Archivi categoria: Test fotocamere

Fujifilm X-T100: test

La X-T100 è il modello base delle mirrorless Fujifilm, anche se in realtà esiste  la X-A5 di analoghe caratteristiche, ma senza mirino. A differenza dei modelli maggiori è dotata di un sensore CMOS con filtratura colore tradizionale Bayer invece della X-Trans esclusiva della casa. Anche per quanto riguarda lo schema dei comandi la X-T100 si differenzia dalle altre Fujifilm. Infatti è dotata della tradizionale manopola delle modalità di funzionamento invece delle ghiere separate per tempi e sensibilità. E’ comunque una fotocamera molto aggiornata e con ottime caratteristiche, compreso l’autofocus a rilevamento di fase e la ripresa video 4K. L’innesto obiettivi poi consente di usare tutti gli obbiettivi Fujifilm fra i quali si trovano ottiche di piccole dimensioni e peso studiate specificamente per le fotocamere più piccole e leggere come questa X-T100, la X-E3 e la X-T30.
E’ quindi una fotocamera che merita un test approfondito per verificare se anche al livello base le Fujifilm mantengono le ottime caratteristiche che sempre le contraddistinguono. Continua a leggere Fujifilm X-T100: test

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Panasonic GX9: test

La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte e quelle che assomigliano, nella forma, alle reflex. La GX9 fa parte della serie delle mirrorless a forma di compatta e ne rappresenta il modello più avanzato. Deriva dalle precedenti GX8 e GX80 di cui, in pratica, è una sintesi.
E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 20 Mpx, di un mirino di alta qualità orientabile, uno schermo orientabile in alto e in basso, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVCHD o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto che usa la tecnologia DFD per renderla più veloce prevede anche la funzione Post Focus per scegliere la messa a fuoco dopo lo scatto. E’ dotata anche di stabilizzazione sul sensore. Si pone un gradino al di sotto delle due “ammiraglie” Panasonic GH% e G9 pur mantenendone molte buone caratteristiche. Continua a leggere Panasonic GX9: test

Fujifilm X-H1: test

la X-H1 è la versione professionale della serie di fotocamere X di Fujifilm. Fino a qualche mese fa era anche l’ammiraglia della serie, ma ora deve condividere il titolo con la X-T3 che presenta alcune innovazioni non disponibili sulla X-H1.
La X-H1 deriva dalla X-T2 e adotta gli stessi componenti, il sensore con tecnologia X-Trans CMOS III a filtri colore aperiodici, l’elaboratore d’immagine X Processor Pro e l’autofocus ibrido con 169 più 325 punti AF. Il corpo è nuovo e più grande e robusto per adeguarsi ad un uso professionale anche intenso. La novità è lo stabilizzatore d’immagine sul sensore, per la prima volta su una Fujifilm. Continua a leggere Fujifilm X-H1: test

Sony A7R III: test

La A7R III fa parte della terza serie delle mirrorless fullframe di Sony.
I miglioramenti introdotti derivano in buona parte da quelli della A9, l’ammiraglia di Sony dedicata alla foto sportiva. Il sensore e’ lo stesso della A7R II, BSI-CMOS retroilluminato da 42 Mpx senza filtro antialias, ma l’elaboratore d’immagine BIONX X migliorato ha consentito di estendere la sensibilita’ massima a 32000 ISO, oltre che migliorare la qualita’ d’immagine. Il miglioramento piu’ consistente pero’ e’ nella velocita’ di raffica passata da 5 fg/s (2,5 con live view) a 10 e 8 con live view. Altro miglioramento significativo e’ la risoluzione del mirino, ora 3,69 Mpx. l’Otturatore pur potendo funzionare anche in modo totalmente elettronico e silenzioso mantiene i tempi da 30 secondi a 1/8000 e non raggiunge 1/32000 come la A9. L’autofocus e’ lo stesso, ottimo, del modello II con 399 punti AF a rilevamento di fase e 425 a rilevamento di contrasto. La disponibilita’ di un doppio alloggiamento per schede SD UHS II completa il quadro dei miglioramenti della A7R III. Le altre caratteristiche, compresa la stabilizzazione e la ripresa video 4K sono analoghe a quelle dalla A7R II.
In complesso questi miglioramenti hanno fatto della A7R II una delle fotocamere migliori attualmente disponibili. Continua a leggere Sony A7R III: test

