monta un nuovo sensore retroilluminato, per la prima volta su una fullframe, del tipo CMOS Exmor R da 42 Mpx e privo di filtro antialias. Altro grande miglioramento è l’autofocus ora di tipo ibrido con 399 punti AF a rilevamento di fase in aggiunta ai precedenti 25 a rilevamento di contrasto. Infine è stata inserita la ripresa video 4K QFHD.
in complesso ua serie di miglioramenti che ne fanno in pratica un modello completamente nuovo che vale la pena di provare. Continua a leggere Sony A7R II: test

Olympus PEN-F: test

dsc06301Prima di diventare nota al grande pubblico con le reflex della serie OM, Olympus ha prodotto negli anni 60 una serie di fotocamere mezzo formato denominata PEN che raggiunsero una buona diffusione. La più nota è stata la PEN F, reflex mezzo formato con una forma originale e compatta, ma di altissima qualità e che vantava un corredo di ben 17 obiettivi.
Oggi Olympus vuole ricordare questa tradizione con la PEN-F, una delle sue ultime novità fra le mirrorless digitali. La PEN-F si ispira molto nell’estetica e nella cura costruttiva alla sua antenata a pellicola, ma al suo interno è modernissima e presenta per la prima volta alcune novità per il sistema Olympus.
La più importante è il sensore, sempre di formato Micro 4/3, ma con 20 Mpx. Poi la Creative Dial, ghiera di controllo per i profili monocromatici e per quelli colore. Continua a leggere Olympus PEN-F: test

Fujifilm X-Pro2: test sprint

ottica-universitaria5dsc06762Inauguro questo primo test breve effettuato grazie alla collaborazione del noto negozio romano Ottica Universitaria che mi ha messo a disposizione per qualche giorno la nuova Fujifilm X-Pro2.
La X-Pro1 è stata la prima mirrorless di Fujifilm e la X-Pro2 è una sua evoluzione con notevoli miglioramenti. E’ una fotocamera di alta classe e qualità caratterizzata da un aspetto simile alle fotocamere a telemetro di qualche anno fa I suoi contenuti però sono molto aggiornati. La caratteristica principale è il suo nuovo sensore X-Trans CMOS III, esclusivo Fujifilm, di formato APS con 24 Mpx e una disposizione dei pixel particolare che evita la creazione di falsi colori ed effetto moirè e consente di fare a meno del filtro antialias. Altra caratteristica di spicco è il mirino ibrido, ottico ed elettronico a scelta. L’innesto obiettivi è il Fujifilm X per il quale ormai sono disponibili più di 20 obiettivi originali. Continua a leggere Fujifilm X-Pro2: test sprint

Canon EOS M3: test

DSC06485La EOS M3 è l’evoluzione della prima mirrorless presentata da Canon la EOS M. A differenza di quanto fatto da Nikon con le 1 che adottano un sensore piccolo, la EOS M3 monta un sensore di dimensioni APS-C come le reflex della casa. Per la precisione il sensore è lo stesso montato sulla 750D che, tramite pixel in grado di mettere a fuoco con il sistema a rilevamento di fase consente di dotare la EOS M3 di un sistema di messa a fuoco ibrido. Il corpo è piccolo e compatto con uno schermo da 3″ sensibile al tocco e ribaltabile, ma non dispone di mirino, anche se può montarne uno elettronico opzionale. Sono disponibili i classici funzionamenti a programma, a priorità e manuale più una serie di scene e filtri creativi. L’innesto obiettivi è l’EF-M. Per adesso dispone di pochi obiettivi, ma con un adattatore si possono montare gli obiettivi EF e EF-S. Continua a leggere Canon EOS M3: test

