Photokina 2018 – Sony

Sony aveva uno stand in fondo nell’ultimo padiglione. Lo stand grandissimo lo occupava quasi tutto. Sony però non ha portato alla fiera quasi nessuna novità, escluso il nuovo obiettivo GM 24 mm f/1,4. C’erano le aree dedicate alla visione e prova delle fotocamere, le Alpha da una parte, le RX dall’altra e uno dedicato alle videocamere professionali. Originale poi la galleria in alto con a disposizione molti teleobiettivi per la prova. Ampia anche l’area dedicata agli scatti di prova dove si esibivano acrobati e calciatori.
Era comunque esposta tutta la produzione Sony che poteva essere provata senza problemi.

Anche qui un auditorium forniva lo spazio per workshop e sessioni di scatti guidati.

Sony nella conferenza pre fiera ha fatto rilevare di essere dal 2017 il leader di mercato del segmento complessivo delle fullframe, reflex e mirrorless, mentre dal 2010 è leader del segmento mirrorless.

Questi risultati sono stati ottenuti con un miglioramento continuo della tecnologia delle fotocamere che dall’A7 del 2013 sono passate all’attuale generazione comprendente la A7 III, fullframe di base, A7R III per l’alta risoluzione, A7 II per l’alta sensibilità e A9 per la velocità.

Lo stesso è avvenuto per gli obiettivi che devono migliorare la qualità per adeguarsi sempre di più ai sensori ad alta risoluzione, presenti e futuri, che ormai hanno superato la risoluzione della pellicola.

Un grosso progresso è stato ottenuto con le lenti XA (eXtremely Aspherical).

Per ottenere obiettivi luminosi e di alta qualità afferma Sony non c’è bisogno di una montatura ottiche di grande diametro. Lo dimostrano i nuovi GM 400 mm f/2,8

e 24 mm f/1,4.

L’attuale montatura E è compatibile con tutti gli obiettivi E e FE e con le fotocamere fullframe e APS, con la possibilità di montare un obiettivo fullframe su una fotocamera APS e viceversa, oltre che con le videocamere professionali.

Sony incrementa costantemente il numero di obiettivi E disponibili: si è passati da 5 nel 2010 a 20 nel 2013 quando è stata presentata la A7, ai 48 di oggi. In futuro si arriverà a 60 ed oltre.

Infine è stata presentata l’innovativa funzione autofocus Real Time Eye AF che consente di agganciare l’occhio di un soggetto e mantenerlo a fuoco sia per le foto sia sopratutto per i video. Nel prossimo futuro questa funzione sarà estesa anche agli occhi degli animali.

Per l’occasione ho provato brevemente le due ultime novità di Sony fra le mirrorless fullframe, la A7 III e la A7R III, oltre che effettuare qualche scatto con il teleobiettivo A 500 mm f/4,0 montato su una A99 II nella galleria sopraelevata.

A7 III

E’ l’ultima versione della A7 la prima mirrorless fullframe in assoluto. Rispetto a questa, e anche alla seconda versione A7 II, presenta notevoli miglioramenti che ne fanno una delle migliori fotocamere fullframe.

Ha un sensore BSI-CMOS retroilluminato da 24 Mpx con elaboratore d’immagine Bionz X. L’autofocus è stato ulteriormente perfezionato ed ora prevede 693 punti AF a rilevamento di fase come la A9, una copertura del 93 % dell’inquadratura, una sensibilità più elevata e la disponibilità della funzione 4D Focus per un inseguimento dei soggetti tenendo conto anche del tempo e della loro velocità. E’ disponibile in AF-C continuo anche la funzione Eye AF per seguire a fuoco con continuità gli occhi del soggetto in tutte le condizioni di illuminazione. Ha integrato il sistema di stabilizzazione sul sensore a “5 assi”. Il mirino è invece uguale alla precedente versione II con 2,36 Mpx, una buona risoluzione, ma non il massimo per gli attuali standard. Così pure lo schermo, ribaltabile in alto e in basso, che prevede 921.000 pixel come risoluzione, meno di quella precedente, ma è sensibile al tocco a differenza della versione II. L’otturatore, a controllo elettronico, ha tempi da 30 secondi a 1/8000 e può funzionare anche in modo totalmente silenzioso. Molto migliorata la velocità di raffica che ora raggiunge i 10 fg/s conto i 5 precedenti, con autofocus e live view attivi. La ripresa video, uno dei punti di forza delle Sony, è 4K 30p in formato XAVC S o AVCHD con compressione XAVC S, MPEG-4 e AVC/H.264. Il profilo immagine può essere Cine1-4, ITU709, ITU709 [800%], S-Log2, S-Log3, HLG e HLG1-3.
Il corpo è costruito in lega di magnesio e protetto da polvere ed acqua ed è il più piccolo fra le mirrorless fullframe.
E’ dotata di wi-fi e di Bluetooth. Notevole l’autonomia della batteria che raggiunge i 710 scatti, circa il doppio delle concorrenti.
Costa circa 2250 € solo corpo e 2.390 € con lo zoom 28-70/3,5-5,6.

La A7 III ha lo stesso corpo delle altre versioni della serie A7 e dell’A9. Le dimensioni sono contenute inferiori a quelle di altre mirrorless fullframe, il peso ridotto anche se in linea con le altre mirrorless fullframe, il disegno squadrato con spigoli vivi.

