Archivi categoria: Test fotocamere

Panasonic GH5: test

La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La GH5 fa parte della serie delle mirrorless dotate di mirino e ne rappresenta il modello di punta, insieme alla G9. E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 20 Mpx senza filtro antialias, di un mirino di alta qualità, uno schermo orientabile, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVHC, MOV o MP4. La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto e usa la tecnologia DFD per renderla più veloce. Le sue caratteristiche sono professionali, con un corpo metallico protetto da polvere ed acqua, la stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” e delle funzioni video molto avanzate.
E’ anche venduta in kit con lo zoom Leica Vario-Elmarit 12-60 mm f/2,8-4,0 (equivalente ad un 24-120) stabilizzato. Continua a leggere Panasonic GH5: test

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Canon EOS 200D: test

La EOS 200D succede alla 100D come più piccola reflex in circolazione. La 100D era stata pensata e realizzata da Canon per contrapporsi a quella che è l’arma principale delle mirrorless per fare concorrenza alle reflex, la compattezza e la leggerezza. L’operazione è abbastanza riuscita, anche se non totalmente. Infatti le misure della 100D, come della 200D, in larghezza ed altezza sono analoghe a quelle di una mirrorless, anzi in qualche caso più ridotte, ma lo spessore del corpo è decisamente superiore. Su questo Canon non ha potuto fare nulla in quanto questo spessore serve per alloggiare la scatola dello specchio e per mantenere la giusta distanza dell’innesto dell’obiettivo dal sensore. Anche per gli obiettivi la riduzione di dimensioni e peso è solo parziale in quanto molti obiettivi del corredo, i tele ed i tele zoom, sono adatti anche per le reflex fullframe e quindi di dimensioni eccessiva per un’APS. Esistono comunque alcuni obiettivi progettati specificamente per le reflex APS, gli EF-S, di dimensioni più ridotte. Continua a leggere Canon EOS 200D: test

Sony RX10 IV: test

Sony ha inaugurato nel 2014 con la RX10 un nuovo segmento di mercato delle fotocamere, quello delle bridge che potremmo definire “premium”, cioè bridge con caratteristiche migliori di quelle prodotte fino a quel tempo.
Le bridge, a cominciare dalla Panasonic FZ10 di oltre 10 anni fa, sono sempre state caratterizzate da una forma simile alle reflex, anche se in alcuni casi con dimensioni più piccole, da un mirino elettronico, regolazioni complete e zoom con ampia escursione focale. Questa è sempre cresciuta passando dai 12x delle prime fino agli oltre 80x dei modelli più spinti. Per potere realizzare degli zoom con escursione così ampia però i produttori hanno dovuto limitare la loro copertura e quindi usare sensori di dimensioni molto ridotte, 1/2,3″ (6,17×4,55 mm). Questo ha sempre comportato che le bridge avessero una qualità d’immagine appena discreta alla minima sensibilità, cioè in buone condizioni di luce, e che questa peggiorasse ulteriormente e sensibilmente, per l’aumento eccessivo del rumore, appena si aumentava la sensibilità. Il tutto aggravato dalla scarsa luminosità che questi zoom hanno specialmente alle focali massime ed a una scarsa qualità complessiva che peggiora aumentando la focale.
Sony invece con la prima RX10 ha adottato un sensore da 1″ (13,2×8,8 mm), con una superficie oltre 4 volte più grande di quelli da 1/2,3″ e uno zoom di escursione relativamente ridotta, 8,3x 24-200 mm equivalente, ma con luminosità elevata e costante f/2,8. Queste scelte hanno migliorato notevolmente la qualità d’immagine.
Con la RX10 III ha aggiunto a ciò un sensore BSI-CMOS (retroilluminato) “stacked” cioè a strati, che ha migliorato ulteriormente la qualità d’immagine e la velocità di registrazione, consentendo una velocità di raffica di 14 fg/s e la ripresa video 4K, e un nuovo obiettivo Zeiss ad ampia escursione, 25x, equivalente ad un 24-600 mm che accontenta così anche chi ha la necessità o la voglia di scattare con lunghe focali.
Con la RX10 IV infine ha migliorato anche l’autofocus, adottando un sistema ibrido con 315 punti AF a rilevamento di fase in aggiunta ai 25 a rilevamento di contrasto dei modelli precedenti. Continua a leggere Sony RX10 IV: test

