Fujifilm X-H1: test

la X-H1 è la versione professionale della serie di fotocamere X di Fujifilm. Fino a qualche mese fa era anche l’ammiraglia della serie, ma ora deve condividere il titolo con la X-T3 che presenta alcune innovazioni non disponibili sulla X-H1.
La X-H1 deriva dalla X-T2 e adotta gli stessi componenti, il sensore con tecnologia X-Trans CMOS III a filtri colore aperiodici, l’elaboratore d’immagine X Processor Pro e l’autofocus ibrido con 169 più 325 punti AF. Il corpo è nuovo e più grande e robusto per adeguarsi ad un uso professionale anche intenso. La novità è lo stabilizzatore d’immagine sul sensore, per la prima volta su una Fujifilm.

La X-H1 per estetica e dimensioni richiama una reflex con il mirino, in questo caso elettronico, sporgente sopra la calotta e un’impugnatura più pronunciata. Infatti il corpo macchina è stato progettato per avere una maggiore rigidità e robustezza rispetto alle X-Tx e per una migliore dissipazione del calore. Questo serve anche per impugnare ed equilibrare meglio la fotocamera nell’uso con obiettivi pesanti e lunghi tele e di disporre meglio i comandi su una superficie più ampia per trovarli facilmente anche con l’occhio al mirino. A ciò contribuisce anche l’impugnatura porta batteria VPB-XH1 che da ulteriore peso e consistenza al tutto. La fotocamere della serie X-Tx invece privilegiano la leggerezza e le piccole dimensioni e sono meno adatte ad essere usate con obiettivi pesanti.
Il sensore X-Trans CMOS di terza generazione con la sua matrice di filtri colore aperiodica, divisa a gruppi di 6×6 consente di eliminare i rischi di effetto moirè sulle trame ricorrenti e quindi di eliminare il filtro antialias migliorando la nitidezza. L’unica critica che gli si può fare è di essere ancora di formato APS mentre la tendenza di oggi, almeno per il mercato professionale, è quella di andare verso il fullframe.

In sintesi le caratteristiche principali della X-H1 sono:

– sensore APS da 24 Mpx X-TransTM CMOS III
– processore X Processor Pro 2
– innesto obiettivi Fujifilm X
– autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 169 punti AF a rilevamento di fase, 325 a rilevamento di contrasto e assistenza alla messa a fuoco manuale con evidenziazione dei contorni
– sensibilità ISO da 200 a 12800 Iso con estensioni a 100 e fino a 51200
– mirino elettronico con 3,69 Mpx, copertura 100 % e ingrandimento 0,75x
– schermo da 3″ con 1.040.000 pixel orientabile in alto e in basso e lateralmente
– otturatore a funzionamento meccanico con tempi da 30 secondi a 1/8000 e a funzionamento elettronico con tempi fino a 1/32000 di secondo
– comandi con ghiere per tempi e sensibilità ISO
– raffica fino a 14 fg/s
– video Cine 4K a 4096×2160 pixel, 4K a 3840×2160 pixel e Full HD con audio stereo
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione Ultra Sonica
– modalità di simulazione pellicola avanzata
– gamma di accessori dedicati compresa impugnatura con batteria supplementare
– dimensioni 140x97x86 mm
– peso 673 grammi

La X-H1 costa circa 1.170 € solo corpo e 1.300 € con l’impugnatura VPB-XH1.

Descrizione

L’ estetica della X-H1 è ispirata a quella delle Fujica a pellicola. L’impugnatura pronunciata, a differenza dei modelli X-Tx, ne consente una facile presa, ma per il peso è sempre preferibile tenerla con due mani per scattare specialmente se si monta un obiettivo abbastanza pesante.. La costruzione e la finitura sono ottime, sicuramente superiori a quelle della media delle altre fotocamere della categoria. Il corpo è in lega di magnesio con un rivestimento tipo pelle zigrinata che lo rendono molto piacevole al tatto. Le ghiere di comando sono in metallo, i pulsanti esterni numerosi e ben posizionati secondo la funzione assegnata. I comandi sono quasi tutti esterni e si può impostare quasi ogni funzione della macchina senza navigare nei menu, cosa molto positiva per la rapidità d’azione.

