Fujifilm X-S10: impressioni

La X-S10 è l’ultima novità presentata da Fujifilm ed una delle fotocamere più interessanti degli ultimi tempi. Ho potuto provarla in anteprima grazie al negozio Ottica Universitaria di Roma che me l’ha messa a disposizione con l’XF 35 mm f/2,0.
Ho avuto la fotocamera per un paio d’ore giusto il tempo per prenderci confidenza e fare qualche scatto.
La Fotocamera riprende molte delle caratteristiche della X-T4 come il sensore BSI-CMOS da 26 Mpx, l’autofocus ibrido con 425 punti AF e lo stabilizzatore integrato sul sensore che però è diverso e più compatto, ma cambia totalmente l’estetica e lo schema dei comandi. Inoltre si pone in una fascia diversa di prezzo, più economica di quella della X-T4, ma superiore a quella della X-T30. Inaugura quindi una nuova serie di fotocamere Fujifilm che strizza l’occhio anche a clienti che fino ad oggi non si erano interessati alle fotocamere di questa marca per le loro particolarità.

Le principali caratteristiche della X-S10 sono:

– sensore APS X-Trans CMOS IV da 26,1 Mpx
– processore X Processor 4
– innesto obiettivi Fujifilm X
– autofocus ibrido con 425 Punti AF a rilevamento di fase e di contrasto
– assistenza alla messa a fuoco manuale con evidenziazione dei contorni
– sensibilità ISO da 160 a 12800 ISO con estensioni a 80 e fino a 51200
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,62x
– schermo da 3″ con 1.040.000 pixel orientabile in tutte le direzioni
– otturatore a funzionamento meccanico con tempi da 30 secondi a 1/4000 e elettronico con tempi fino a 1/32000 di secondo
– stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” con un massimo di 6 stop di guadagno
– comandi con manopola delle modalità di funzionamento e diaframmi sugli obiettivi
– flash integrato
– raffica fino a 20 fg/s e 30 fg/s con ritaglio 1,25x (16 Mpx)
– video Cine 4K a 4096×2160 pixel o 4K 3840×2160 pixel pixel 30/25p/ 24p o Full HD 240/200/120/100/60/50/30/25/24p con audio stereo
– ingresso microfono e uscita HDMI
– modalità di simulazione pellicola avanzata
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– connessione wi-fi e Bluetooth
– batteria NP126S per 325 scatti
– dimensioni 126x85x65 mm
– peso 465 grammi

La X-S10 costa 999 € solo corpo.
Lo zoom XF 35 mm f/2,0 usato per la prova costa 410 €.

Descrizione e comandi

Inizio la descrizione dal frontale.

Su questo non ci sono comandi. A sinistra dell’innesto obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco dell’obiettivo. In alto, sempre sulla sinistra, l’illuminatore ausiliario per l’autofocus che funziona anche da indicatore dell’autoscatto. Sull’impugnatura la ghiera di comando anteriore.

Sulla calotta superiore troviamo, da sinistra una ghiera multifunzione Fn personalizzabile che, per impostazione predefinita, comanda la scelta delle simulazioni film quando la manopola delle modalità è in tutte le posizioni tranne che in quella Filter nella quale comanda la scelta del filtro o dell’effetto. Coassiale a questa ghiera c’è un interruttore a levetta (visibile meglio nella vista posteriore) che serve ad aprire il flash integrato. Sulla sporgenza del mirino elettronico c’è la slitta per flash o altri accessori.

Poi, proseguendo verso destra c’è la manopola delle modalità di funzionamento con le posizioni: Auto per il funzionamento totalmente automatico compresa la scelta delle scene, Program (prevede il program shift), A priorità dei diaframmi, S priorità dei tempi, M manuale, C1 C2 C3 C4 per memorizzare impostazioni utente, Video, Filter per l’applicazione di filtri ed effetti, SP scene. A destra due pulsanti: ISO per l’impostazione della sensibilità che può essere anche automatica e Q per il richiamo del menu rapido che consente l’impostazione veloce di quasi tutti i parametri di funzionamento. Dietro c’è la ghiera di comando posteriore.

Sull’impugnatura il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione migliore e più rapida per l’azionamento. Appena dietro il pulsante per la ripresa video.

Nella parte posteriore i comandi sono tutti in alto e a destra.

