Come realizzare video con le reflex. Parte 1: introduzione

Da due anni anche alcune reflex hanno la possibilità di riprendere video, a incominciare da Canon e Nikon, seguite poi anche da Pentax e Sony. Questa potenzialità mi ha subito appassionato, ma mi sono chiesto fino a quale punto sia possibile spingersi: realizzare  riprese video è molto diverso dal fare foto. Nelle prossime settimane pubblicherò alcuni articoli per approfondire il tema: oggi inizierò con una breve introduzione che servirà ad assaggiare le potenzialità e le difficoltà. Sospetto che al termine di questo percorso, molti di voi vedranno in modo diverso la propria macchina fotografica e affronteranno la visione di un film con una diversa consapevolezza.

Su internet potete trovare i video realizzati dai produttori per pubblicizzare le nuove capacità delle macchine fotografiche Canon Eos 550d, 60d e della Nikon D7000. Inseriamoli brevemente nel contesto.

Inizio dalle buone notizie:

  • i video promozionali realizzati con queste macchine fotografiche sembrano autentici, a differenza di altri video utilizzati per pubblicizzare le funzioni di macchine fotografiche compatte, che mostrano una qualità dell’immagine ed una profondità di campo decisamente poco plausibili per le condizioni di luce e per le dimensioni del sensore
  • la Canon 5d Mark II viene realmente utilizzata da professionisti come alternativa a ben più costose cineprese in virtù del costo ridotto, delle dimensioni del sensore, della disponibilità di ottiche luminose. E si è creato un vero e proprio mercato per l’affitto di queste apparecchiature, a fianco del mercato dell’affitto delle cineprese
  • è vero: si possono realmente ottenere ottimi risultati utilizzando queste macchine fotografiche. Come dire: il mezzo c’è; basta saperlo usare
  • con una reflex base con funzioni video e un’ottica fissa come un 50mm f1.8 da 100 € si possono fare meraviglie: grazie alle dimensioni del sensore e all’ottica luminosa di gran lunga superiori ad ogni videocamera (dal prezzo umanamente accessibile) è possibile giocare con la profondità di campo e i tempi di otturazione. Grazie alla straordinaria qualità dell’immagine e alla possibilità di utilizzare alti valori iso, è possibile sfidare Kubrick nell’uso delle luci naturali (andate a rivedere qualche scena di “Barry Lindon” se volete un assaggio)
  • aggiungendo un po’ di soldi ci si può sbizzarrire con effetti particolari sfruttando ottiche grandangolari

Tutto questo è vero ed è effettivamente alla portata di tutti. Ma per ottenere un video come quelli promozionali realizzati dai produttori occorre qualche avvertimento, iniziando da ciò che è più evidente, fino a qualche dettaglio più oscuro:

  • questi video sono realizzati montando numerosi spezzoni la cui durata media va da 1 a 4 secondi: realizzarli richiede più tempo della somma delle parti, infatti realizzare un cortometraggio di pochi minuti richiede una quantità di tempo spropositata, una lunga preparazione e numerosi materiali anche ad un esperto
  • i realizzatori hanno una lunga esperienza che gli permette di sfruttare al meglio i limiti del mezzo: osservate come viene utilizzata la messa a fuoco e come viene abbinata alla profondità di campo nelle diverse situazioni. Ricordate che un buon video richiede spesso la messa a fuoco manuale, e questa, se abbinata ad una ridotta profondità di campo, deve essere pianificata e misurata in anticipo: chi affitta le Canon 5d Mark II per le riprese offre un corredo di ottiche modificate con gestione della messa a fuoco manuale più flessibile e precisa, e in alcuni casi vengono realizzati complessi calcoli e meccanismi a camme o motorizzati e programmati al computer, che associano il movimento della videocamera alla gestione del fuoco
  • le luci sono sempre oggetto di un attento studio: gli automatismi della fotocamera aiutano, ma gran parte del lavoro viene svolto con strumenti al di fuori della portata del “regista” amatoriale
  • le riprese sono quasi tutte stabilizzate: vengono utilizzati treppiedi o appoggi di fortuna, ma in alcuni video è possibile osservare precise carrellate (un carrello montato su binari ad hoc per muovere la cinepresa), movimenti dalla gru, o più semplicemente l’utilizzo di steadycam (un semplice contrappeso sostenuto dall’operatore che, aumentando l’inerzia rallenta i movimenti ed impedisce quelli più bruschi)
  • il montaggio richiede precise precauzioni e contempla svariate tecniche, che vanno dalla tecnica del master (una ripresa generale che serve da riferimento per lo spettatore e per mantenere il filo della storia, e più riprese minori che mostrano i dettagli e i punti di vista dei personaggi) ad altre molto più complesse e dispendiose
  • la sceneggiatura è studiata accuratamente e non riguarda solamente i dialoghi: tra un film muto degli esordi di Errol Flynn e un capolavoro di Charlie Chaplin c’è un abisso, e la sceneggiatura è un elemento fondamentale. Quello che appare spontaneo è in realtà pianificato, provato e riprovato
  • la posizione delle persone e la geografia della scena non seguono le regole della vita quotidiana: i mobili e gli oggetti vengono spostati per ragioni pratiche o per compensare le differenze tra la realtà e la percezione dello spettatore (ci sono precise regole su quello che si deve, si può o non si può fare in modo che lo spettatore non si accorga di nulla), e i movimenti della cinepresa e degli attori devono seguire regole molto precise (esistono libri di centinaia di pagine per elencarle!)
  • la realizzazione di un breve video professionale vede il coinvolgimento di svariate figure ed esperienze: gli attori sono soltanto la parte più evidente, ma un enorme lavoro viene svolto dal regista, dallo sceneggiatore, dagli operatori della cinepresa, dal direttore della fotografia, dal montatore, dal tecnico del suono e da una miriade di altre figure che ruotano intorno al video. Queste figure lavorano all’unisono come una squadra, con precisi “rituali” che si sono sviluppati con gli anni e allo stesso tempo condividendo la responsabilità per il risultato finale

Questo articolo vuole essere il primo di una serie dedicata alle riprese video con le macchine reflex. Non sarà possibile addentrarsi negli innumerevoli “segreti” della regìa e della realizzazione di una film, ma fornirò un assaggio e qualche riferimento bibliografico per i più curiosi. Lo scopo principale sarà quello di approfondire la conoscenza della macchina fotografica reflex, di quello che può o non può fare la funzione video, dei suoni limiti e di come sfruttarli per trarne ottimo risultati.

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32 pensieri riguardo “Come realizzare video con le reflex. Parte 1: introduzione”

  1. ho appena ricevuto la mail, non ho ancora letto l’articolo, ho pensato di cogliere al volo l’occasione per salutarti, sei un grande ti seguo sempre. Ho letto e riletto:”volevo un mac”, devo lasciare la mia opinione perchè ci tengo.
    Rispetto al tuo blog, c’è uno spot di radio 24 che dice:”la passione si sente!”
    Complimenti ancora caro Francesco.
    p.s. mentre ti scrivo sto usando linux-mint

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  2. Bene bene bene, anzi benissimo, grazie per questo e i prossimi articoli. Ho giusto fatto un paio di video con la mia d7000 ed e’ vero (lo sapevo gia’ ma e’ una conferma) che bisogna quasi sempre usare un treppiede altrimenti viene il mal di testa a rivederli.Mi interessa soprattutto la gestione della messa a fuoco che e’ un po’ complessa. grazie, buona giornata e … aspetto. A presto.
    renzo

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  3. Bene, bene, bene, anzi benissimo. Grazie di nuovo per questo come per altri articoli sempre interessanti. Ho giusto fatto alcuni piccoli video con la mia d7000. Avendo usato per molto tempo una cinepresa sapevo già dell’esigenza del cavalletto, mi pare che con le fotocamere diventa quasi obbligatorio. Io ho avuto difficoltà con la messa a fuoco, quella automatica che a volte ha difficoltà ed è lenta, allora ho provato ad intervenire manualmente, poi però si reinserisce l’automatico, insomma mi ci sto impiccando un po’. Spero nelle tue spiegazioni, suggerimenti e/o trucchi per migliorare. Comunque quando tutto funziona questa fotocamera non ha nulla da invidiare alla mia vecchia sony in termini di nitidezza e ripresa in generale.
    Aspetto con pazienza, grazie tantissime. ciao
    renzo