Che la X-H1 abbia dimensioni abbondanti in rapporto a quelle del suo sensore lo si può vedere in confronto con una mirrorless fullframe come la Sony A7R III.

Anche con montati obiettivi equivalenti per focale e luminosità, sulla Fujifilm l’XF 16-55/2,8 e sulla Sony il GM 24-70/2,8 si vede che le dimensioni complessive non sono troppo differenti ed anche il peso è simile.

Inizio la descrizione dal frontale.

 

A sinistra del bocchettone d’innesto degli obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco. Più in alto il pulsante Fn1 personalizzabile (per impostazione predefinita attiva la scelta delle modalità di scatto, singola, raffica, bracketing) e sopra la luce di assistenza per l’autofocus che funge anche da segnalatore per il funzionamento dell’autoscatto. Sull’impugnatura la ghiera di comando anteriore. A destra in alto si vede l’attacco sincro per i flash esterni comandati con cavetto (caratteristica professionale) e sotto un commutatore per il funzionamento dell’autofocus: S singolo, C continuo e M manuale.

Sulla calotta superiore ci sono due ghiere metalliche doppie.

A partire da sinistra si vede la ghiera di impostazione della sensibilità Iso, con al centro il pulsante di blocco/sblocco, che può essere A automatica o andare da 200 a 12800 ISO. Ci sono in più le posizioni L (100 ISO), H (51200 ISO). Sotto questa ghiera ce n’è una coassiale per impostare le modalità di scatto,  S singolo, raffica a varie velocità, CH veloce, CM media, CL lenta, esposizione multipla, ADV filtri avanzati, panorama, autoscatto e ripresa video, che si vede meglio dalla vista posteriore.

Al centro, sopra la sporgenza del mirino, c’è la slitta a contatto caldo per il flash e sul fianco sinistro la rotella per la correzione diottrica.

Verso destra poi c’è la grande ghiera dei tempi, sempre con al centro il pulsante di blocco, con tempi da 1 secondo a 1/8000 più le pose B e T e la posizione A. I tempi più lunghi di 1 secondo o quelli più brevi di 1/8000, con l’otturatore elettronico, si impostano con una delle ghiere di comando, così come i tempi intermedi fra quelli previsti dalla ghiera. Sotto coassiale e visibile meglio nella vista posteriore c’è una seconda ghiera per l’impostazione delle modalità di misurazione esposimetrica: valutativa, media pesata al centro, media e spot.

Segue il piccolo pannello LCD che riporta le principali impostazioni della fotocamera, molto comodo e illuminabile tramite il piccolo tasto con il simbolo della lampadina a suo fianco.


Sull’impugnatura il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione più comoda e che preferisco. Appena dietro il pulsante per la compensazione dell’esposizione entro +/- 3 stop regolabile, dopo averlo premuto, tramite la ghiera posteriore.

Nella parte posteriore troviamo al centro in alto il mirino elettronico

e sotto il sensore per la commutazione automatica fra il questo e lo schermo, impostabile a scelta anche in modo manuale.

A sinistra il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione.

A destra del mirino in alto il pulsante per il blocco dell’esposizione, quello per attivare la messa a fuoco indipendentemente dal pulsante di scatto e la ghiera di comando posteriore che cliccata ingrandisce l’immagine inquadrata per la messa a fuoco manuale. All’estrema destra su una piccola sporgenza su cui si può appoggiare il pollice c’è il pulsante Q che attiva il Quick menu (nello schermo o nel mirino) per consentire l’impostazione della maggior parte delle regolazioni. Più in basso si trova un joystick che consente di spostare il punto, i punti o l’area, di messa a fuoco selezionati fra quelli disponibili. Premendolo si può scegliere tra una matrice rettangolare di 91 punti, quadrata con 169 entrambe a rilevamento di fase o quella completa con 325 punti a rilevamento di contrasto su quasi tutta l’immagine inquadrata.

Segue verso il basso il pad a quattro vie con al centro il pulsante per il richiamo dei menu e di conferma. I quattro pulsanti del pad sono tutti personalizzabili. Si può da menu decidere se riservarli solo per scegliere e spostare i punti di messa a fuoco. Si possono in alternativa personalizzare con le funzioni desiderate: per impostazione predefinita partendo dall’alto in senso orario attivano la scelta dell’area AF, quella del bilanciamento del bianco, la modalità burst e la scelta della simulazione pellicola. Sotto infine il pulsante per scegliere le informazioni da mostrare nello schermo e nel mirino e la commutazione automatica fra l’uno e l’altro. La modalità burst consente di aumentare la velocità di rinnovo dell’immagine nel mirino, oltre quella dell’autofocus e anche la velocità di raffica, ma richiede un consumo energetico maggiore.