Sony RX100 IV: test

DSC06454La Sony RX100 IV è la quarta versione della serie RX100, compatte “premium” di dimensioni molto ridotte, ma con un sensore abbastanza grande da 1″  Dopo la sua presentazione anche altri produttori hanno seguito questa strada, abbandonando le compatte con sensori piccoli come l’unghia del mignolo, ormai non più richieste dal mercato, e lanciando numerose compatte di qualità con sensori da 1″. La RX100 IV è dotata di un obiettivo zoom fisso Zeiss equivalente ad un 24-70 mm con apertura f/1,8-2,8 stabilizzato. La fotocamera dispone di ghiera di regolazione per le funzioni e di una ghiera attorno all’obiettivo assegnabile a varie funzioni. Può salvare le foto in raw e il formato è il 3:2 come le reflex. E’ quindi una macchina di grande interesse per chi cerca una compatta di qualità.
La RX100 IV aggiunge alla  versione precedente III un sensore BSI-CMOS (retroilluminato) “stacked” cioè a strati, che migliora ulteriormente la qualità d’immagine e la velocità di registrazione, consentendo una velocità di raffica di 15 fg/s, la ripresa video 4K e la ripresa ad alta velocità, fino a 1000 fg/s.
E’ quindi opportuno verificare in pratica i miglioramenti e i vantaggi che queste tecnologie possono apportare. Continua a leggere Sony RX100 IV: test

Panasonic G7: test

DSC06200La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La G7 fa parte della serie delle mirrorless dotate di mirino e ne rappresenta il modello base. E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 16 Mpx, di un mirino di alta qualità, uno schermo orientabile, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVHC o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto usa la tecnologia DFD per renderla più veloce. Le sue caratteristiche non sono lontane dal modello professionale GH4 da cui si differenzia essenzialmente per il corpo non metallico e non protetto e per le funzioni video. E’ venduta in kit con il GX Vario 14-140 f/3,5-5,6 stabilizzato.
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Panasonic FZ300: test

DSC06079sPanasonic ha una lunga tradizione nel campo delle bridge a cominciare dalla FZ10 che 12 anni fa inaugurò questa categoria con buon successo con uno zoom 12x. In seguito Panasonic ha sempre sviluppato nuovi modelli con zoom dall’escursione sempre più ampia fino ad arrivare alla FZ72 con zoom 60x.
La Panasonic FZ300, presentata lo scorso anno, è una bridge di dimensioni medie, ma in controtendenza rispetto adl altri modelli. Ha infatti uno zoom con un’escursione focale non esagerata, 24x da 25 a 600 mm equivalente, ma con una luminosità costante f/2,8 per avere un obiettivo di migliore qualità. L’obiettivo è ovviamente stabilizzato. Il sensore di dimensioni 1/2,3″ ha 12 Mpx. Il mirino elettronico è di buona qualità e con un ingrandimento adeguato. Lo schermo orientabile in tutte le direzioni. Le caratteristiche più innovative, per la prima volta in una bridge di questa categoria, sono la stabilizzazione a “5 assi” e la ripresa video 4K.
E’ quindi una macchina di interessante per chi cerca una bridge con uno zoom ad ampia escursione. Continua a leggere Panasonic FZ300: test

Canon EOS 750D: test

DSC06019La EOS 750D è la reflex medio economica della gamma APS di Canon. Ha un sensore CMOS di formato APS-C (22,3×14,9 mm) con 24 Mpx dotato di pixel sdoppiati per la messa a fuoco ibrida. L’elaboratore d’immagine è il Digic 6, ultima versione della famiglia. La 750D è dotata di schermo orientabile in tutte le direzioni e sensibile al tocco. Riprende video Full HD ed ha la connessione Wi-Fi e NFC.
Canon ha anche il listino una sorella, quasi gemella, la 760D. Questa reflex differisce per pochi particolari dalla 750D, il più importante è la modalità autofocus Ai Servo che consente l’indeguimento di soggetti in live view e anche nelle riprese video, Inoltre dispone di un piccolo pannello LCD sulla calotta per visualizzare le principali impostazioni ed ha una disposizione leggermente diversa dei comandi. La maggior parte delle considerazioni fatte in questa prova valgono quindi anche per la 760D. Continua a leggere Canon EOS 750D: test