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    1. Ciao Renzo,
      la messa a fuoco è IL problema del video. Se osservi il video realizzato con la D7000 riportato da Francesco (https://francescophoto.wordpress.com/2010/09/15/primo-video-con-la-d7000/), puoi vedere che per le riprese di oggetti in movimento viene utilizzato il più delle volte un diaframma chiuso per aumentare la profondità di campo (osserva le sequenze del furgone in movimento). Per le riprese con apertura ampia e profondità di campo ridotta, il fuoco viene fissato su un oggetto fermo (ripresa ravvicinata della mano che disegna sul furgone: osserva che viene messo a fuoco il disegno sul furgone, mentre la mano in movimento viene lasciata fuori fuoco). Quando nel finale i due amici di incontrano e si abbracciano, e mancano i riferimenti spaziali per misurare esattamente la messa a fuoco, i due entrano ed escono ripetutamente dal piano di fuoco.
      Spero di esserti stato di aiuto e approfondirò l’argomento in seguito.

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    2. Ciao Renzo, sono molto interessato alla Nikon d7000 ma l’unica cosa che mi frena sono i commenti non troppo entusiastici a livello video che ho letto sul web.
      Premesso che sono un amante degli apparecchi all-in-one, ma che ne le sony SLT ne le panasonic GH1 mi fanno impazzire, la mia attenzione è sempre stata rivolta verso canon 60 d o nikon d7000 sulle quali monterei per entrambi il 15-85 o 16-85, ma vengo al punto: sulla nikon d 7000 è possibile fare video in 1080 solo a 24 fps che pare sia lo standard cinematografico, ora noi in italia utilizziamo il PAL (25 fps), hai per caso avuto dei problemi in fase di conversione……che so DVD per esempio? oppure in fase di visualizzazione sulla tv direttamente dalla fotocamera o attraverso un HD multimediale? perche leggendo si dice che ci siano problemi di scattosità, ma che secondo me non dipendono dallo standard ma piuttosto da un cattivo utilizzo del mezzo.
      Altra questione era quella del fuoco, ma quello è un problema comune a tutte le dsrl che credo si possa risolvere chiudendo il diaframma.
      Ancora una cosa: con il settaggio manuale dei parametri video (che pare sia molto intuitivo con la 60D) come ti trovi?
      Grazie mille
      PS: chiaramente le domande sono rivolte anche a Francesco e Simone (mi pare di aver capito che Francesco abbia acquistato la d 7000 e quindi credo avra provato queste questioni)
      saluti

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      1. Ciao Carlo,
        i problemi di scattosità sono dovuti principalmente ai tempi di otturazione: se il soggetto o la scena si muovono rapidamente, è opportuno impostare tempi di otturazione più lunghi possibili (ovviamente inferiori al numero di frame per secondo), in modo che ogni fotogramma risulti mosso, perché questo aiuta l’occhio a percepire il movimento e aiuta i software di conversione del framerate a realizzare una conversione più fluida.

        In un esterno ben illuminato, per esempio, il movimento di un’automobile potrebbe essere ripreso a ISO100 con tempi di otturazione di 1/500 di secondo, ma questo genererebbe un filmato poco fluido. Si può ridurre il diaframma per allungare i tempi di otturazione, ma questo influisce sulla profondità di campo. In alternativa si possono utilizzare filtri ND (neutral density).

        Comunque è chiaro che l’ideale sarebbe di riprendere e visualizzare i filmati con lo stesso framerate. Accorgimento che non elimina tutti i problemi di scattosità.

        Simone

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        1. quindi mi confermi che lo stadard 24 fps di fatto non influisce??
          si, leggevo che il tempo di otturazione ideale è intorno a 1/60, all’esterno tutto sommato sarebbe l’ideale con un diaframma f 16 la profondita di campo sarebbe praticamente da poco all’infinito, e non ci sarebbe il problema del fuori fuoco

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          1. Francamente non so se 1/60 è il tempo ideale, so che è il tempo “standard” della pellicola, nel senso che inizialmente veniva esposta per metà del tempo, cioè tra 1/50 e 1/60 di secondo. Poi sono migliorati i meccanismi ed è nata la possibilità di aumentare o ridurre i tempi di esposizione, sempre entro i limiti fisici della pellicola. Il fatto di avere tutto a fuoco può essere una scelta, ma in altri casi è importante evidenziare un dettaglio e lasciare lo sfondo sfuocato. In generale, realizzare un buon filmato richiede scelte complesse che tengano conto dei limiti dello strumento e di chi lo utilizza: scegliere di avere tutto a fuoco facilita il lavoro, ma limita le scelte creative.