Sul lato destro c’è il doppio alloggiamento per le due schede SD, caratteristica delle macchine professionali, coperto da uno sportellino.

Sul lato sinistro ci sono dietro uno sportello le prese USB, Mini HDMI, ingresso microfono e per il telecomando.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per il treppiede allineato con l’obiettivo e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio di alta capacità.

Impugnatura VPB-XH1

Questa impugnatura si avvita al fondello della X-H1 tramite l’attacco per il treppiedi. Contiene due batterie NP-W126S che aumentano l’autonomia della fotocamera, da 310 scatti con la batteria standard, a circa 900. Inoltre consente di aumentare la velocità di raffica con l’otturatore meccanico da 8 a 11 fg/s.
L’impugnatura replica il pulsante di scatto, le ghiere di comando anteriore e posteriore, il joystick e alcuni pulsanti per un più agevole uso della fotocamera in verticale.
Con l’impugnatura innestata la X-H1 assume un aspetto imponente, ma questa consente un migliore bilanciamento usando obiettivi grandi e pesanti come il 100-400.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile NP-W126S
– caricabatteria con cavo BC-W126
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– il flash EF-X8
– la cinghia a tracolla
– il coperchio per la slitta accessori
– Il manuale stampato

Il software per visualizzare le foto e quello per la conversione raw, Raw File Converter 3, deve essere scaricato dal sito Fujifilm. Inoltre è possibile scaricare gratuitamente dal sito di PhaseOne il software CaptureOne Express for Fujifilm che consente la conversione raw con funzionalità migliori e più efficaci di quello fornito da Fujifilm di derivazione Silkypix.

Come accessori opzionali si possono avere:
– impugnatura porta batteria VPB-XH1
– batteria supplementare NP-W126S
– caricabatteria con cavo BC-W126
– adattatore per alimentazione da rete AC-9V e cavo CP-W126
– telecomando a filo RR-90
– microfono stereo MIC-ST1
– tubi di estensione macro MCEX-11/16
– vari flash esterni dedicati
– anello adattatore per obiettivi con innesto Leica M
– filtri di protezione per l’obiettivo con diametro di 39 e 52 mm
– impugnatura HG-XT
– connettore wireless per stampanti Instax SP-1/SP-2/SP-3

Modalità di funzionamento

Schermate

Menu rapidi

Menu

Uso in pratica

La X-H1 che ho avuto a disposizione era dotata dello zoom 16-55 mm f/2,8 equivalente ad un 24-82 mm, del 23 mm f/2,0 equivalente ad un 35 mm, del 50 mm f/2,0 equivalente ad un 50 mm e del 100-400 mm f/4,5-5,6 equivalente ad un 150-600 mm.
Tutti gli obiettivi Fujinon della serie XF sono dotati di una ghiera che consente di regolare direttamente il diaframma, verificandone l’impostazione direttamente oltre che nello schermo, nel pannello LCD o nel mirino, che comprende anche la posizione A per l’impostazione automatica del diaframma. Questo, insieme alla ghiera dei tempi che prevede anche essa l’impostazione A, consente di scegliere in modo estremamente rapido se usare la macchina in Program (entrambe le impostazioni su A), o a priorità dei diaframmi (ghiera dei tempi su A e diaframma regolato sull’obiettivo), a priorità dei tempi (diaframma su A e tempo regolato con la ghiera) e infine manuale con entrambe le ghiere regolate su valori a scelta del fotografo con una semplicità, facilità e velocità sconosciute ad altre fotocamere. Se a questo si aggiungono le ghiere esterne ed immediatamente a portata di mano per la regolazione della sensibilità ISO ci si rende conto dell’estrema facilità e rapidità di tutte le impostazioni fotografiche della X-H1.