Panasonic FZ82: test

La FZ82 è l’ultimo modello della serie di bridge della Panasonic che ha una lunga tradizione nella produzione di fotocamere di questo tipo di qualità. Attualmente questa è una delle bridge con una delle più ampie estensioni focale dello zoom e l’unica con un obiettivo che parte dalla focale equivalente di 20 mm.
La FZ82 è una tradizionale bridge, con la forma di una reflex anche se un po’ più piccola, il mirino elettronico e lo zoom a comando elettrico. E’ un’evoluzione della precedente FZ70, la prima ad avere uno zoom 60x che va da 20 a 1200 mm equivalenti, anche se ora non e più questo il record della maggiore escursione focale. Il sensore è un BSI-CMOS retroilluminato da 1/2,3″ (6,17×4,55 mm) con 17 Mpx. Continua a leggere Panasonic FZ82: test

Sony A6500: test

La A6500 è un’evoluzione della precedente A6300 a cui aggiunge diversi miglioramenti importanti che ne fanno  una fotocamera molto interessante.
La A6500 monta un sensore di dimensioni APS-C CMOS Exmor con 24 Mpx e un elaboratore d’immagine Bionz-X per il quale Sony non dichiara differenze particolari con quello della A6300.  Un miglioramento notevole è il sistema di stabilizzazione integrato sul sensore a “5 assi”. Altra innovazione è lo schermo sensibile al tocco che consente di scegliere il punto di messa a fuoco anche con l’occhio al mirino. E’ Stato aggiunto poi un nuovo chip LSI di acquisizione dei dati dal sensore, la possibilità di ripresa video rallentata e quella Photo Capture per estrarre foto da riprese 4K.
Il corpo è sempre di dimensioni molto contenute, praticamente uguali a quelle della A6300, ma con un’impugnatura ridisegnata, con uno schermo da 3″ e dispone di mirino e di flash integrato. L’innesto obiettivi è il Sony E che dispone di un buon numero di obiettivi in continua crescita. Con un adattatore inoltre si possono montare gli inoltre gli obiettivi con innesto Sony Alpha mantenendo anche l’autofocus. Continua a leggere Sony A6500: test

Panasonic TZ200: test

La Panasonic TZ200 è l’ultima nata della serie TZ, Travel Zoom, fotocamere di dimensioni compatte con obiettivi zoom di buona potenza adatte appunto ad essere portate in viaggio senza creare problemi di dimensioni e peso. A differenza però dei precedenti modelli la TZ200 ha un sensore di dimensioni più grandi, da 1″ (13,2×8,8 mm) invece che da 1/2,3″ (6,17×4,55 mm). Questo comporta certamente una migliore qualità d’immagine ed un migliore rapporto segnale/rumore alle alte sensibilità, ma anche una maggiore dimensione degli obiettivi. Infatti la macchina è dotata di uno zoom ad ampia escursione, 15x, ma ben lontana da quella delle compatte con sensore più piccolo, come la TZ80, che arriva a 30x. La fotocamera dispone poi di mirino elettronico come quasi tutte le ultime compatte di Panasonic. Le altre caratteristiche della TZ200 sono allineate a quanto Panasonic propone per le sue bridge e mirrorless: autofocus a rilevamento di contrasto, ma con tecnologia DFD per una migliore velocità, ripresa video 4K, foto 4K, funzione post focus e wi-fi. Continua a leggere Panasonic TZ200: test

Nikon Z7: test

Grazie alla collaborazione del noto negozio romano Ottica Universitaria che mi ha messo a disposizione per qualche giorno la nuova Nikon Z7 ho potuto effettuare questo test di questa nuova ed interessantissima mirrorless che avevo visto In Photokina senza però poter effettuare degli scatti, non avendo una scheda XQD.
Nikon che ha portato al successo e dominato per anni il mondo delle reflex, prima a pellicola e poi digitali, ha presentato a fine agosto le sue prime mirrorless fullframe Z7 e Z6. Che con questo non voglia seguire una moda, ma rinnovare la sua strategia sulle fotocamere di alta gamma e professionali è dimostrato dal fatto che l’attenzione di Nikon alla conferenza pre apertura ed alla Photokina era tutta concentrata sulla Z7, mentre le reflex, anche la ottima D850, erano in secondo piano e non se ne è parlato. Nikon ha anche preannunciato che svilupperà rapidamente il sistema Z per renderlo adeguato alle aspettative dei fotografi
D’altra parte questo è stato un passo obbligato per Nikon, e anche per Canon, visto il successo di Sony nel settore fullframe e mirrorless.
E’ da verificare se questa fotocamera sia già all’altezza di queste concorrenti. Continua a leggere Nikon Z7: test