Olympus OM-D E-M10 III: test

Olympus è diventata famosa negli anni 70 per le sue reflex OM che univano le dimensioni contenute a confronto con le quelle massicce delle reflex dell’epoca con la qualità delle fotocamere e degli obiettivi. In questi ultimi anni Olympus ha rinnovato la sua gamma digitale con una nuova serie di fotocamere di alta classe che si richiama esplicitamente a questa tradizione: la serie infatti si chiama OM-D e comprende anche fotocamere al vertice della qualità e di taglio professionale come la E-M1 II.
L’ultma nata è la E-M10 III, evoluzione della precedente E-M10 a suo tempo provata. La E-M10 III mantiene la configurazione mirrorless, con la forma di una reflex in miniatura e il sensore M43 da 16 Mpx, ma introduce miglioramenti nella stabilizzazione, ora a “5 assi” come i modelli superiori, nell’elaboratore d’immagine TruePic VIII, nell’autofocus, nel mirino con una maggiore risoluzione e nella ripresa video 4K. Il tutto è raccolto in un corpo estremamente piccolo e leggero che ne fa una delle più piccole fotocamere ad obiettivi intercambiabili dotate di mirino. Continua a leggere Olympus OM-D E-M10 III: test

Nikon D5600: test

La D5600 è il secondo modello, a partire dal basso, nella serie delle reflex Nikon APS.
Si differenzia dalla D3400 per il sensore privo del filtro antialias, l’autofocus con 39 punti AF, lo schermo orientabile in ogni direzione e la disposizione dei comandi, alcuni spostati dal lato sinistro del dorso a causa dello schermo orientabile.
E’ una fotocamera piccola e leggera, semplice da usare per chi non vuole complicazioni, ma con tutte le caratteristiche necessarie per affrontare qualunque genere di foto. Ha un sensore APS (DX per Nikon) da 24 Mpx uguale a quello delle reflex della casa di categoria superiore, mirino, autofocus e comandi adeguati e tutto quello che ci si aspetta da una reflex. Può montare tutti gli obiettivi Nikon più recenti provvisti di motore AF, delle serie AF-S e AF-P, in quanto non è dotata di motore autofocus interno come i modelli superiori. Certo la costruzione è economica, ma le prestazioni valide. Una delle sue caratteristiche più utili e simpatiche è poi la connessione Bluetooth Snap Bridge. Continua a leggere Nikon D5600: test

Fujifilm GFX 50S: test

La GFX 50S è una mirrorless medio formato. Insieme alla Hasselblad X1-D, presentata quasi contemporaneamente, è stata la prima fotocamera medio formato con questo schema costruttivo.
Fujifilm, dopo essersi affermata con le sue mirrorless APS della serie X ha preferito, per offrire una migliore qualità d’immagine, entrare nel campo delle medio formato, nel quale vantava una lunga esperienza ai tempi della pellicola, piuttosto che in quello delle fullframe. Lo schema mirrorless ha permesso a Fujifilm di realizzare una fotocamera che come dimensioni e peso è paragonabile ad una reflex fullframe.
L’assenza dello specchio poi consente di realizzare degli obiettivi che si avvicinano molto con la lente posteriore al piano del sensore contenendone le dimensioni. Il sensore da 44×33 mm ha 51 Mpx che consentono una risoluzione estremamente elevata. Il mirino elettronico ha un’elevata risoluzione, lo schermo è orientabile, dispone di ripresa video Full HD e di connessione wi-fi.
Il prezzo è alto come per tutte le medio formato, ma inferiore ad alcune concorrenti reflex. Continua a leggere Fujifilm GFX 50S: test

Sony A99 II: test

La  A99 II è l’unica reflex fullframe di Sony. In realtà è un ibrido fra le reflex e le mirrorless. Infatti monta uno specchio fisso semitrasparente per mandare la luce all’autofocus e un mirino elettronico.
Ha però caratteristiche notevoli: monta un sensore fullframe (36×24 mm) BSI-CMOS retroilluminato e senza filtro antialias da 42 Mpx e un elaboratore d’immagine Bionz X che insieme promettono un’elevata qualità d’immagine. Il corpo è costruito interamente in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua. Può riprendere video 4K a 3840×2160 pixel. Dispone di un autofocus altamente sofisticato con 79 punti AF a rilevamento di fase, integrato da 399 punti a rilevamento di fase sul sensore e con ampia possibilità di personalizzazione. La raffica arriva a 12 fg/s e 8 fg/s con il live view. Infine il prezzo è alto, ma adeguato alla qualità della costruzione ed alle caratteristiche fotografiche altamente professionali che ne fanno uno strumento adatto ai professionisti, ma anche ai fotoamatori evoluti. Continua a leggere Sony A99 II: test