Portare in giro la macchina con l’obiettivo 16-55 montato è semplice, basta una borsa media. Il peso dell’insieme è però abbastanza elevato e non si è lontani da quello delle reflex. Se poi si vuole portare lo zoom 100-400 le cose cambiano e serve una borsa veramente capiente.

Inizio la descrizione delle mie impressioni da alcune considerazioni generali su questa fotocamera. La X-H1 è una macchina tecnologicamente avanzatissima, ma nell’uso è come una reflex a pellicola di tempo fa. Tutto quello che serve a fotografare si regola con ghiere visibili e con uno sguardo sulla calotta. Anche la messa a fuoco può essere commutata immediatamente da automatica a manuale, con la levetta sul frontale, e il suo sistema di assistenza, evidenziazione dei contorni (focus peaking), è efficacissimo. In alcuni casi paradossalmente tutte queste regolazioni manuali con ghiere mi hanno creato qualche difficoltà quando ad esempio cercavo il pulsante per l’impostazione della sensibilità ISO, mentre non vedevo la ghiera che avevo sotto il naso, oppure cercavo quello per impostare la raffica o l’autoscatto che invece sono ugualmente comandati da una ghiera. Forza dell’abitudine! Ma questo non è un difetto è un pregio.

Corpo macchina

Come detto nell’introduzione è abbastanza grande e pesante, costruito in lega di magnesio e con un’ottima finitura.

Comandi

Sono tutti ben disposti e facilmente raggiungibili anche con l’occhio al mirino. Le dimensioni abbastanza grandi del corpo consentono di trovarli facilmente e senza errori. La disponibilità di ben sei pulsanti personalizzabili consente un’ottima personalizzazione.
Ci sono però alcune stranezze e particolarità nelle impostazioni di cui va tenuto conto, studiandole prima con l’aiuto del manuale, pena il fatto di trovarsi in difficoltà al momento in cui si vogliono effettuare alcune impostazioni e non si riesce a farlo.
Per prima l’impostazione delle modalità di misurazione dell’esposizione attuabili con la ghiera sotto quella dei tempi. Per impostazione predefinita la X-H1 usa la misurazione multizona. Se si vuole cambiare il metodo di misurazione in media, media pesata al centro o spot è necessario che le impostazioni per la messa a fuoco con il rilevamento dei volti e degli occhi siano impostate in OFF, altrimenti la misurazione esposimetrica rimane impostata su multizona anche se la ghiera di comando è impostata su un altro valore. Cosa c’entri la rilevazione dei volti/occhi con la misurazione esposimetrica lo sa solo Fujifilm, ma questa è una cosa che mi ha fatto perdere tempo, avviene solo in questa fotocamera ed ho scoperto solo leggendo il manuale.
Seconda: quando si scatta in raffica, a qualunque velocità, se si vuole che la fotocamera regoli l’esposizione fotogramma per fotogramma invece che mantenerla fissa al primo scatto è necessario che nel menu IMPOSTAZIONI nel sottomenu IMP. PULSANTI/GHIERE sia impostato OTTURATORE AE in OFF. Anche questa impostazione è strana perché sembrerebbe più logico il contrario, mi ha creato inizialmente difficoltà e si può scoprire solo leggendo attentamente il manuale.
Raccomando quindi di provare tutte le impostazioni e modalità di funzionamento prima di usarle e di leggere accuratamente il manuale d’uso in caso di dubbio.

Menu

Sono suddivisi nei sottomenu: Impostazione Qualità d’immagine, Impostazioni AF/MF, Impostazione Ripresa, Impostazione Flash, Impostazione Filmato e SET UP. Molto spazio, 3 pannelli, è dedicato alla messa a fuoco che si può impostare nei minimi particolari. Alcune opzioni però, come la formattazione delle schede di memoria sono nascoste, in questo caso, fra le impostazioni utente. Altre impostazioni come quelle dell’otturatore meccanico ed elettronico o del salvataggio e numerazione delle foto richiedono un attento studio.

Mirino

Il mirino, di tipo OLED, ha una risoluzione di 3,69 Mpx. La risoluzione ed il dettaglio sono elevati e l’ingrandimento adeguato per vedere bene l’immagine che è grande quanto o più di quella di un mirino di una reflex fullframe. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio di questo mirino, come di quasi tutti gli elettronici, è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso. Infine ha una caratteristica esclusiva e molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul lato in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali. Non ho mai notato anche nelle inquadrature più scure segni di rumore come in qualche altro caso.

