Fujifilm X-T100: test

La X-T100 è il modello base delle mirrorless Fujifilm, anche se in realtà esiste  la X-A5 di analoghe caratteristiche, ma senza mirino. A differenza dei modelli maggiori è dotata di un sensore CMOS con filtratura colore tradizionale Bayer invece della X-Trans esclusiva della casa. Anche per quanto riguarda lo schema dei comandi la X-T100 si differenzia dalle altre Fujifilm. Infatti è dotata della tradizionale manopola delle modalità di funzionamento invece delle ghiere separate per tempi e sensibilità. E’ comunque una fotocamera molto aggiornata e con ottime caratteristiche, compreso l’autofocus a rilevamento di fase e la ripresa video 4K. L’innesto obiettivi poi consente di usare tutti gli obbiettivi Fujifilm fra i quali si trovano ottiche di piccole dimensioni e peso studiate specificamente per le fotocamere più piccole e leggere come questa X-T100, la X-E3 e la X-T30.
E’ quindi una fotocamera che merita un test approfondito per verificare se anche al livello base le Fujifilm mantengono le ottime caratteristiche che sempre le contraddistinguono.

L’estetica della X-T100 richiama quella di una piccola reflex con il mirino, in questo caso elettronico al centro della calotta e le sue dimensioni sono simili a quelle della X-T30. E’ complessivamente un po’ “retrò”, non smentendo le tradizioni della casa e assomiglia alle reflex Fujca degli anni 70.

In sintesi le caratteristiche principali della X-T100 sono:

– sensore APS (23,6×15,6 mm) CMOS da 24 Mpx
– processore X Processor Pro
– innesto obiettivi Fujifilm X
– autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 91 punti AF a rilevamento di fase e assistenza alla messa a fuoco manuale con evidenziazione dei contorni
– sensibilità ISO da 200 a 12800 ISO con estensioni a 100 e fino a 51200
– mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,62x
– schermo da 3″ con 1.040.000 pixel, ribaltabile in alto e in basso e sensibile al tocco
– otturatore a funzionamento meccanico con tempi da 30 secondi a 1/4000 e a funzionamento elettronico con tempi fino a 1/32000 di secondo
– raffica fino a 6 fg/s
– video 4K a 3840×2160 pixel 15p e Full HD con audio stereo
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione Ultra Sonica
– modalità di simulazione pellicola avanzata
– connessione wi-fi e Bluetooth
– dimensioni 121x83x47 mm
– peso 448 grammi

La X-T100 costa 575 € con lo zoom 15-45/3,5-5,6 OIS.

Descrizione

La X-T100 richiama esteticamente una piccola reflex, ma il corpo è molto più sottile con solo una piccola sporgenza sulla destra che funge da impugnatura che consente di tenere la macchina in modo abbastanza sicuro. Le dimensioni sono abbastanza compatte e con un obiettivo di tipo “pancake” come l’XF 27 mm f/2,8 potrebbe essere messa in tasca. Con il 18-55/2,8-4,0 con cui l’ho provata invece serve una piccola borsa.

La costruzione e la finitura sono buone, con il corpo in materiale composito e non protetto da polvere ed acqua, ma con una buona finitura e un rivestimento tipo pelle zigrinata che lo rendono molto piacevole al tatto.

Inizio la descrizione dal frontale.

A sinistra del bocchettone d’innesto degli obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco. Più in alto, sempre sulla sinistra, la luce di assistenza per l’autofocus che funge anche da segnalatore per il funzionamento dell’autoscatto.

Sulla calotta superiore si vede da sinistra una grossa ghiera con coassiale una levetta per l’apertura del flash situato sopra al centro l’alloggiamento del mirino. La ghiera è personalizzabile e può avere molteplici funzioni, a secondo delle modalità di funzionamento della fotocamera: può servire a selezionare le scene o gli effetti nelle rispettive modalità, oppure nelle modalità PASM a selezionare le simulazioni pellicola. Al centro sopra il mirino c’è la slitta per il flash esterno o altri accessori.

Andando verso destra si trova la manopola delle modalità di funzionamento con le posizioni: SR+ (funzionamento totalmente automatico), P (program), S (priorità dei tempi), A (priorità dei diaframmi) M (manuale), Panorama, e alcune scene (Paesaggio notturno, sport, paesaggio e ritratto), SP (scene) e Adv. (filtri avanzati). al suo fianco un pulsante Fn personalizzabile che come impostazione predefinita serve per l’impostazione della sensibilità ISO in unione alla ghiera di comando principale alla sua destra, che serve anche per regolare il tempo di scatto o la compensazione dell’esposizione, o a quella secondaria sul dorso.