Panasonic G80: test

La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La G80 fa parte della serie delle mirrorless dotate di mirino e ne rappresenta il modello base. E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 16 Mpx senza filtro antialias, di un mirino di alta qualità, uno schermo orientabile, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVHC o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto usa la tecnologia DFD per renderla più veloce. Le sue caratteristiche non sono lontane dal modello professionale GH5 da cui si differenzia essenzialmente per i comandi, il mirino, l’autofocus, la raffica le funzioni video, oltre che per le dimensioni. E’ venduta in kit con lo zoom GX Vario 12-60 f/3,5-5,6 o con il GX Vario 14-140 f/3,5-5,6, entrambi stabilizzati. Continua a leggere Panasonic G80: test

Fujifilm X-T20: test

La X-T20 è la sorella minore della X-T2, mirrorless top di gamma di Fujifilm, ma non per questo è meno valida. Differisce dalla X-T2 per il corpo, più piccolo e non a prova di polvere ed acqua. Il sensore è lo stess X-Trans CMOS, esclusivo Fujifilm, di formato APS con 24 Mpx e una disposizione dei pixel particolare che evita la creazione di falsi colori ed effetto moirè e consente di fare a meno del filtro antialias. Altre caratteristiche di spicco sono il mirino elettronico di alta qualità e le ghiere di comando per tempi e compensazione dell’esposizione. Tutti gli obiettivi Fujinon XF poi hanno la ghiera dei diaframmi. L’innesto obiettivi è Fujifilm X caratterizzato da un tiraggio molto ridotto che consente di montare, con anelli adattatori, moltissimi obiettivi, in primo luogo i Leica M. La X-T20 infine è dotata di messa a fuoco ibrida, a rilevamento di fase e di contrasto, particolarmente veloce. Continua a leggere Fujifilm X-T20: test

Canon EOS M5: test

La EOS M5 è l’unica delle mirrorless di Canon dotata di mirino. Monta un sensore di dimensioni APS-C come le reflex della casa. Per la precisione il sensore è lo stesso montato sulle 800D e 77D con tecnologia Dual Pixel che, tramite pixel sdoppiati è in grado di mettere a fuoco con il sistema a rilevamento di fase e consente di dotare la EOS M5 di un sistema di messa a fuoco ibrido. Il corpo è piccolo e compatto, assomiglia ad una reflex in miniatura, con uno schermo da 3,2″ sensibile al tocco, e il mirino sporgente al centro della calotta superiore. Sono disponibili i classici funzionamenti a programma, a priorità e manuale più una serie di scene e filtri creativi. L’innesto obiettivi è l’EF-M. Per adesso dispone di pochi obiettivi, ma con un adattatore si possono montare gli obiettivi EF e EF-S per le reflex della casa. Continua a leggere Canon EOS M5: test

Panasonic FZ2000: test

Panasonic ha una lunga tradizione nel campo delle bridge a cominciare dalla FZ10 che più di 10 anni fa inaugurò questa categoria con buon successo con uno zoom 12x. In seguito Panasonic ha sempre sviluppato nuovi modelli con zoom dall’escursione sempre più ampia fino ad arrivare alla FZ72 con zoom 60x. Per fare questo però era necessario usare un sensore di piccole dimensioni (1/2,3″ 6,17×4,55 mm) altrimenti sarebbe stato impossibile costruire questi zoom con dmensioni, pesi e costi ragionevoli.
Oggi finalmente Panasonic ha cambiato strada rivolgendosi al miglioramento della qualità d’immagine, iniziando con una nuova serie di bridge diversa dalle precedenti,prima  la FZ1000, con un sensore di dimensioni più grandi (1″ 13,2×8,8 mm) e dotata di uno zoom di escursione più limitata, “solo” 16x 25-400 mm equivalente, ma con una buona luminosità f/2,8-4,0,  poi con l’attuale FZ2000 con un nuovo sensore retroilluminato, e con uno zoom 20x 24-480 mm equivalente f/2,8-4,5. Ciò per garantire una migliore qualità d’immagine in generale e sopratutto in condizioni di poca luce.  Continua a leggere Panasonic FZ2000: test