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            1. Ciao Carlo e ciao Simone, purtroppo non sono di molto aiuto, oltre ai 5 piccoli video che ho menzionato, non ne ho realizzati altri. Qui a Luanda dove mi trovo non e’ consigliabile andarsene in giro con questi giocattoli. Un paio di video di pochi secondi li ho fatti di passaggio a roma a s.pietro durante la beatificazione di GPII. Li ho usato il 70-300 e francamene devo ancora capire cosa significhi il fuoco continuo o automatico. Infatti ho zoommato verso la basilica, tutto è andato fuori fuoco e in automatico non succedeva nulla, ho schiacciato a metà corsa il pulsante di scatto e la macchina ha rimesso a fuoco. Invece con il 16-85 ho ripreso una cascata qui in angola e le cose sono andate meglio. Non ho fatto altri esperimenti perchè è un po’ che il video non mi attira molto, posso però confermare quello che ho già detto, quando tutto è a fuoco i video sono belli e nitidi e si vedono bene sul televisore, ho collegato la fotocamera attaverso un video-registratore. Non ho notato questa scattosità di cui parlate, i movimenti a scatto che ci sono (nei miei video) dipendono dai movimenti scomposti della mia mano che tenta di usare lo zoom. (mi rifiuto di andare in giro con il cavalletto). Tra l’altro non so ancora come si fa ad impostare manualmente il diaframma e i tempi di ripresa e non ho provato a riversare su dvd; dopo aver letto voi, ho provato a vedere i dati dei video fatti ma la macchina non mi fa vedere nulla, mi dice solo il tipo di obiettivo che sto usando, poche altre informazioni generiche, ma diaframma e tempi niente. Infatti aspettavo il secondo tempo delle istruzioni di simone per imparare qualche cosa in più.
              Mi spiace di non poter essere utile più di tanto, ma qui c’è chi ne sa molto.
              ciao,
              renzo

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              1. sul web ci sono dei tutorial per l’utlizzo della nikon d7000 (sono in inglese)
                a dire il vero l’utilizzo del movie è un po macchinoso
                per lo zoom ti consilgio di non utilizzarlo troppo durante i video……. in fase di visione di fa venire il mal di testa
                molto meglio fare delle mini clip con escursione focale differente, e soprattutto qualdo muovi la macchina durante una ripresa fallo molto lentamente
                ciao

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      2. Carlo,
        io con la D7000 faccio foto e ho provato raramente la unzione video, per la quale ti rimando alle risposte di Simone.
        Dalle prove che ho fatto però mi è sembrato che la Canon 60D sia più adatta per i video. Oltre allo schermo orientabile nei pochi video che ho girato mi è sembrato che riesca a mantenere a fuoco i soggetti im movimento meglio della Nikon, premendo quando necessario il pulsante di scatto. L’AF-F della Nikon infatti è molto lento e spesso perde il fuoco.
        Ciao, Francesco

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        1. si
          a dire il vero lo immaginavo
          pero la nikon in mano ti da veramente delle belle sensazioni, la gommosita del caucciu è ottima
          bah, mo vedremo
          grazie a tutti
          (tra l’altro con il 15-85 costa pure meno della 60d, poca roba ovvio)

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      3. in realtà sul framerate ci sarebbe da fare un discorso bello lungo. anzi, mi hai dato un’ottima idea: ne parlerò sul mio blogghettino appena nato… in genere bisogna mantenere un tempo di otturazione che sia un multiplo dei fotogrammi al secondo che usi. perciò, con 25fps, il migliore sarebbe il 1/50 di secondo… e poi entrano in gioco tutte le questioni riguardo la frequenza della luce, eccetera eccetera…

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        1. Ciao Videoreflex,
          sì, in effetti anche io avevo trovato questo: un’esposizione tra 1/50 e 1/60 di secondo per le riprese a 25-30 immagini al secondo è ottimale nella gran parte dei casi, perché è un buon compromesso che consente all’occhio di percepire i movimenti in modo fluido senza che gli oggetti lascino la scia. Poi c’è la questione della frequenza di funzionamento dell’illuminazione artificiale.