Pentax K70: test

La K70 è la seconda reflex, partendo dalla base, della gamma Pentax, dopo la super economica K-%0, ma presenta delle caratteristiche avanzate e molto interessanti.
Ha un sensore CMOS di formato APS (23,5×15,6 mm) da 24 Mpx, la stabilizzazione integrata sul sensore, l’innesto obiettivi Pentax KA che accetta tutti gli obiettivi con questa baionetta, la protezione da polvere ed acqua ed è aggiornata su tutte le attuali tecnologie. Ha in particolare una caratteristica molto interessante denominata Pixel Shift Resolution che consente di ottenere, spostando il sensore, l’informazione colore complata per ciascun pixel, migliorando la risoluzione e sopratutto la gamma tonale. Dispone di uno schermo orientabile, di ripresa video Full HD e di Wi-Fi. Le sue dimensioni sono abbastanza contenute. Continua a leggere Pentax K70: test

Panasonic GH5: test

La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La GH5 fa parte della serie delle mirrorless dotate di mirino e ne rappresenta il modello di punta, insieme alla G9. E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 20 Mpx senza filtro antialias, di un mirino di alta qualità, uno schermo orientabile, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVHC, MOV o MP4. La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto e usa la tecnologia DFD per renderla più veloce. Le sue caratteristiche sono professionali, con un corpo metallico protetto da polvere ed acqua, la stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” e delle funzioni video molto avanzate.
E’ anche venduta in kit con lo zoom Leica Vario-Elmarit 12-60 mm f/2,8-4,0 (equivalente ad un 24-120) stabilizzato. Continua a leggere Panasonic GH5: test

Canon EOS 200D: test

La EOS 200D succede alla 100D come più piccola reflex in circolazione. La 100D era stata pensata e realizzata da Canon per contrapporsi a quella che è l’arma principale delle mirrorless per fare concorrenza alle reflex, la compattezza e la leggerezza. L’operazione è abbastanza riuscita, anche se non totalmente. Infatti le misure della 100D, come della 200D, in larghezza ed altezza sono analoghe a quelle di una mirrorless, anzi in qualche caso più ridotte, ma lo spessore del corpo è decisamente superiore. Su questo Canon non ha potuto fare nulla in quanto questo spessore serve per alloggiare la scatola dello specchio e per mantenere la giusta distanza dell’innesto dell’obiettivo dal sensore. Anche per gli obiettivi la riduzione di dimensioni e peso è solo parziale in quanto molti obiettivi del corredo, i tele ed i tele zoom, sono adatti anche per le reflex fullframe e quindi di dimensioni eccessiva per un’APS. Esistono comunque alcuni obiettivi progettati specificamente per le reflex APS, gli EF-S, di dimensioni più ridotte. Continua a leggere Canon EOS 200D: test

Sony RX10 IV: test

Sony ha inaugurato nel 2014 con la RX10 un nuovo segmento di mercato delle fotocamere, quello delle bridge che potremmo definire “premium”, cioè bridge con caratteristiche migliori di quelle prodotte fino a quel tempo.
Le bridge, a cominciare dalla Panasonic FZ10 di oltre 10 anni fa, sono sempre state caratterizzate da una forma simile alle reflex, anche se in alcuni casi con dimensioni più piccole, da un mirino elettronico, regolazioni complete e zoom con ampia escursione focale. Questa è sempre cresciuta passando dai 12x delle prime fino agli oltre 80x dei modelli più spinti. Per potere realizzare degli zoom con escursione così ampia però i produttori hanno dovuto limitare la loro copertura e quindi usare sensori di dimensioni molto ridotte, 1/2,3″ (6,17×4,55 mm). Questo ha sempre comportato che le bridge avessero una qualità d’immagine appena discreta alla minima sensibilità, cioè in buone condizioni di luce, e che questa peggiorasse ulteriormente e sensibilmente, per l’aumento eccessivo del rumore, appena si aumentava la sensibilità. Il tutto aggravato dalla scarsa luminosità che questi zoom hanno specialmente alle focali massime ed a una scarsa qualità complessiva che peggiora aumentando la focale.
Sony invece con la prima RX10 ha adottato un sensore da 1″ (13,2×8,8 mm), con una superficie oltre 4 volte più grande di quelli da 1/2,3″ e uno zoom di escursione relativamente ridotta, 8,3x 24-200 mm equivalente, ma con luminosità elevata e costante f/2,8. Queste scelte hanno migliorato notevolmente la qualità d’immagine.
Con la RX10 III ha aggiunto a ciò un sensore BSI-CMOS (retroilluminato) “stacked” cioè a strati, che ha migliorato ulteriormente la qualità d’immagine e la velocità di registrazione, consentendo una velocità di raffica di 14 fg/s e la ripresa video 4K, e un nuovo obiettivo Zeiss ad ampia escursione, 25x, equivalente ad un 24-600 mm che accontenta così anche chi ha la necessità o la voglia di scattare con lunghe focali.
Con la RX10 IV infine ha migliorato anche l’autofocus, adottando un sistema ibrido con 315 punti AF a rilevamento di fase in aggiunta ai 25 a rilevamento di contrasto dei modelli precedenti. Continua a leggere Sony RX10 IV: test