Schermo

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce attivando in questo caso da menu la funzione di visualizzazione al sole. Può essere utile per inquadrare e utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede. E’ orientabile in alto ed in basso ed anche lateralmente verso destra.

E’ sensibile al tocco e questo consente oltre che mettere a fuoco e scattare toccandolo alcune altre funzioni interessanti. E’ possibile infatti, quando si è con l’occhio al mirino, spostare il punto o l’area di messa a fuoco selezionati toccando lo schermo e spostandoli con il dito. E’ anche possibile selezionare se per questa funzione si userà la metà destra o sinistra dello schermo. Inoltre è possibile attivare quattro tasti virtuali assegnati al movimento del dito dal centro dello schermo in quattro direzioni. Per impostazione predefinita si ha, dall’alto in senso orario: visualizzazione dell’istogramma, regolazione livello del microfono, visualizzazione della livella elettronica e anteprima profondità di campo. In modalità di ripresa video è poi possibile, attivandoli dal menu Impostazioni Filmato, visualizzare delle icone che consentono di modificare in modo silenzioso numerosi parametri di regolazione come tempi, diaframmi, compensazione dell’esposizione, sensibilità ISO, livello del microfono ed altri.

Otturatore

La X-H1 dispone di otturatore meccanico ed elettronico. L’otturatore è montato su molle per ammortizzarne le vibrazioni e questo, insieme al corpo di elevata rigidezza lo rende particolarmente silenzioso.

Il pulsante di scatto estremamente morbido completa il quadro e rende la X-H1 una delle fotocamere più stabili e silenziose nello scatto. L’otturatore meccanico prevede tempi da 30 secondi as 1/8000 più le pose B e T. Quello elettronico, con tempi da 30 secondi a 1/32000 è utile se si vuole scattare con diaframmi aperti per ridurre la profondità di campo in scene molto luminose, oppure per scattare in modo totalmente silenzioso o infine per ottenere la massima velocità di raffica.

Stabilizzazione

La X-H1 è la prima Fujifilm ad adottare un sistema di stabilizzazione sul sensore. Lo stabilizzatore è particolarmente sovradimensionato per un sensore APS e molto preciso.

Quando è montato un obiettivo dotato di stabilizzatore collabora insieme con questo per ottenere i migliori risultati. Per la sua efficacia vedere la pagina delle prestazioni.

Autofocus

L’autofocus della X-H1 è ibrido, a rilevamento di fase e di contrasto, direttamente attuato dal sensore che è dotato di pixel mascherati adatti al rilevamento di fase. Dispone di 169 punti AF a rilevamento di fase, su una matrice di 13×13, anche se è possibile usarne una più ristretta di 13×7, e 325 punti a rilevamento di contrasto. La matrice a rilevamento di fase arriva a coprire un’area pari al 50 % in orizzontale ed al 75 % in verticale. I punti possono essere scelti ed usati in modo singolo, a zone di 3×3, 5×5 e 7×7 punti, su tutta l’area allargata per un inseguimento ampio o con scelta automatica su quasi tutta l’area inquadrata.

I singoli punti o le zone possono essere scelti con il joystick predisposto, oppure direttamente sullo schermo. Di base la X-H1 propone la scelta fra una matrice di 91 punti, ma volendo si possono attivare 169 punti o tutti i 325 punti. Le modalità di funzionamento possono essere: messa a fuoco singola AF-S, messa a fuoco continua AF-C o manuale, selezionabili con la piccola levetta sul frontale. Via menu si può scegliere se dare la priorità alla messa a fuoco o allo scatto sia in AF-S che in AF-C. In AF-C (continuo) è possibile regolare alcuni parametri di funzionamento dell’autofocus: sensibilità dell’inseguimento, sensibilità alla velocità del soggetto inseguito e zona dell’inquadratura a cui dare la priorità. Sono disponibili cinque profili predefiniti per varie situazioni: base con impostazioni standard per soggetti in movimento, ignora ostacoli, soggetti in accelerazione/decelerazione, soggetti che appaiono all’improvviso, soggetti con movimenti irregolari più un’impostazione personalizzata.