Sony RX10 III: test

Sony ha inaugurato con la RX10 un nuovo segmento di mercato delle fotocamere, quello delle bridge che potremmo definire “premium”, cioè bridge con caratteristiche migliori di quelle prodotte fino a poco tempo fa.
Le bridge, a cominciare dalla Panasonic FZ10 di più di 10 anni fa, sono sempre state caratterizzate da una forma simile alle reflex, anche se in alcuni casi con dimensioni più piccole, da un mirino elettronico, regolazioni complete e zoom con ampia escursione focale. Questa è sempre cresciuta passando dai 12x delle prime fino agli oltre 80x dei modelli più recenti. Per potere realizzare degli zoom con escursione così ampia però i produttori hanno dovuto limitare la loro copertura e quindi usare sensori di dimensioni molto ridotte, 1/2,3 (6,17×4,55 mm). Questo ha sempre comportato che le bridge avessero una buona qualità d’immagine alla minima sensibilità, cioè in buone condizioni di luce, ma che questa peggiorasse sensibilmente, per l’aumento eccessivo del rumore, appena si aumentava la sensibilità. Il tutto aggravato dalla scarsa luminosità che questi zoom hanno specialmente alle focali massime ed a una scarsa qualità complessiva che peggiora aumentando la focale.
Sony invece con la prima RX10 ha adottato un sensore da 1″ (13,2×8,8 mm), con una superficie oltre 4 volte più grande di quelli da 1/2,3″ e uno zoom di escursione relativamente ridotta, 8,3x 24-200 mm equivalente, ma con luminosità elevata e costante f/2,8. Queste scelte hanno migliorato notevolmente la qualità d’immagine.
La RX10 III aggiunge a ciò un sensore BSI-CMOS (retroilluminato) “stacked” cioè a strati, che migliora ulteriormente la qualità d’immagine e la velocità di registrazione, consentendo una velocità di raffica di 14 fg/s e la ripresa video 4K e un nuovo obiettivo Zeiss ad ampia escursione, 25x, equivalente ad un 24-600 mm che accontenta così anche chi ha la necessità o la voglia di scattare con lunghe focali.
E’ quindi opportuno verificare in pratica i miglioramenti e i vantaggi che queste tecnologie possono apportare. Continua a leggere Sony RX10 III: test

Canon SX620HS: test sprint

La Canon SX620HS è una piccola compatta tascabile. QUesto tipo di fotocamere ha avuto grande successo negli scorsi anni, ma attualmente ne sono rimaste poche sul mercato in quanto non più richieste in favore degli smartphone. La SX620HS ha però rispetto a questi un vantaggio determinante, lo zoom. Si tratta di uno zoom 25x, 25-625 mm equivalente, Questo le consente di riprendere soggetti lontani, cosa che uno smartphone non potrà mai fare.
E’ dotata, come tutte le compatte di questo tipo, di un sensore piccolo, 1/2,3″, con 20 Mpx. Non ha il mirino e può funzionare solo in modalità totalmente automatica o in Program. E’ dotatata di connessione wi-fi e NFC. Continua a leggere Canon SX620HS: test sprint

Nikon D3400: test

Le reflex attualmente sono da molti considerate fotocamere pesanti, complicate ed adatte solo per professionisti, ma non è assolutamente così.
L’esempio è proprio questa Nikon D3400, reflex base della casa. E’ una fotocamera piccola e leggera, semplice da usare per chi non vuole complicazioni, ma con tutte le caratteristiche necessarie per affrontare qualunque genere di foto. Ha un sensore APS (DX per Nikon) da 24 Mpx uguale a quello delle reflex della casa di categoria superiore, mirino, autofocus, comandi adeguati e tutto quello che ci si aspetta da una reflex. Può montare tutti gli obiettivi Nikon. Certo la costruzione è economica, ma le prestazioni valide. Una delle sue caratteristiche più utili e simpatiche è poi la connessione Snap Bridge. E si deve considerare anche il prezzo, estremamente economico, a livello delle compatte e inferiore a quasi tutte le mirrorless.
Insomma merita una prova appofondita per rivelarne i pregi. Continua a leggere Nikon D3400: test

Pentax K1: test

La K1 è la prima reflex Pentax fullframe entrata in produzione, a lungo attesa dagli appassionati del marchio. In realtà Pentax aveva presentato alla Photokina del 2000 un prototipo di reflex fullframe, la MR-52 (o MZ-D), con un sensore CCD da 6 Mpx (tanti per l’epoca), mai entrato in produzione per i costi eccessivi.
La K1 si inserisce nell’attuale linea di reflex Pentax mantenendone le principali caratteristiche. Ha un sensore CMOS da 36 Mpx, la stabilizzazione integrata sul sensore, l’innesto obiettivi Pentax K che accetta tutti gli obiettivi con questa baionetta, la protezione da polvere ed acqua ed è aggiornata sututte le attuali tecnologie. Dispone di uno schermo orientabile, di ripresa video Full HD e di Wi-Fi. Le sue dimensioni sono anche abbastanza contenute. Continua a leggere Pentax K1: test