Olympus OM-D E-M10 III: test

Olympus è diventata famosa negli anni 70 per le sue reflex OM che univano le dimensioni contenute a confronto con le quelle massicce delle reflex dell’epoca con la qualità delle fotocamere e degli obiettivi. In questi ultimi anni Olympus ha rinnovato la sua gamma digitale con una nuova serie di fotocamere di alta classe che si richiama esplicitamente a questa tradizione: la serie infatti si chiama OM-D e comprende anche fotocamere al vertice della qualità e di taglio professionale come la E-M1 II.
L’ultma nata è la E-M10 III, evoluzione della precedente E-M10 a suo tempo provata. La E-M10 III mantiene la configurazione mirrorless, con la forma di una reflex in miniatura e il sensore M43 da 16 Mpx, ma introduce miglioramenti nella stabilizzazione, ora a “5 assi” come i modelli superiori, nell’elaboratore d’immagine TruePic VIII, nell’autofocus, nel mirino con una maggiore risoluzione e nella ripresa video 4K. Il tutto è raccolto in un corpo estremamente piccolo e leggero che ne fa una delle più piccole fotocamere ad obiettivi intercambiabili dotate di mirino. Continua a leggere Olympus OM-D E-M10 III: test

Nikon D5600: test

La D5600 è il secondo modello, a partire dal basso, nella serie delle reflex Nikon APS.
Si differenzia dalla D3400 per il sensore privo del filtro antialias, l’autofocus con 39 punti AF, lo schermo orientabile in ogni direzione e la disposizione dei comandi, alcuni spostati dal lato sinistro del dorso a causa dello schermo orientabile.
E’ una fotocamera piccola e leggera, semplice da usare per chi non vuole complicazioni, ma con tutte le caratteristiche necessarie per affrontare qualunque genere di foto. Ha un sensore APS (DX per Nikon) da 24 Mpx uguale a quello delle reflex della casa di categoria superiore, mirino, autofocus e comandi adeguati e tutto quello che ci si aspetta da una reflex. Può montare tutti gli obiettivi Nikon più recenti provvisti di motore AF, delle serie AF-S e AF-P, in quanto non è dotata di motore autofocus interno come i modelli superiori. Certo la costruzione è economica, ma le prestazioni valide. Una delle sue caratteristiche più utili e simpatiche è poi la connessione Bluetooth Snap Bridge. Continua a leggere Nikon D5600: test

Fujifilm GFX 50S: test

La GFX 50S è una mirrorless medio formato. Insieme alla Hasselblad X1-D, presentata quasi contemporaneamente, è stata la prima fotocamera medio formato con questo schema costruttivo.
Fujifilm, dopo essersi affermata con le sue mirrorless APS della serie X ha preferito, per offrire una migliore qualità d’immagine, entrare nel campo delle medio formato, nel quale vantava una lunga esperienza ai tempi della pellicola, piuttosto che in quello delle fullframe. Lo schema mirrorless ha permesso a Fujifilm di realizzare una fotocamera che come dimensioni e peso è paragonabile ad una reflex fullframe.
L’assenza dello specchio poi consente di realizzare degli obiettivi che si avvicinano molto con la lente posteriore al piano del sensore contenendone le dimensioni. Il sensore da 44×33 mm ha 51 Mpx che consentono una risoluzione estremamente elevata. Il mirino elettronico ha un’elevata risoluzione, lo schermo è orientabile, dispone di ripresa video Full HD e di connessione wi-fi.
Il prezzo è alto come per tutte le medio formato, ma inferiore ad alcune concorrenti reflex. Continua a leggere Fujifilm GFX 50S: test

Sony A99 II: test

La  A99 II è l’unica reflex fullframe di Sony. In realtà è un ibrido fra le reflex e le mirrorless. Infatti monta uno specchio fisso semitrasparente per mandare la luce all’autofocus e un mirino elettronico.
Ha però caratteristiche notevoli: monta un sensore fullframe (36×24 mm) BSI-CMOS retroilluminato e senza filtro antialias da 42 Mpx e un elaboratore d’immagine Bionz X che insieme promettono un’elevata qualità d’immagine. Il corpo è costruito interamente in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua. Può riprendere video 4K a 3840×2160 pixel. Dispone di un autofocus altamente sofisticato con 79 punti AF a rilevamento di fase, integrato da 399 punti a rilevamento di fase sul sensore e con ampia possibilità di personalizzazione. La raffica arriva a 12 fg/s e 8 fg/s con il live view. Infine il prezzo è alto, ma adeguato alla qualità della costruzione ed alle caratteristiche fotografiche altamente professionali che ne fanno uno strumento adatto ai professionisti, ma anche ai fotoamatori evoluti. Continua a leggere Sony A99 II: test