Davanti c’è il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione e al suo fianco il pulsante rosso per le riprese video.

Nella parte posteriore i comandi sono tutti in alto e sulla destra dello schermo incernierato sul lato sinistro e orientabile in tutte le direzioni compreso in avanti.


In alto alla sinistra del mirino ci sono i pulsanti per la revisione delle foto e per la loro cancellazione. Il mirino, al centro ha sulla sinistra la rotella per la regolazione diottrica, in basso il sensore per la commutazione automatica fra questo e lo schermo in presenza dell’occhio del fotografo e a destra il pulsante per la commutazione manuale.

A destra il pulsante per il richiamo del menu rapido che consente di impostare velocemente quasi tutte le regolazioni della fotocamera. Sul lato destro dello schermo c’è in alto la ghiera di comando secondaria che ruotata serve a regolare l’apertura di diaframma, il program shift o le impostazioni del menu rapido e, se premuta, ingrandisce l’immagine attorno al punto di messa a fuoco selezionato per la messa a fuoco manuale.

Sotto vediamo, a fianco dello schermo,  il pad a quatto vie con al centro il pulsante per il richiamo dei menu e di conferma. Dall’alto e in senso orario i tasti controllano: la modalità autofocus, il bilanciamento del bianco, la modalità di scatto e l’autoscatto. Gli stessi pulsanti possono servire anche per la navigazione nei menu e nel menu rapido una volta attivati o per spostare il punto o l’area di messa a fuoco se così personalizzati da menu. Sotto c’è un pulsante per variare le informazioni visualizzate nello schermo o nel mirino e per tornare indietro durante la navigazione nei menu.

Sul lato destro ci sono una presa HDMI e una USB protette da uno sportellino.

Sul lato sinistro, dietro uno sportellino, l’ingresso microfono o per un telecomando a filo.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per il treppiede, purtroppo non allineato con l’obiettivo e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio e della scheda di memoria, in posizione piuttosto scomoda se la fotocamera si trova su treppiedi.

Sullo zoom 18-55 si vedono gli interruttori per attivare la stabilizzazione e la modalità di selezione automatica o manuale del diaframma.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile NP-W126S
– adattatore di alimentazione AC-5VG
– cavo USB
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– Il manuale stampato

Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Raw File Converter EX, devono essere scaricati dal sito Fujifilm. Si può anche scaricare il software per la conversione raw Capture One for Fujifilm dal sito PhaseOne.

Come accessori opzionali si possono avere:
– batteria ricaricabile supplementare NP-W126S
– caricabatteria con cavo BC-W126
– adattatore per alimentazione da rete AC-9V e cavo CP-W126
– telecomando a filo RR-90
– microfono stereo MIC-ST1
– vari flash esterni dedicati
– anello adattatore per obiettivi con innesto Leica M
– filtri di protezione per l’obiettivo con diametro di 39 e 52 mm
– impugnatura GB-001
– tubi di estensione macro MCEX-11/16

Modalità di funzionamento
Menu
Menu rapidi
Schermate

Uso in pratica

La X-T100 che ho avuto a disposizione era dotata di tre obiettivi, lo zoom XF 18-55/2,8-4,0, il 23 mm f/2,0 e il 50 mm f/2,0.

La X-T100 è una fotocamera piccola, leggera e compatta che si porta facilmente con se con una piccola borsa. Con lo zoom XC 15-45/3,5-5,6 con cui di solito è venduta in kit le sue dimensioni sono ancora più ridotte che con il 18-55 in prova. Comunque anche con questo obiettivo l’insieme è ben proporzionato e la fotocamera si impugna facilmente con tutto quello che serve a portata di mano.
La sua estetica tradizionale e un po’ retrò poi la rende subito simpatica.

Corpo macchina

Il corpo in materiale composito, disponibile con finitura nera o argento, è abbastanza ben costruito e rifinito con un efficace rivestimento antiscivolo, anche se non arriva ai livelli di qualità dei modelli Fujifilm superiori.

Comandi

La X-T100 differisce dalle altre Fujifilm per una disposizione dei comandi più “tradizionale”, cioè più simile allo schema che si ritrova in tutte le altre digitali. Invece delle ghiere per tempi e sensibilità presenti negli altri modelli qui c’è una manopola per le impostazioni delle modalità di funzionamento con le tradizionali funzioni PASM. Gli altri comandi non sono tanti, ma ben disposti e consentono di regolare, anche con l’occhio al mirino, tutto quello che serve, diaframma, tempo di scatto, sensibilità, compensazione dell’esposizione, bilanciamento del bianco e area o punto di messa a fuoco. Per quasi tutte le regolazioni poi è di grande aiuto il menu rapido che consente di visualizzare e poi modificare tutte le impostazioni della fotocamera.