          Il vincolo è fisiologico, legato al modo e alla velocità di funzionamento dei neurotrasmettitori visivi del cervello umano, che devono avere il tempo di percepire correttamente l’immagine che entra nella zona centrale di un neurone visivo, che attraversa la zona periferica (questa parte è fondamentale affinché il cervello ricostruisca la fuidità del movimento) e che esce dall’area percepita dal neurone. Questa velocità di percezione da parte dei neurotrasmettitori e del cervello è relativamente costante nell’uomo. I felini hanno una velocità di percezione maggiore (quindi vedono i fotogrammi dei cinema alternati al buio, o vedono i movimenti di una trasmissione teleisiva a scatti), ma la capacità di elaborazione del cervello è inferiore.

          Sicuramente ci sono delle implicazioni per la tecnica cinematografica che superano le considerazioni puramente fotografiche.

          Simone

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  4. Grazie Francesco, proponi sempre degli articoli davvero emozionanti. Io realizzo spesso dei video con la mia Pentax k7. Chiaramente obbiettivi sempre luminosissimi, l’85 da 1.8 o il 50 1.4…specie per gli interni. Messa a fuoco manuale. Il problema fondamentale è il fuoco sicuramente e bisogna smanettare proprio tanto per portare a casa qualcosa di valido. Però la qualità dell’immagine finale è sempre buonissima poste attenzioni particolari per la ripresa… Un sensore 23,7mm x 15,7mm
    rispetto ad un 1/3” di una videocamera è un bestione… Anche io stavo proponendo un articolo sostanzialmente simile, che portava confronti i sensori delle foto e video camere. Il vantaggio delle video è di avere una messa a fuoco chiaramente automatica e migliore e un più rapido aggiustamento delle variazioni di esposizione, forse anche un consumo di memoria inferiore… Che impostazioni utilizzate in genere. Io mi trovo a riprendere in Hd e comprimere in formato mpg2 pal 25 f per ottenere una immagine buona e allo stesso tempo leggera…

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    1. Jacopo, ti ringrazio ma l’autore dell’articolo è Simone. L’esperto di video è lui quindi risponderà lui alle tue domande.
      Ciao, Francesco

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    2. Ciao Jacopo,
      la compressione video pone problemi diversi rispetto alla compressione delle foto: infatti non è possibile con i mezzi attualmente a disposizione di un utente medio sfruttare una compressione senza perdita di informazioni, come il formato RAW delle foto. Attualmente il formato migliore per qualità per comprimere i video sembra essere l’AVCHD, ma in termini di portabilità è migliore l’MPEG2 (quello usato per i DVD) perché richiede mimore potenza di elaborazione per la riproduzione dei video. Lo standard utilizzato però dice poco riguardo alla qualità del software di conversione, che può utilizzare i più disparati algoritmi, esattamente come avviene per la compressione JPEG.

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      1. Ciao Francesco, ti ringrazio per le precisazioni… Ringrazio anche Simone per la replica. Vi invito a visionare e specialmente a commentare molto criticamente il mio post in riguardo… http://www.notitiae.info/2011/03/12/i-sensori-degli-apparecchi-digitali-videocamere-e-fotocamere/
        L’argomento video è abbastanza complicato a comprendere e probabilmente possono esserci molti errori nel mio tentativo. Un saluto … e buon lavoro. Aspetto anche le prossime puntate video SU Francesco’sPhoto. Grazie di nuovo… Jacopo

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        1. Ciao Jacopo,
          bell’articolo, complementare a quelli che sto scrivendo. Ti rigrazio per avere inserito il link a questo blog.