Sony RX10 II: test

DSC05954Sony ha inaugurato con la RX10 un nuovo segmento di mercato delle fotocamere, quello delle bridge che potremmo definire “premium”, cioè bridge con caratteristiche migliori di quelle prodotte fino al momento.
Le bridge, a cominciare dalla Panasonic FZ10 di più di 10 anni fa, sono sempre state caratterizzate da una forma simile alle reflex, anche se in alcuni casi con dimensioni più piccole, da un mirino elettronico, regolazioni complete e zoom con ampia escursione focale. Questa è sempre cresciuta passando dai 12x delle prime fino agli oltre 80x dei modelli più recenti. Per potere realizzare degli zoom con escursione così ampi però i produttori hanno dovuto limitare la loro copertura e quindi usare sensori di dimensioni molto ridotte, 1/2,3 (6,17×4,55 mm). Questo ha sempre comportato che le bridge avessero una buona qualità d’immagine alla minima sensibilità, cioè in buone condizioni di luce, ma che questa peggiorasse sensibilmente, per l’aumento eccessivo del rumore, appena si aumentava la sensibilità. Il tutto aggravato dalla scarsa luminosità che questi zoom hanno specialmente alle focali massime ed a una scarsa qualità complessiva che peggiora aumentando la focale.
Sony invece con la RX10 ha adottato un sensore da 1″ (13,2×8,8 mm), con una superficie oltre 4 volte più grande di quelli da 1/2,3″ e uno zoom di escursione relativamente ridotta, 8,3x 24-200 mm equivalente, ma con luminosità elevata e costante f/2,8. Queste scelte hanno migliorato notevolmente la qualità d’immagine.
La RX10 II aggiunge a ciò un sensore BSI-CMOS (retroilluminato) “stacked” cioè a strati, che migliora ulteriormente la qualità d’immagine e la velocità di registrazione, consentendo una velocità di raffica di 14 fg/s e la ripresa video 4K.
E’ quindi opportuno verificare in pratica i miglioramenti e i vantaggi che queste tecnologie possono apportare. Continua a leggere Sony RX10 II: test

Nikon S9900: test

DSC05830La Nikon S9900 è una compatta di dimensioni medie, ma con zoom di amplissima escursione focale, 30x da 25 a 750 mm equivalente. Il sensore CMOS di dimensioni 1/2,3″ ha 16 Mpx. L’obiettivo è ovviamente stabilizzato. Non dispone di mirino elettronico però lo schermo è totalmente orientabile, anche verso l’avanti. La fotocamera dispone di una ghiera di regolazione per le modalità di funzionamento, di una sulla calotta per varie funzioni a secondo delle modalità di funzionamento e di una ghiera posteriore di regolazione. Può salvare le foto solo in jpeg con formato 4:3 a 16, 8,4, 2 Mpx e VGA. Può riprendere video Full HD 25p o 50i. Il tutto in dimensioni ridotte. E’ quindi una macchina di interessante per chi cerca una compatta superzoom. Continua a leggere Nikon S9900: test

Fujifilm X-T10: test

DSC05879sLa X-T10 è la sorella minore della X-T1 la mirrorless top di gamma di Fujifilm da cui differisce per le dimensioni più ridotte, la protezione del corpo assente, l’eliminazione della ghiera esterna per l’impostazione della sensibilità Iso e la presenza di un flash integrato sopra il mirino. Le caratteristiche elettroniche sono uguali a partire dal sensore X-Trans CMOS che fa a meno del filtro antialias. Anche l’elaboratore d’immagine è lo stesso EXR Processor II. Altre caratteristiche di spicco sono il mirino elettronico di alta qualità, anche se con un ingrandimento leggermente inferiore alla X-T1, e le ghiere di comando per tempi e compensazione dell’esposizione. Tutti gli obiettivi Fujinon XF poi hanno la ghiera dei diaframmi. La X-T10 è dotata di messa a fuoco ibrida, a rilevamento di fase e di contrasto, particolarmente veloce e di un elevata velocità di raffica. Dispone infine di un otturatore meccanico ed elettronico con tempi di scatto fino a 1/32000 di secondo. Questa caratteristica ed anche altre, come l’autofocus a rilevamento di contrasto a zone ed altre, sono ottenibili con la X-T1 solo aggiornando il firmware all’ultima versione.
E’ quindi interessante verificare se la X-T10 sia all’altezza della X-T1 o se possa addirittura essere più conveniente. Continua a leggere Fujifilm X-T10: test