Menu

I menu, con l’impostazione classica Fujifilm, sono suddivisi in: Menu di scatto e Set-Up. Sono complessivamente molto semplici e chiari, senza un eccessivo numero di pagine.

Mirino

Il mirino LCD, come quello di X-T20 e X-E3, ha una risoluzione di 2,36 Mpx. La risoluzione ed il dettaglio sono buoni e l’ingrandimento adeguato per vedere bene l’immagine anche se inferiori a quello della X-T3 e X-H1. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede nello schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio di questo mirino, come di quasi tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso. Infine ha una caratteristica esclusiva e molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali. Non ho mai notato anche nelle inquadrature più scure segni di rumore.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel, orientabile in tutte le direzioni compreso in avanti per i “selfie”, è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce.

Può essere utile per usare i menu o quando la macchina è  su treppiede. La sua sensibilità al tocco consente di scegliere il punto di messa a fuoco e spostarlo toccandolo, anche con l’occhio al mirino, funzionalità molto comoda visto che è assente un joystick. Inoltre è possibile anche scattare toccandolo.

Autofocus

L’autofocus della X-T100 è, come in tutte le ultime Fujifilm, ibrido, a rilevamento di fase e di contrasto, direttamente attuato dal sensore che è dotato di pixel adatti al rilevamento di fase. Dispone infatti di 91 punti AF a rilevamento di fase e di contrasto, su una matrice di 13×7. I punti possono essere scelti ed usati in modo singolo, a zone o su tutta l’area allargata per un inseguimento ampio. I singoli punti o le zone possono essere spostati con un azione sullo schermo o con i tasti del pad. Le modalità di funzionamento possono essere: messa a fuoco singola AF-S, messa a fuoco continua AF-C o manuale, selezionabili con il menu rapido. Per ciascuna modalità autofocus è possibile selezionare la priorità al fuoco o allo scatto. L’autofocus dispone inoltre della funzione per il rilevamento dei volti e degli occhi del soggetto.
Nella pratica si è dimostrato abbastanza veloce e sensibile per soggetti fermi o in lento movimento, ma provato con lo zoom XF 10-400 mm che ho usato per la prova della X-H1, non sempre è riuscito a mettere a fuoco in raffica i soggetti in movimento veloce, con una buona percentuale degli scatti fuori fuoco.
Nelle riprese video ha funzionato abbastanza bene, mostrando solo qualche incertezza quando un ostacolo si frappone fra il punto di ripresa ed il soggetto, prontamente recuperata. La sua sensibilità è buona anche senza la luce ausiliaria.
Se si vuole mettere a fuoco manualmente si deve scegliere l’opzione con l’apposito pulsante sul dorso; apparirà nello schermo o nel mirino una scala delle distanze e, se si è attivata da menu la funzione Focus Zoom, l’immagine sarà automaticamente ingrandita. In questo caso la messa a fuoco può essere assistita con l’evidenziazione dei contorni (focus peaking) per la quale si può scegliere il colore.

Otturatore

L’otturatore è sia meccanico con tempi da 30 secondi (non in Program) a 1/4000 sia elettronico con tempi da 30 secondi a 1/32000, più la posa B. Si può scegliere se usare solo l’otturatore meccanico, solo quello elettronico o entrambi e in questo caso l’otturatore elettronico si attiverà solo per i tempi superiori a 1/4000. L’uso dell’otturatore elettronico può essere molto utile per azzerare completamente il rumore dello scatto in ambienti che richiedono silenzio, oppure per usare obiettivi di grande apertura come quelli f/1,4 o f/1,2 a piena apertura anche in pieno sole, ottenendo così un migliore controllo della profondità di campo, ma può causare deformazioni per i soggetti in movimento veloce.

Esposizione

L’esposizione può essere completamente automatica in SR+ o program (che consente il program shift), a priorità di tempi, diaframmi o manuale. La misurazione può essere multipla valutativa su 256 zone, media o spot.
L’esposizione è stata sempre corretta in esterni con buona luce, anche se in situazioni di controluce estremo è consigliabile una piccola correzione per privilegiare le ombre o le luci a secondo di quello che si vuole ottenere. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio o interni bui, invece la X-T100 con la misurazione a matrice tende a sovraesporre di circa 2/3 o 1 stop. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.