In alto da sinistra c’è il pulsante Drive che serve per impostare le modalità di scatto: scatto singolo, raffica veloce e lenta, ISO Bracketing, WB Bracketing, altri tipi di Bracketing, funzione HDR, Panorama e esposizione multipla. In revisione questo pulsante serve anche per la cancellazione delle foto. Accanto c’è il pulsante per la loro revisione. Al centro l’oculare del mirino con conchiglia in gomma con sotto il sensore per la commutazione automatica fra mirino e schermo, a sinistra la rotella per la correzione diottrica e a destra un pulsante funzione Fn che per impostazione predefinita serve per la regolazione del bilanciamento del bianco.

Andando verso destra c’è il pulsante AEL per bloccare l’esposizione e quello AF-ON per attivare la messa a fuoco indipendentemente dal pulsante di scatto. Tutti questi pulsanti, come quelli per ISO e video sulla calotta, possono essere personalizzati con l’assegnazione di funzioni diverse da un lungo elenco tramite menu.

Di fianco allo schermo c’è il joystick: questo serve per spostare il punto o l’area di messa a fuoco e, se premuto, per selezionarli; può servire anche per navigare nei menu in alternativa alle ghiere anteriore e posteriore. Sotto c’è il pulsante per il richiamo dei menu e per la conferma delle scelte. Infine quello per la scelta delle informazioni da visualizzare nello schermo o nel mirino e per il ritorno indietro nei menu.

Sul lato destro non c’è nulla.

Su quello sinistro ci sono le prese per microfono coperta da un tappino in gomma, HDMI e USB coperte da uno sportellino e in basso l’altoparlante.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per treppiedi allineato con l’obiettivo e, a sinistra l’alloggiamento per la batteria agli ioni di litio NP126S e quello per la scheda SD compatibile UHS I, entrambi coperti da uno sportello in plastica.

Come accessori sono forniti:
– batteria ricaricabile NP126S
– tappo del corpo
– un cavo USB
– adattatore per cuffia
– cinghia a tracolla
– il manuale stampato

Impressioni d’uso

La X-S10 si presenta molto bene, anche se è diversa dalle altre Fujifilm. Il corpo, ben costruito in metallo e ben finito, è abbastanza piccolo e squadrato con un’impugnatura pronunciata, a differenza della X-T4, che consente di tenerla ben salda. I comandi sono “tradizionali”, se vogliamo definirli così, nel senso che non sono come nelle altre Fujifilm. Qui infatti al posto delle ghiere per i tempi e la sensibilità c’è una manopola per le modalità di scatto. Il program shift, i tempi o i diaframmi nelle relative priorità si comandano con la ghiera frontale; in manuale invece il tempo si comanda con quella posteriore e il diaframma con la frontale. Rimane però ovviamente sugli obiettivi XF la ghiera dei diaframmi che si può usare nella relativa priorità per impostare un diaframma predefinito dal fotografo. Per la sensibilità c’è un apposito pulsante, oppure si può impostare automaticamente.
In ogni caso mi sono trovato subito a mio agio con i comandi, in particolare con il joystick che consente di spostare rapidamente il punto o la zona AF e se premuto di scegliere l’area di messa a fuoco. Anche i menu sono i soliti Fujifilm, molto semplici e pratici e subito ho trovato le opzioni che mi interessavano.
Il mirino è buono: un po’ più piccolo di quello della X-T4 ha una risoluzione inferiore, ma adeguata e consente di comporre ed inquadrare agevolmente sia in buone condizioni di luce che in luce scarsa.
Lo schermo orientabile in tutte le direzioni è sicuramente un vantaggio sia per le riprese da angolazioni difficili, sia per i selfie che per i video.