          Per completare la tua panoramica dei sensori, aggiungerei che nel video si sono attestati principalmente due usi: la pellicola da 36mm per il cinema professionale, in virtù delle sue qualità e delle sue peculiarità, attorno alle quali è cresciuto un intero “distretto industriale” che fatica ad essere rimpiazzato dal digitale a causa delle profonde differenze tecniche. I sensori di piccole dimensioni per la televisione, per l’esigenza della diretta e per le limitazioni tecnologiche in cui sono nate le cineprese digitali. L’industria della pubblicità fa un poco da ponte, cercando di sfruttare le più recenti innovazioni e di conservare allo stesso tempo le conquiste della celluloide.

          Infine una precisazione: la scelta delle dimensioni dei sensori non è soltanto una questione di costi, ma anche di praticità. Il formato 36mm è nato e si è diffuso soprattutto con il fotogiornalismo. Il medio formato è perlopiù relegato alle foto in studio (ed è ancora ampiamente utilizzata la pellicola, con l’aiuto della carta Polaroid per le prove, una sorta di live-view ante litteram). Allo stesso modo per alcuni video il piccolo sensore e le caratteristiche tecniche delle videocamere di fascia economica possono essere la scelta migliore.

          Le ultime reflex permettono a un fotoamatore di realizzare video che hanno molte caratteristiche in comune con il cinema: a quel livello il video diventa estremamente complicato e la conoscenza dei limiti e di alcune tecniche può fare una grande differenza.

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        2. A causa delle modifiche tecnologiche di ottimizzazione dei siti (impongono maggiore chiarezza a partire dall’url che meglio contenga il solo indispensabile e una chiarezza, tagliando via numeri, date ecc…), ho voluto aggiornare le snippet di tutti gli articoli del sito e pertanto il link suggerito è stato mosso al seguente indirizzo url ti chiedo cortesemente di aggiornarlo, grazie Francesco —> http://www.notitiae.info/i-sensori-degli-apparecchi-digitali-videocamere-e-fotocamere/ -buona lettura a tutti.

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            1. Grazie Francesco! Buon lavoro! — Forse è meglio che modifichi il link togliendo 2011/03/12 scritto sul testo del mio commento del 15 marzo 2011 delle 16:24. Così non abbiamo backlink errati che penalizzano —

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  5. Sto facendo le prove con la Nikon D5100. Sto meditando seriamente di acquistare un microfono esterno mono direzionale (circa 100 euro) per ottenere una traccia audio decente e immersa nel contesto da associare ai video: mi sono reso conto che la qualità dell’audio è tanto importante quanto la messa a fuoco, e ritengo che questi siano i due problemi principali da affrontare nelle riprese video, che determinano gran parte della qualità. Un buon trucco consiste nel sostituire l’audio registrato nel contesto con la musica, ma pare che nel 95% dei casi il microfono esterno mono risolva il problema permettendo di registrare anche l’audio con qualità quasi professionale.

    Vi aggiornerò, e nel frattempo vi chiedo se qualcuno ha già esperienze in merito.

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  6. Nell’attesa vi segnalo un blog in lingua inglese che promette di insegnare a realizzare video con le reflex: http://www.learningdslrvideo.com/

    In particolare si concentra su Canon 550D, sugli aspetti tecnici e sul materiale necessario: http://www.learningdslrvideo.com/gear/

    Interessante la disponibilità per Canon del software MagicLantern, sviluppato da fotoamatori inizialmente per la Canon 5D Mk II e successivamente esteso alle nuove reflex Canon con funzionalità video.

    Nella lista il microfono mono che ho intenzione di acquistare (Rode Videomic).
    La lista di obiettivi dipende ovviamente da svariati fattori, inclusa la disponibilità finanziaria e il parco preesistente. Il pannello riflettente è un’ottima soluzione economica per risolvere molte situazioni di luce: il flash non funziona per i video.

    Il sistema di microfoni wireless mi sembra eccessivo: oltre una certa qualità di registrazione del suono la fotocamera non va, e a quel punto è opportuno servirsi di un sistema separato. L’autore del blog è un tecnico del suono, e forse cerca di mettere troppa carne al fuoco per i possessori di Dslr.

    Steadycam, spider dolly e slider, invece, sono attrezzatture specifiche per muovere la videocamera con movimenti fluidi e controllati: non mi sembrano prioritari, a meno di essere già grandi esperti.

    Nell’insieme il blog mi piace, e contiene anche un confronto tra Canon 550D (con MagicLantern) e Nikon D5100.