Sensibilità ISO

La sensibilità ISO può essere impostata manualmente, tramite l’apposito pulsante sulla calotta e una delle ghiere di controllo da 200 a 12800 ISO con estensioni a 100 e 51200, o in modo automatico. In questo caso si può definire la sensibilità minima, quella massima e il tempo più lungo di scatto oltre il quale la sensibilità incomincerà ad essere aumentata a partire dal valore minimo. E’ possibile memorizzare tre diversi profili e sceglierne uno per la sessione di scatto. Purtroppo non è prevista la possibilità di adeguare la velocità di scatto più lenta dell’otturatore in funzione della focale dell’obiettivo usato, come avviene in quasi tutte le fotocamere di un certo livello. Questa invece è fissa e corrisponde a quella impostata nel profilo selezionato. La cosa è piuttosto scomoda per chi usa l’impostazione automatica ISO e cambia spesso obiettivi o usa uno zoom. Infatti, anche memorizzando i tre profili con tempi di scatto minimi adeguati alle focali in uso ci si deve ricordare di impostare quello giusto ogni volta che si cambia obiettivo, se questo è a focale fissa. Con gli zoom la cosa peggiora ancora perché il tempo di scatto impostato per la focale minima non va bene per quella massima, mentre quello per la massima è troppo breve per la minima e costringe ad aumentare inutilmente la sensibilità. In conclusione queste complicazioni possono scoraggiare l’uso dell’impostazione automatica della sensibilità e rendere preferibile l’uso di quella manuale. Anche questo però non è molto comodo perché è necessario premere l’apposito pulsante e poi ruotare la ghiera di comando oppure ricorrere al menu rapido. Nei casi in cui si deve scattare rapidamente inoltre questo non si può fare e l’unica soluzione è usare la priorità dei tempi, regolando manualmente il tempo di scatto, cosa che si può fare con La ghiera principale.
Una complicazione operativa a cui Fujifilm ha ovviato solo con la X-H1 e la più recente X-T3.

Bilanciamento del bianco

Prevede le classiche posizioni per luce diurna, ombra, nuvoloso, flash e innumerevoli posizioni per vari tipi di luci artificiali. Si può anche effettuare una misura e memorizzarla o tararlo in gradi Kelvin.
Una funzione utile è la possibilità di ridurre la dominante blu per le riprese subacquee.
In auto ha funzionato bene in luce diurna, mentre in luce artificiale predilige toni un po’ caldi.

Flash

La X-T100 dispone di un flash integrato, apribile con un apposita levetta coassiale alla ghiera di comando di sinistra. E’ adatto come luce di schiarita o ad illuminare scene scure in interni o in esterni fino a qualche metro.

Profili colore

La fotocamera dispone, come tutte le Fujifilm di numerosi profili colore che richiamano i colori delle più famose pellicole dia e negative Fuji: Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Across (bianco e nero dettagliato), Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Oltre a questi esistono i profili per bianconero, anche con filtri giallo, rosso e verde e sepia. Questi profili possono anche essere applicati alle foto in formato raw tramite il software Raw File Converter EX, scaricabile gratuitamente dal sito Fujifilm, e quindi è possibile cambiarli a posteriori per trovare quello più adatto a ciascuna foto.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx, M a 12 Mpx e S a 6 Mpx per il formato jpeg; in raw le dimensioni sono sempre 6000×4000 cioè 24 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (RAF) e in raw più jpeg.

Raffica

La raffica può arrivare, alla velocità più alta H, a 6 fg/s con autofocus continuo , ma senza live view. Alla velocità più bassa L si hanno 3 fg/s con la disponibilità del live view, cioè la visualizzazione del soggetto in tempo reale nel mirino. L’autofocus può essere singolo, continuo o manuale, su un singolo punto, un’area o su tutta la zona di punti AF per l’inseguimento.
E’ disponibile anche una modalità di ripresa a raffica 4K. In questo modo la fotocamera riprende una raffica 4K dal quale è poi possibile, in revisione, selezionare le immagini che si vogliono salvare come singole foto.

Video

La ripresa video consente di riprendere video 4K a 3840×2160 pixel 15p per una durata di 30 minuti, o Full HD a 1920×1080 pixel 60/50p o 30/25p, sempre fino a 30 minuti, in formato MOV con codec H264. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica, singola o continua, o manuale. Si possono regolare anche i diaframmi, il bilanciamento del bianco e l’esposizione, comprese le eventuali compensazioni, regolando tempi, diaframmi e sensibilità. Si possono anche usare i profili di simulazione pellicola. La ripresa si attiva premendo l’apposito pulsante rosso. E’ disponibile un ingresso audio per un microfono esterno.