Le caratteristiche tecniche riprendono in gran parte quelle della      X-T4: il sensore X-Trans retroilluminato da 26 Mpx e l’elaboratore d’immagine sono gli stessi, come l’autofocus con 425 punti AF a rilevamento di fase quindi non ho dubbi sull’alta qualità d’immagine e sull’efficienza dell’AF. Anche la raffica è uguale a quella della X-T4 e arriva a 20 fg/s con l’otturatore elettronico e a 30 con un ritaglio 1,25x.
Una caratteristica importante ed unica per una APS a questo livello di prezzo è lo stabilizzatore d’immagine che offre un guadagno di 6 stop sul tempo di scatto con gli obiettivi stabilizzati e di 5-5,5 con gli altri.
Anche la ripresa video è di buon livello, con Cine 4K 4096×2160 pixel 30p o 4K 3840×2160 sempre 30p. In Full HD si possono effettuare riprese fino a 240 fg/s per uno slow motion. E’ disponibile una compressione Long-GOP e un’uscita HDMI.
L’obiettivo provato, il 35 mm f/3,0 equivalente ad un 53 mm, è piccolo e leggero e si adatta molto bene alla X-S10; mi ha anche ben impressionato per la sua ottima risoluzione e nitidezza.
Effettuata quindi una prima presa di contatto ho inserito una scheda ed ho scattato qualche foto in una passeggiata per il centro di Roma al tramonto. Sono solo pochi semplici scatti che però mi hanno consentito di provare la semplicità e praticità dei comandi e delle regolazioni della fotocamera, la rapidità e precisione dell’autofocus e anche l’efficienza del rilevamento dei volti e degli occhi che nelle ultime Fujifilm ha fatto notevoli progressi. Ho scattato come mia abitudine in raw più jpeg con il profilo colore Provia standard senza nessuna personalizzazione. Ho effettuato alcuni scatti con buona luce, altri in situazioni di forte contrasto ed altri con illuminazione notturna, usando il Program e la sensibilità automatica.

Le foto in jpeg sono già buone, sia quelle alla sensibilità base di 160 ISO sia aumentandola fino a 3200, sensibilità alla quale non si percepisce rumore. Con i raw però si può ottenere di meglio, in particolare per il recupero delle ombre in situazioni di forte contrasto. La X-S10 infatti espone in queste situazioni, giustamente, per le luci per salvaguardarle rendendo però le ombre poco leggibili in jpeg. Ho quindi convertito i file raw con Raw File Converter fornito da Fujifilm, che in attesa dell’aggiornamento dei software di Adobe e CaptureOne è l’unico programma in grado di convertirli, ottenendo un buon miglioramento. Ho azzerato la riduzione di rumore, mantenendo solo l’eliminazione di quello colore per le foto sopra i 1600 ISO ed ho aumentato la nitidezza, recuperando in alcune foto le ombre con la funzione HDR, anche se questa produce qualche spiacevole alone a differenza di quella di CaptureOne che è perfetta.
In conclusione la X-S10 mi è piaciuta molto: è una fotocamera piccola e leggera, molto semplice da usare, ma con notevoli qualità e che consente di ottenere qualità d’immagine uguale e prestazioni vicine a quelle della X-T4 rinunciano a cose non essenziali per alcuni fotografi come la protezione da polvere ed acqua, il doppio alloggiamento per le schede di memoria, un mirino un po’ più grande e le ghiere di comando per tempi e sensibilità.
Ringrazio Ottica Universitaria per questa opportunità e spero di poter effettuare una prova approfondita, con rilevazioni e misure, di questa piccola-grande macchina appena la riceverò da Fujifilm.

11 pensieri riguardo “Fujifilm X-S10: impressioni”

  1. Mi sembra estremamente interessante e devo esaminare gli obiettivi disponibili per vedere se trovo un equiv. 35mm; potrei sostituire vantaggiosamente la mia X100S che, complice l’età (mia) è diventata ballerina nelle mie mani per l’assenza dello stabilizzatore. Piccolo dispiacere, ma superabile, l’assenza delle comodissime ghiere old style.