L’autofocus dispone inoltre della funzione per il rilevamento dei volti e degli occhi del soggetto. La sua sensibilità è elevata anche senza la luce ausiliaria, circa -3 EV con il 23 mm f/2,0.
E’ quindi un autofocus simile per funzionalità e possibilità di regolazione a quello delle migliori reflex per riprese sportive e naturalistiche.
Nella pratica si è dimostrato sempre veloce e sensibile anche in condizioni di luce scarsa. Il rilevamento dei volti e degli occhi funziona bene e da grande sicurezza nello scatto di ritratti. Scattando in raffica ha mostrato qualche difficoltà. Usando la funzione Tracking con area allargata non è sempre riuscito ad agganciare il soggetto e spesso ho riscontrato foto fuori fuoco. Questo sia usando i profili autofocus predefiniti sia creando un apposito profilo per tracciare i soggetti in avvicinamento o in allontanamento veloce. Usando invece l’autofocus a zone, con una zona centrale di 3×3 puntata sul soggetto l’autofocus è riuscito a seguirlo meglio con quasi tutte le foto a fuoco.
Nelle riprese video ha funzionato abbastanza bene, mostrando solo qualche incertezza quando si usa lo zoom su soggetti in movimento, prontamente recuperata.
Se si vuole mettere a fuoco manualmente si deve commutare la levetta anteriore su M; apparirà nello schermo o nel mirino una scala delle distanze e, se si è attivata da menu la funzione Focus Zoom, l’immagine sarà automaticamente ingrandita. In questo caso la messa a fuoco può essere assistita con l’evidenziazione dei contorni (Focus Peaking) per la quale si può scegliere il colore.

Esposizione

Impostando tutte le ghiere su A (Tempi, diaframmi e ISO) la fotocamera funziona in modo totalmente automatico scegliendo i tre parametri di esposizione. Si può variare la coppia tempo/diaframma scelta, a parità di esposizione, con la ghiera posteriore (program shift). Si può anche variare l’esposizione premendo il pulsante apposito e regolandola sempre con la ghiera posteriore entro +/- 5 EV. Spostando una delle ghiere da A ad un valore definito si ottiene la priorità su quel parametro (tempo, diaframma o sensibilità) e la macchina regolerà gli altri due sempre con la possibilità di compensare l’esposizione. Spostando due ghiere da A la X-H1 regolerà il terzo parametro sempre per la migliore esposizione. Infine è possibile regolare manualmente tutti e tre i parametri di esposizione facendo eventualmente riferimento ad una scala graduata nello schermo o nel mirino.
La misurazione può essere a zone multiple (matrice), media, media con prevalenza centrale e spot. Ho già detto che per poter variare la zona di misurazione è necessario che la messa a fuoco con il riconoscimento dei volti e del viso deve essere disattivata.
L’esposizione è stata sempre corretta in esterni con buona luce, anche se in situazioni di controluce estremo è consigliabile una piccola correzione per privilegiare le ombre o le luci a secondo di quello che si vuole ottenere. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio o interni bui, invece la X-H1 con la misurazione a matrice tende a sovraesporre di circa 2/3 di stop. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.

Bilanciamento del bianco

Può essere automatico oppure selezionato su sette valori prefissati compreso uno per riprese subacquee. si può anche impostare una regolazione personalizzata basata su una misurazione (se ne possono memorizzare tre) oppure regolarlo in gradi K°.
In esterni si è dimostrato sempre corretto, sia di giorno che di notte, mentre in interni in una sessione di ritratto con luce artificiale la regolazione automatica non è stata corrette, con toni un po’troppo caldi, ed ho dovuto correggere manualmente le foto raw.

Sensibilità ISO

La sensibilità può essere regolata, automaticamente o manualmente, da 200 a 12800 ISO a passi di 1 stop o di 1/3 di stop e può essere estesa verso il basso fino a 100 e verso l’alto fino a 51200 ISO sia per le foto jpeg che raw.
La regolazione automatica della sensibilità ISO è migliorata rispetto ai precedenti modelli ed ora volendo si può impostare il tempo più lungo di scatto, oltre il quale la sensibilità deve aumentare, in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo, anche zoom. E’ un notevole progresso che consente di usare l’impostazione automatica abbastanza tranquillamente, anche se la fotocamera è un po’ ottimista sul tempo di scatto minimo. Rimangono comunque i tre profili ISO Auto, utili per differenziare i valori minimi e masssimi di sensibilità e il tempo minimo a cui si vuole scattare per scenari diversi.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx, M a 12 Mpx e S a 6 Mpx per il formato jpeg 3:2; in raw le dimensioni sono sempre 6000×4000 cioè 24 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (RAF) anche compresso senza perdite e in raw più jpeg.