Funzioni speciali

La X-T100 rende disponibili inoltre alcune funzioni speciali.

Panorama: si può scattare una foto panoramica in orizzontale o in verticale, con un angolo di copertura di 120° o 180°gradi. La macchina scatta automaticamente una serie di foto che poi collega per ottenere una foto panoramica.

Filtri avanzati: sono disponibili una serie di filtri per modificare l’aspetto delle foto: Toy camera, Miniatura, Colore pop, High-key, Low-key, Toni dinamici, Soft focus e vari effetti di colore.

Connessione

Infine la X-T100 dispone di connessione wi-fi e Bluetooth che le consente di collegarsi ad uno smartphone o a un tablet. E’ possibile usare l’app Fuji Camera Remote per controllare la fotocamera, scattare foto e trasferirle sul dispositivo. Con PC Autosave invece è possibile salvare le foto e i video su un computer collegato.

Obiettivi

Il corredo obiettivi Fujifilm X si va ampliando costantemente nel tempo. Ricordo che il fattore moltiplicativo per il sensore APS delle Fujifilm è 1,5x.
Attualmente sono disponibili 25 obiettivi di cui 22 della serie XF, di più alta qualità, 14 a focale fissa dal 14 mm f/2,8 al 200 mm f/2,0 fra i quali la serie ultraluminosa 16 mm f/1,4, 23 mm f/1,4, 35 mm f/1,4 e 56 mm f/1,2 in due versioni; quella meno luminosa, ma più compatta e adatta alla X-T100, 23, 35 e 50 f/2,0 e un macro 60 mm f/2,4. Gli zoom sono dal grandangolo 8-16/2,8 mm al tele 100-400 mm f/4,5-5,6 comprendendo anche due professionali 16-55 mm e 50-140 mm f/2,8. Ci sono poi due zoom più economici della serie XC il 16-50/3,5-5,6 ed il 50-230/4,5-6,7. Ci sono anche due moltiplicatori di focale 1,4 e 2x. Inoltre sono disponibili tre Zeiss Touit a focale fissa e alcuni Samyang non autofocus. Anche altri produttori stanno rendendo progressivamente disponibili obiettivi con innesto Fujifilm X.
Tutti gli obiettivi della serie XF sono in metallo con una costruzione e finitura di alta qualità, ghiere morbide e fluide.
Con questi obiettivi la scelta diventa abbastanza completa come si addice alle caratteristiche ed al livello della mirrorless Fujifilm.
Su tutte le Fujifilm, come sulle altre mirrorless, è poi possibile montare obiettivi di reflex o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.
Fujifilm fornisce un adattatore per obiettivi Leica M, ma sul mercato si trovano praticamente per tutte le fotocamere.

Per la X-T100 sono molto indicati, oltre al 18-55/2,8-4,0 OIS (27-82 mm eq.) provato, lo zoom XC 15-45/3,5-5,6 OIS con cui è venduta in kit e alcuni piccoli e leggeri obiettivi a focale fissa come il 18 mm f/2,0 (27 mm eq.) 380 €, 23 mm f/2,0 (35 mm eq.) 460 €, 35 mm f/2,0 (52 mm eq.) 420 € e 50 mm f/2,0 (75 mm eq.) 480 € adatto al ritratto. Come teleobiettivo l’XC 50-230/4,5-6,7 OIS (75-345 mm eq.) 340 €.

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La X-T100 pur essendo una fotocamera economica è dotata di tutte le qualità, caratteristiche e regolazioni necessarie per consentire di scattare buone foto in quasi tutti i campi di applicazione.
Nell’uso non ho mai incontrato particolari problemi. Ai comandi ci si abitua subito e si sono dimostrati molto ergonomici e facilmente raggiungibili anche con l’occhio al mirino. Questo consente sempre di inquadrare con precisione ed è visibile anche in scarse condizioni di illuminazione come tutti i mirini elettronici. Le dimensioni ridotte e i buoni risultati ottenibili me la hanno spesso fatta preferire ad altre fotocamere di maggiore qualità, ma di dimensioni e peso maggiori, per uscite disimpegnate.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 200 a 12800 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia compresso senza perdite raw che ho convertito con il programma CaptureOne for Fujifilm.

====>  Prestazioni e Conclusione

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