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    1. Capitano,
      nella gamma degli obiettivi Fujifilm XF c’è un ottimo equivalente dell’obiettivo della X100S ed è l’XF 23 mm f/2,0 che ho provato recentemente con la X-Pro3 la cui prova pubblicherò fra poco. E’ un ottimo obiettivo, piccolo e leggero, con una buona risoluzione, distorsione quasi assente e una caduta di luce ai bordi sensibile solo a f/2,0 che sparisce a f/4,0, ma che è corretta perfettamente dal software della fotocamera o da quello di conversione raw come CaptureOne.
      Lo stabilizzatore è un grande valore aggiunto per la X-S10 e non si trova in altre APS della stessa fascia di prezzo. Infine per le ghiere di regolazione: sono un’espressione della nostalgia di chi usava prima fotocamere analogiche, ma nella realtà certe volte sono scomode perché per regolarle si deve staccare l’occhio dal mirino, mentre con le ghiere di comando questo non avviene e si opera più rapidamente. Nel caso di foto su treppiedi ugualmente sono più scomode. Te lo dico perché nelle mie prove spesso opero su treppiedi e ogni volta che provo le Fujifilm mi scontro con questo problema. Anche per regolare i tempi fra due valori, es 1/125 e 1/250, non servono e si deve ricorrere ad una ghiera di comando. L’unico vantaggio è il passaggio da program a priorità o manuale abbastanza immediato, ma non di molto rispetto ad una manopola delle modalità di funzionamento; con questa anzi si può impostare un valore di diaframma per la relativa priorità, un tempo di scatto per quella dei tempi, un’altra combinazione per il manuale e passare rapidamente da Program alle priorità o al manuale avendo già tutto impostato. Con le Fujifilm invece, prima della X-S10, si doveva ogni volta reimpostare il relativo parametro a partire da A.
      Infine se vuoi conservare le funzionalità della X100S con però il vantaggio degli obiettivi intercambiabili c’è la X-Pro3 che è più cara, ma che al momento mi pare che sia offerta con un cashback.
      Ciao, Francesco

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  2. Sono un “vecchio” possessore di una XS1,pensavo ad una evoluzione in quel segmento, le bridge, per fare concorrenza a Sony e Panasonic,non e’ cosi’, pero’ essendo affezionato Fuji, mi sembra un buon entry level,con quale ottica zoom, tutto fare converrebbe abbinarla?.
    Articolo come sempre completo ed esaustivo.
    Cordialita’

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    1. Maurizio,
      le bridge ormai sono un po’ passate di moda e Panasonic e Sony continuano a produrre i modelli presentati qualche anno fa senza però nessuna novità. Nessuno investe più in questo settore, come in quello delle compatte, vista la crisi che sta subendo il mercato fotografico. Ormai i produttori puntano solo a fotocamere di medio-alto livello per il mercato dei professionisti e dei fotoamatori evoluti, l’unico in grado di farli sopravvivere. Panasonic e Sony sono eccezioni perché non dipendono solo dalla fotografia.
      Se però vuoi un obiettivo zoom ad ampia escursione per la X-S10 la Fujifilm offre l’XF 18-135 mm f/3,5-5,6 (equivalente ad un 27-203 mm) che dovrebbe costare sui 650-700 €. Personalmente però consiglierei il 16-80/4,0 (24-120 mm eq.) di qualità migliore.
      Ciao, Francesco

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        1. Bariom,
          infatti una compatta economica e di bassa qualità non ha più senso ed infatti sono scomparse tutte. Potrebbero avere senso quelle con zoom ad amplissima escursione, cosa che gli smartphone non possono avere, ma anche queste stanno scomparendo in quanto per il grande pubblico basta lo zoom digitale dei cellulari (sigh!), e forse quelle di qualità, Fujifilm X100V, Leica Q2, come mercato di nicchia e di costo elevato per esperti ed intenditori. Anche le bridge non attraggono più nessuno e stanno scomparendo.
          I produttori, come detto, si concentrano in tempi di crisi dove il mercato è più redditizio, cioè sulle fotocamere professionali o comunque di alto livello per fotografi esperti che non rinunciano alla qualità e flessibilità di questi strumenti. Il grande pubblico preferisce gli smartphone, tanto dopo lo scatto la foto è al massimo condivisa con qualche amico o parente, e dopo pochi giorni dimenticata, salvo accorgersi, fra qualche anno, di averle perse tutte e di non avere più ricordi.
          Come considerazione finale le foto pubblicate da Huawei dimostrano che un bravo fotografo può fare belle foto con qualunque strumento atto a registrare immagini, come ho sempre sostenuto.
          Ciao, Francesco

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    1. Maurizio,
      non ci sono zoom di altri marchi per Fujifilm. sono disponibili solo obiettivi a focale fissa: gli ottimi Zeiss Touit piuttosto costosi ed i Viltrox di buona qualità ed a prezzi ragionevoli: Fra i Viltrox ci son 23/1,4, 33/1,4, 56/1,4 e 85/1,8 a prezzi fra i 300 e i 400 €.
      Ciao, Francesco

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