Profili colore

La X-H1 dispone, come tutte le Fujifilm di numerosi profili colore che richiamano i colori delle più famose pellicole dia e negative Fuji: Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard, consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Oltre a questi esistono i profili per bianconero, Acros (drammatico) e B&W anche con filtri giallo, rosso e verde e sepia.

Questi profili possono anche essere applicati alle foto in formato raw tramite il software Raw File Converter 3, scaricabile gratuitamente dal sito Fujifilm, e quindi è possibile cambiarli a posteriori per trovare quello più adatto a ciascuna foto.
Fra tutti quello che preferisco e che ha la migliore resa per i paesaggi è il Classic Chrome.
Nelle foto pubblicate si possono vedere i risultati dei diversi profili.

In aggiunta è disponibile anche il nuovo profilo “Eterna” adatto alle riprese video.

Questo simula le caratteristiche della pellicola cinematografica con colori tenui e toni intensi nelle ombre e con la possibilità di usare una gamma dinamica del 400 % equivalente circa a 12 stop per ottenere riprese adatte ad una facile postproduzione.

Flash

Come i precedenti modelli X-Tx la X-H1 non dispone di un flash integrato, ma ne viene fornito uno separato di piccole dimensioni, EF-X8, da montare sulla slitta porta accessori.

Raffica

Un’altra caratteristica di spicco è la raffica. Questa può arrivare, alla velocità più alta H, a 14 fg/s in modalità “burst” usando l’otturatore elettronico o a 11 secondi escludendo la modalità “burst”. Usando l’otturatore meccanico si arriva a 11 fg/s con l’impugnatura ed a 8 senza. Alla velocità più bassa L si hanno 5 fg/s con la disponibilità del live view, cioè la visualizzazione del soggetto in tempo reale nel mirino. Inoltre è disponibile l’ulteriore velocità  M da 6 fg/s con live view usando la prima tendina elettronica.
L’autofocus può essere singolo, continuo o manuale, su un singolo punto, un’area o su tutta la zona di punti AF per l’inseguimento.
Per le prestazioni vedere la rispettiva pagina.

Video

La ripresa video consente di riprendere video Cine 4K a 4096×2160 pixel (rapporto 17:9) 24p, 4K a 3840×2160 pixel 30/25/24p o Full HD a 1920×1080 pixel 120/100p, 60/50p o 30/25p con un bitrate fino a 200 Mbps in formato MOV con codec H264. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel. E’ disponibile l’opzione per la gamma dinamica F-Log sia per la registrazione su schda SD sia su un dispositivo esterno. La X-H1 è dotata di uscita HDMI per dispositivi esterni, di presa microfono.
Le regolazioni principali, diaframma, tempo di scatto e sensibilità possono essere regolate in modo silenzioso mediante lo schermo sensibile al tocco.
Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica, singola o continua, o manuale. Si possono regolare anche i diaframmi, il bilanciamento del bianco e l’esposizione, comprese le eventuali compensazioni. La ripresa si attiva ponendo l’apposita ghiera, sotto quella della sensibilità, in posizione video e premendo il pulsante di scatto.
Fujifilm inoltre rende disponibili due ottiche cinematografiche MXK con innesto X, MKX8-55 T2.9 e MKX 50-135 T2.9 particolarmente adatte alle riprese video

Connessione

Sono disponibili le connessioni wifi e Bluetooth. Con il wifi è possibile controllare la fotocamera da remoto tramite l’app Fujifilm Camera Remote e uno smartphone o tablet e di trasferire le foto scattate. Il Bluetooth consente di mantenere attiva una connessione con uno smartphone, tablet o computer per il trasferimento continuo delle foto.

Funzioni speciali.

Panorama: si può scattare una foto panoramica in orizzontale o in verticale, con un angolo di copertura di 120°, 180° o 360° gradi. La macchina scatta automaticamente una serie di foto che poi collega per ottenere una foto panoramica.