Il mirino è buono con elevato ingrandimento e una buona risoluzione anche se sarebbe stato preferibile avere quello da 3,69 Mpx che Sony stessa monta su altri modelli.
L’autofocus è velocissimo e sicuramente in grado di seguire soggetti in movimento anche veloce. I comandi seguono lo standard Sony, come i menu, e sono abbastanza pratici ed intuitivi. Molto comodo il joystik per spostare i punti di messa a fuoco e per navigare tra menu e schermate.
Ho provato la A7 III con lo zoom Sony G 24-105 mm f/4,0 OSS stabilizzato. L’insieme è equilibrato e non troppo pesante. Le focali di questo obiettivo sono adatte ad un gran numero di generi fotografici ed è una buona scelta per la A7 III anche se richiede un supplemento di prezzo di un migliaio di € perché non è disponibile in kit.

Come al solito ho scattato foto agli addetti dello stand ed al pubblico, più una serie di foto a tutte le sensibilità per valutare il rumore. Le foto sono state salvate in raw e jpeg e pubblico le foto raw convertite con CaptureOne for Sony.

Foto

Le foto presentano tutte un’ottima nitidezza ed anche un buono stacco tra primo piano e sfondo, nonostante l’apertura limitata a f/4,0, grazie al sensore fullframe.

Foto a ISO variabile

Il rumore diventa visibile a 6400 ISO, ma è ancora molto fino ed accettabile. E’ necessaria una sua riduzione da 12800 ISO e solo le foto da 51200 ISO in su sono recuperabili con difficoltà o assolutamente irrecuperabili come quella a 204800.

A7R III

E’ la versione di punta della serie A7. Rispetto alla seconda versione A7R II, presenta anche in questo caso miglioramenti che ne fanno forse la migliore fotocamera fullframe.
Ha un sensore BSI-CMOS retroilluminato da 42 Mpx con elaboratore d’immagine Bionz X. L’autofocus è rimasto come quello ottimo della versione precedente, ma la sua velocità è stata aumentata, e prevede 399 punti AF a rilevamento di fase, una copertura del 90 % dell’inquadratura, una sensibilità più elevata e la disponibilità della funzione 4D Focus per un inseguimento dei soggetti tenendo conto anche del tempo e della loro velocità. E’ disponibile in AF-C continuo anche la funzione Eye AF per seguire a fuoco con continuità gli occhi del soggetto in tutte le condizioni di illuminazione. Ha integrato il sistema di stabilizzazione sul sensore a “5 assi”. Il mirino è migliorato rispetto alla versione II con 3,69 Mpx, una risoluzione analoga alle altre fullframe della categoria. Lo schermo, ribaltabile in alto e in basso ha una risoluzione di 1.440.000 pixel ed è sensibile al tocco a differenza della versione II. L’otturatore, a controllo elettronico, ha tempi da 30 secondi a 1/8000 e può funzionare anche in modo totalmente silenzioso. Molto migliorata la velocità di raffica che ora raggiunge i 10 fg/s conto i 5 precedenti, con autofocus e live view attivi. La ripresa video, uno dei punti di forza delle Sony, è 4K 30p in formato XAVC S o AVCHD con compressione XAVC S, MPEG-4 e AVC/H.264. Il profilo immagine può essere Cine1-4, ITU709, ITU709 [800%], S-Log2, S-Log3, HLG e HLG1-3.
Il corpo è costruito in lega di magnesio e protetto da polvere ed acqua ed è il più piccolo fra le mirrorless fullframe.
E’ dotata di wi-fi e di Bluetooth. Notevole l’autonomia della batteria che raggiunge i 650 scatti, circa il doppio delle concorrenti.
Costa circa 2900 € solo corpo.

La A7R III ha lo stesso corpo delle altre versioni della serie A7 e dell’A9. Le dimensioni sono contenute e minori di altre concorrenti, il peso ridotto anche se in linea con le altre mirrorless fullframe, il disegno squadrato con spigoli vivi.

Il mirino è ottimo con elevato ingrandimento e risoluzione.
L’autofocus è velocissimo e sicuramente in grado di seguire soggetti in movimento anche veloce. I comandi seguono lo standard Sony, come i menu, e sono abbastanza pratici ed intuitivi. Molto comodo il joystik per spostare i punti di messa a fuoco e per navigare tra menu e schermate.
Ho provato la A7R III con lo zoom Sony GM 24-70 mm f/2,8 . L’obiettivo è abbastanza grande e pesante e squilibra un po’ l’insieme, ma è lo scotto da pagare per avere uno zoom ad elevata luminosità. Le focali di questo obiettivo sono adatte ad un buon numero di generi fotografici ed è una scelta di classe adeguata alla A7R III anche se il suo costo di 2.200 € è piuttosto elevato, ma allineato alla concorrenza.

Come al solito ho scattato foto agli addetti dello stand ed al pubblico, più una serie di foto a tutte le sensibilità per valutare il rumore. Le foto sono state salvate in raw e jpeg e pubblico le foto raw convertite con CaptureOne for Sony.

Foto

Le foto presentano tutte un’eccellente nitidezza, si distinguono perfettamente le imperfezioni della pelle (sig!) ed i peli della barba, ed anche un ottimo stacco tra primo piano e sfondo grazie al sensore fullframe ed all’apertura f/2,8.

Foto a ISO variabile

Anche per la A7R III il rumore diventa visibile a 6400 ISO, ma è ancora molto fino ed accettabile. E’ necessaria una sua riduzione da 12800 ISO e solo le foto da 51200 ISO in su sono recuperabili con difficoltà o assolutamente irrecuperabili come quella a 204800.

A99 II con 500 mm f/4,0

Ho effettuato anche una breve prova con una delle combinazioni di supertele disponibili nella galleria in alto.
In particolare ho usato un tele con innesto A 500 mm f/4,0 SSM, del costo di 15.000 €; montato su una A99 II da 42 mpx, il tutto montato su treppiedi, scattando direttamente in jpeg.

I risultati sono buoni anche se la necessità di scattare ad alte sensibilità ha penalizzato un po queste immagini

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