Panasonic G80: test

La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La G80 fa parte della serie delle mirrorless dotate di mirino e ne rappresenta il modello base. E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 16 Mpx senza filtro antialias, di un mirino di alta qualità, uno schermo orientabile, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVHC o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto usa la tecnologia DFD per renderla più veloce. Le sue caratteristiche non sono lontane dal modello professionale GH5 da cui si differenzia essenzialmente per i comandi, il mirino, l’autofocus, la raffica le funzioni video, oltre che per le dimensioni. E’ venduta in kit con lo zoom GX Vario 12-60 f/3,5-5,6 o con il GX Vario 14-140 f/3,5-5,6, entrambi stabilizzati. Continua a leggere Panasonic G80: test

Fujifilm X-T20: test

La X-T20 è la sorella minore della X-T2, mirrorless top di gamma di Fujifilm, ma non per questo è meno valida. Differisce dalla X-T2 per il corpo, più piccolo e non a prova di polvere ed acqua. Il sensore è lo stesso X-Trans CMOS, esclusivo Fujifilm, di formato APS con 24 Mpx e una disposizione dei pixel particolare che evita la creazione di falsi colori ed effetto moirè e consente di fare a meno del filtro antialias. Altre caratteristiche di spicco sono il mirino elettronico di alta qualità e le ghiere di comando per tempi e compensazione dell’esposizione. Tutti gli obiettivi Fujinon XF poi hanno la ghiera dei diaframmi. L’innesto obiettivi è Fujifilm X caratterizzato da un tiraggio molto ridotto che consente di montare, con anelli adattatori, moltissimi obiettivi, in primo luogo i Leica M. La X-T20 infine è dotata di messa a fuoco ibrida, a rilevamento di fase e di contrasto, particolarmente veloce. Continua a leggere Fujifilm X-T20: test

Canon EOS M5: test

La EOS M5 è l’unica delle mirrorless di Canon dotata di mirino. Monta un sensore di dimensioni APS-C come le reflex della casa. Per la precisione il sensore è lo stesso montato sulle 800D e 77D con tecnologia Dual Pixel che, tramite pixel sdoppiati è in grado di mettere a fuoco con il sistema a rilevamento di fase e consente di dotare la EOS M5 di un sistema di messa a fuoco ibrido. Il corpo è piccolo e compatto, assomiglia ad una reflex in miniatura, con uno schermo da 3,2″ sensibile al tocco, e il mirino sporgente al centro della calotta superiore. Sono disponibili i classici funzionamenti a programma, a priorità e manuale più una serie di scene e filtri creativi. L’innesto obiettivi è l’EF-M. Per adesso dispone di pochi obiettivi, ma con un adattatore si possono montare gli obiettivi EF e EF-S per le reflex della casa. Continua a leggere Canon EOS M5: test

Panasonic FZ2000: test

Panasonic ha una lunga tradizione nel campo delle bridge a cominciare dalla FZ10 che più di 10 anni fa inaugurò questa categoria con buon successo con uno zoom 12x. In seguito Panasonic ha sempre sviluppato nuovi modelli con zoom dall’escursione sempre più ampia fino ad arrivare alla FZ72 con zoom 60x. Per fare questo però era necessario usare un sensore di piccole dimensioni (1/2,3″ 6,17×4,55 mm) altrimenti sarebbe stato impossibile costruire questi zoom con dmensioni, pesi e costi ragionevoli.
Oggi finalmente Panasonic ha cambiato strada rivolgendosi al miglioramento della qualità d’immagine, iniziando con una nuova serie di bridge diversa dalle precedenti,prima  la FZ1000, con un sensore di dimensioni più grandi (1″ 13,2×8,8 mm) e dotata di uno zoom di escursione più limitata, “solo” 16x 25-400 mm equivalente, ma con una buona luminosità f/2,8-4,0,  poi con l’attuale FZ2000 con un nuovo sensore retroilluminato, e con uno zoom 20x 24-480 mm equivalente f/2,8-4,5. Ciò per garantire una migliore qualità d’immagine in generale e sopratutto in condizioni di poca luce.  Continua a leggere Panasonic FZ2000: test