    Simone

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  7. ciao ,

    ma volendo invece acquistare una videocamera digitale intorno ai 400- 500 euro, a prescindere dalla marca, quali consigli ritenete di darmi? so che nel sito si parla di reflex, ma oltre alla d 5100 che ho vorrei acquistare una buona videocamera con scheda.Potreste consigliarmi?Quali caratteristiche dovrei guardare?

    grazie

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    1. Ciao Giovanni,
      non so aiutarti nel senso che non seguo molto il mercato delle videocamere. Secondo me le valutazioni che dovresti fare sono:

      – dimensioni del sensore e se ha tre sensori, uno per colore: queste due caratteristiche migliorano la qualità dell’immagine in scarsa luce e il dettaglio
      – zoom: penso che uno zoom oltre 15-20x non sia molto utile. Oltre queste misure, preferirei lo zoom più esteso in grandangolo perché offre maggiore creatività
      – ergonomia: se possibile prova la praticità della vdeocamera, la facilità d’uso e la disposizione dei pulsanti, o il funzionamento del touch screen
      – presenza di un mirino elettronico, che aiuta quando c’è troppa luce
      – presenza di un attacco per un microfono esterno

      Credo che in quella fascia di prezzo potresti trovare anche alcune con la possibilità di svariate impostazioni manuali (bilanciamento del ianco, blocco dell’esposizione, etc) e forse anche la possibilità di messa a fuoco manuale. Non so se sia utilizzabile nella pratica, senza un mirino o un aiuto alla messa a fuoco. Ma in generale, bilanciamento del bianco e blocco dell’esposizione credo siano le due funzioni più importanti (confido che qualcuno mi correggerà eventualmente): tropp pulsanti e funzioni su una videocamera compatta sono inutilizabili.

      Simone

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  8. Sono molto interessato ai video e per ora uso una videocamera …. da quanto ho capito sostituirla con una reflex migliorerebbe la qualità della immagine ma peggiorerebbe tutto il resto ? Intendo dire stabilità, audio, zoom, messa a fuoco ? Con la telecamera risulta tutto molto semplice ma anche tutto molto amatoriale ! Purtroppo la maggior parte delle riprese che farei (in montagna, al mare o altro) sarebbero a mano libera quindi da quello che ho capito sarebbe molto difficile usare una reflex o comunque una fotocamera adatta anche al video, o sbaglio ?? Grazie comunque per l’ottimo articolo.

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    1. Ciao Federico,
      ovviamente la qualità dell’immagine dipende dalla videocamera: se è una buona videocamera con tre sensori, per esempio, il risultato può essere migliore rispetto alla reflex.

      I vantaggi di utilizzare la reflex sono:
      – sensore di dimensioni maggiori rispetto alle videocamere amatoriali, con migliore gestione della profondità di campo
      – possibilità di cambiare gli obiettivi, utilizzando per esempio ottiche fisse (35mm/f2) abbastanza economiche ma molto luminose e di ottima qualità per le riprese serali o al chiuso

      Però se non hai intenzione di fotografare, la reflex per rapporto qualità/prezzo per i video non è necessariamente migliore di una videocamera, perché non è fatta specificamente per girare i video.

      Mi sembra che potresti ottenere un risultato migliore portando con te un treppiede compatto o una steadycam (praticamente un contrappeso che impone inerzia ai movimenti della macchina, rendendo i movimenti più fluidi e i video più gradevoli).

      Simone

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  9. ciao francesco e buone feste.
    volevo porti questo quesito: ho una d5100 e da poco ho acquistato un microfono esterno ( sg108 sembra piuttosto comune su internet) con lo scopo di ridurre i rumori dell’autofocus.
    nonostante tutto il rumore resta. infatti posizionando il microfono sulla slitta questo registra i rumori dell’autofocus. per evitare il problema devo allontanarlo ed a questo punto il vantaggio di avere le mani libere si perde. volevo sapere se questo accadrebbe anche con il microfono nikon ME1 oppure devo intervenire su qualche comando della fotocamera per annullare i rumori dell’autofocus continuo?. spero di non aver buttato i soldi inutilmente.
    di nuovo tanti auguri
    antonio

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