Panasonic TZ80: test

La Panasonic TZ80 è una compatta di dimensioni medie, ma con zoom di amplissima escursione focale, 30x da 24 a 720 mm equivalente. Il sensore di dimensioni 1/2,3″ ha 18 Mpx. L’obiettivo è ovviamente stabilizzato. La caratteristica di questa compatta che la distingue dalle concorrenti è la presenza di un mirino elettronico. La fotocamera dispone di manopola di regolazione per le modalità di funzionamento, di una ghiera attorno all’obiettivo per varie funzioni a secondo delle modalità di funzionamento e di un’altra ghiera  posteriore di regolazione. Può salvare le foto sia in jpeg che in raw con formato 4:3, 3:2, 16:9 e 1.1. Può riprendere video 4K 3840×2160 pixel 30p. Il tutto in dimensioni quasi tascabili. Potrebbe  essere quindi una macchina di interessante per chi cerca una compatta superzoom. Continua a leggere Panasonic TZ80: test

Fujifilm X-T2: test

La X-T2 è la mirrorless top di gamma di Fujifilm e differisce dalla X-Pro2 per l’estetica non più simile alle fotocamere a telemetro, ma alle reflex. La caratteristica principale è il suo sensore X-Trans CMOS III, esclusivo Fujifilm, di formato APS con 24 Mpx e una disposizione dei pixel particolare che evita la creazione di falsi colori ed effetto moirè e consente di fare a meno del filtro antialias. Altre caratteristiche di spicco sono il mirino elettronico di alta qualità e le ghiere di comando per tempi, compensazione dell’esposizione e sensibilità Iso. Tutti gli obiettivi Fujinon XF poi hanno la ghiera dei diaframmi. L’innesto obiettivi è Fujifilm X caratterizzato da un tiraggio molto ridotto che consente di montare, con anelli adattatori, moltissimi obiettivi, in primo luogo i Leica M. La X-T2 infine è dotata di messa a fuoco ibrida, a rilevamento di fase e di contrasto, particolarmente veloce e di un elevata velocità di raffica. E’ quindi interessante verificare in pratica le sue qualità. Continua a leggere Fujifilm X-T2: test

Panasonic GX8: test

dsc07074La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La GX8 fa parte della serie delle mirrorless a forma di compatta, ma è dotata di mirino e ne rappresenta il modello più avanzato. E’ dotata di un nuovo sensore CMOS Micro 4/3 da 20 Mpx per la prima volta per una Panasonic, di un mirino di alta qualità orientabile, uno schermo orientabile in tutte le direzioni, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVCHD o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto usa la tecnologia DFD per renderla più veloce prevede anche la funzione Post Focus per scegliere la messa a fuoco dopo lo scatto. E’ dotata anche di stabilizzazione sul sensore. Le sue caratteristiche non sono lontane dal modello GH5 da cui si differenzia, oltre che per la forma, essenzialmente per il mirino e lo schermo con risoluzione inferiore e per le funzioni video un po’ meno sofisticate. Continua a leggere Panasonic GX8: test

Panasonic GX80: test

dsc06794La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La GX80 fa parte della serie delle mirrorless compatte, ma è dotata di mirino e ne rappresenta il modello intermedio. E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 16 Mpx per la prima volta privo di filtro antialias, di un mirino di alta qualità, uno schermo orientabilein in alto e in basso, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVHC o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto usa la tecnologia DFD per renderla più veloce prevede anche la funzione Post Focus per scegliere la messa a fuoco dopo lo scatto. Le sue caratteristiche non sono lontane dal modello GX8 da cui si differenzia essenzialmente per il corpo non metallico e non protetto e per il sensore. Continua a leggere Panasonic GX80: test

Canon EOS 80D: test

dsc06983La EOS 80D è la reflex media della gamma APS di Canon, fra le economiche 750/760 e la 7D II. Ha sostituito da poco la precedente 70D. Questa serie di reflex Canon ha sempre avuto un buon successo grazie alla completezza delle funzioni e la robustezza. Ha un sensore CMOS di formato APS-C (22,3×14,9 mm) con 24 Mpx dotato di pixel sdoppiati per la messa a fuoco ibrida. L’elaboratore d’immagine è il Digic 6, ultima versione della famiglia. La 80D è dotata di schermo orientabile in tutte le direzioni e sensibile al tocco. Riprende video Full HD ed ha la connessione Wi-Fi e NFC. L’autofocus a rilevamento di fase ha 45 punti AF e pur non essendo sofisticato come quello della 7D II è adeguato al livello della reflex. In sostanza la 80D mantiene le buone caratteristiche della 70D migliorandole ed affinandole. Continua a leggere Canon EOS 80D: test