Filtri avanzati: sono disponibili una serie di filtri per modificare l’aspetto delle foto: Toy camera, Miniatura, Colore pop, High-key, Low-key, Toni dinamici, Soft focus e vari effetti di colore.

Queste funzioni come lo scatto a raffica, il bracketing e l’autoscatto si attivano con la ghiera sotto a quella delle sensibilità.

Anti sfarfallio: la X-H1 è dotata della funzione “Flickering Reduction” per il controllo dell’instabilità del colore e dell’esposizione causata dallo sfarfallio delle luci fluorescenti a corrente alternata. La funzione rileva la frequenza dello sfarfallio e controlla automaticamente il momento dello scatto in modo che coincida con la luminosità di picco garantendo un’esposizione stabile per la fotografia sportiva in interni. Questa funzione non è però disponibile con l’otturatore elettronico.

Obiettivi

Il corredo obiettivi Fujifilm X si va ampliando costantemente nel tempo. Ricordo che il fattore moltiplicativo per il sensore APS delle Fujifilm è 1,5x.
Attualmente sono disponibili 25 obiettivi di cui 22 della serie XF, di più alta qualità, 14 a focale fissa dal 14 mm f/2,8 al fantastico 200 mm f/2,0 fra i quali la serie ultra luminosa 16 mm f/1,4, 23 mm f/1,4, 35 mm f/1,4 e 56 mm f/1,2 in due versioni, 90 mm f/2,0 e un macro 60 mm f/2,4, e 11 zoom dal grandangolo professionale 8-16 mm f/2,8 al tele 100-400 mm f/4,5-5,6 comprendendo anche altri due professionali 16-55 mm e 50-140 mm f/2,8. Ci sono poi tre zoom più economici della serie XC il 15-45/3,5-5,6, il 16-50/3,5-5,6 ed il 50-230/4,5-6,7. Inoltre sono disponibili tre Zeiss Touit a focale fissa e alcuni Samyang non autofocus. Anche altri produttori stanno rendendo progressivamente disponibili obiettivi con innesto Fujifilm X.
Tutti gli obiettivi della serie XF sono in metallo con una costruzione e finitura di alta qualità, ghiere morbide e fluide.
Con questi obiettivi la scelta è abbastanza completa e composta soprattutto di ottiche a focale fissa di alta qualità e luminosità, come si addice alle caratteristiche ed al livello della macchina.
Fra tutti sono consigliati lo zoom 16-55/2,8 come obiettivo universale, eventualmente il tele zoom 50-140/2,8 abbastanza leggero e infine qualche obiettivo della serie ad alta luminosità f/1,4 a secondo delle esigenze. Gli obiettivi della serie f/2,0, 23, 35 e 50 mm piccoli e leggeri, pur essendo ottimi non fanno guadagnare molto in peso totale come avviene con le X-T2 e X-T3 considerando il peso del corpo macchina X-H1.
Su tutte le Fujifilm, come sulle altre mirrorless, è poi possibile montare obiettivi di reflex o di altre fotocamere con appositi anelli adattatori, grazie allo spessore ridotto del corpo. Naturalmente si perde l’autofocus e l’esposizione deve essere regolata in manuale o a priorità dei diaframmi.
Fujifilm fornisce un adattatore per obiettivi Leica M, ma sul mercato si trovano praticamente per tutte le fotocamere.

La X-H1 è quindi una macchina molto completa con tutte le caratteristiche che si possono desiderare in una macchina professionale ed è stata piacevole da usare in tutte le occasioni. Ci si adatta facilmente ai suoi comandi e la macchina è veloce e reattiva in ogni circostanza. Le sue dimensioni e peso sono in certi casi un vantaggio in quanto il fotografo che la usa appare al primo sguardo della gente come un professionista e questo gli consente di farsi spazio per fotografare in luoghi affollati come ad esempio la mostra di auto d’epoca illustrata nella galleria. Quando si vuole passare inosservati è possibile farlo tenendo la macchina all’altezza vita e usando per inquadrare lo schermo, sfruttando la possibilità di scatto assolutamente silenzioso.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 51200 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia compresso senza perdite raw che ho convertito con CaptureOne for Fujifilm.

====>   Prestazioni e Conclusione

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