Equivalenza su DPReview

DPReviewLeggo sempre DPReview in quanto il suo database di fotocamere, obiettivi ed altro materiale è sempre un’informazione preziosa.
Molte volte però non mi sono trovato d’accordo con le sue valutazioni tecniche ed i suoi articoli, sopratutto quelli in cui sostenevano che l’aumento di pixel nei sensori era inevitabilmente causa di maggiore rumore nelle foto. Ho scrtto infatti a suo tempo veri articoli per contestare questo fatto e dimostrare che il rumore prodotto da un sensore è inversamente proporzionale alle sue dimensioni, cioè alla quantità di luce totale che raccoglie.
Il rumore quindi, o meglio il rapporto segnale/rumore dipende dalle dimensioni del sensore e migliora in modo proporzionale a questa a parità di output, cioè di dimensioni di visualizzazione esterna, video o stampa che sia.
Questa tesi è stata sostenuta a suo tempo anche dalla redazione di Tutti Fotografi e di Progresso Fotografico, la più antica e autorevole rivista di fotografia italiana.
Ora DPReview con il suo articolo di oggi What is equivalence and why should I care? sostiene esattamente queste cose e le dimostra con dei buoni esempi fotografici.

Meglio tardi che mai, evidentemente hanno assunto qualcuno che ci capisce di fotografia oltre che di web.

La cosa comica è che l’idea e lo spunto per i miei articoli sono stati alcuni commenti pubblicati anni fa proprio in uno dei forum di DPReview. Leggendoli, approfondendo gli argometi, ricercando altri scrtti degli autori e ragionandovi un po’ su sono arrivato alle conclusioni che ho esposto negli articoli:

Sfatiamo i miti: più pixel più rumore

Sfatiamo i miti: più pixel più rumore 2

Sensori, pixel e rumore

Equivalenza

Equivalenza in pratica

Come confrontare la qualità d’immagine di fotocamere diverse

 

Le conclusioni di questi articoli, come quelle di Progresso Fotografico e immagino in futuro anche quelle di DPReview sono state contestate da alcuni “guru” dei pixel basandosi su pubblicazioni e testi scientifici, distribuzioni gaussiane ed altro. Purtroppo costoro commettono il grave errore di focalizzarsi sul comportamento del singolo pixel e non sull’insieme di milioni di pixel che compongono una foto. Estremizzando i loro ragionamenti il sensore ideale dovrebbe avere solo quattro pixel, uno blu, due verdi ed uno rosso, per minimizzare il rumore. Peccato che potrebbe riprodurre solo un punto!

Quello che non viene considerato da chi ragiona a livello di pixel è che una foto è composta da milioni di pixel, che più questi sono maggiore dettaglio contiene, che le foto vanno confrontate a parità di dimensioni di visualizzazione e che una foto proveniente da un sensore di dimensioni più grandi è ingrandita di meno di una foto proveniente da un sensore di dimensioni più piccole a parità di dimensioni di visulizzazione esterna, indipendentemente dal numero di pixel.
Invece molti usano un confronto con visualizzazione al 100 % su schermo totalmente fuorviante se le foto di partenza non hanno lo stesso numero di pixel.

 

Informazioni su questi ad

15 pensieri su “Equivalenza su DPReview”

  1. Innanzi tutto complimenti per gli articoli, dai quali ho imparato molte cose. Volevo porgerti un quesito: dando per assodato che il numero dei pixel non influisce sul rumore dell immagine ma bensì la dimensione del sensore, come spieghi il fatto che spesso ( o quasi sempre ) a parità di dimensione , un sensore con maggior numero di pixel produce un ‘immagine più critica e comunque di qualità mediamente inferiore?
    Gli esempi non mancano, abbiamo molte compatte cosiddette ” premium ” con sensore 2/3 di pollice che producono immagini migliori delle concorrenti con 16 m pixel. Bisogna poi considerare quelle reflex professionali ( come Nikon df e Canon d1x ) che pur avendo un sensore 24×36 presentano un numero di pixel molto basso e questo gli permette di ottenere risultati eccellenti soprattutto ad alti Iso, come si spiega questo ? Tutto ciò farebbe desumere che esiste comunque un limite “fisico” come numero di pixel oltre il quale è consigliabile non andare ( ovviamente con le tecnologie attuali ). Concludendo io penso che è sicuramente vero che più pixel non danno più rumore e ciò dipende dalle dimensioni del sensore ma è anche vero che attualmente esiste comunque un “limite” oltre il quale troppi pixel generano un deterioramento dell’immagine.
    Ti sarei grato se mi dessi la tua opinione in merito.
    Grazie è saluti.
    Rino

    1. Rino,
      rispondo ben volentieri alle tue domande.
      Premetto che l’argomento è complesso, di difficile valutazione e soggetto a numerosi fattori variabili che possono alterare risultati e conclusioni.
      Partiamo da un presupposto che è quello di valutare la qualità di un’immagine in termini di risoluzione e pulizia, cioè rapporto segnale/rumore, lasciando perdere i colori. Questo perchè i colori sono un’interpretazione del software che effettua la demosaicizzazione nella conversione da raw a jpeg o tiff, almeno per i sensori di tipo Bayer che sono quasi la totalità di quelli usati nelle attuali fotocamere se si escludono le Sigma con sensore Foveon.
      La qualità d’immagine si può valutare strumentalmente o visivamente, ma visto che il fine del fotografo è quello di produrre immagini e non grafici la valutazione visiva ha un’importanza preponderante. Questa deve essere fatta confrontando le immagini a parità di dimensioni o di stampa o su video, altrimenti è evidente che in un’immagine più ingrandita di un’altra saranno ingranditi maggiormente anche i difetti compreso il rumore. Oltretutto si dovrebbe usare una catena di visualizzazione controllata e sempre uguale per tutte le immagini. La stampa, che una volta era l’unico strumento con cui si potevano vedere le foto (escluso le dia) presenta però l’inconveniente di aggiungere un ulteriore passaggio elaborativo che potrebbe in parte alterare il risultato, anche se non è da scartare se il fine delle fotografie è proprio stamparle.
      Lo schermo di un pc può essere uno strumento adeguato, ma si deve usare un monitor di qualità, obbligatoriamente con tecnologia IPS che non altera i colori secondo l’angolo di visione, di grandi dimensioni, con risoluzione al meno Full HD e correttamente calibrato.
      Per fare si che le foto siano valutate alle stesse dimensioni è poi necessario che queste abbiano lo stesso numero di pixel in modo che sullo schermo siano viste alla stessa grandezza. Se quindi le foto provengono da fotocamere con diverso numero di pixel, indipendentemente dalle dimensioni del sensore, è necessario ridimensionarle riducendo quelle più grandi alle dimensioni delle più piccole. E’ scorretto e sbagliato fare il contrario perchè ingrandendo una foto non si aggiungerebbe nessuna informazione, ma solo pixel in più estrapolati da quelli esistenti.
      Questa è la procedura con cui confronto le foto anche per valutarne il rapporto segnale/rumore, oltre che effettuando delle misure.
      Purtroppo anche questo non assicura una certezza dei risultati perchè questi dipendono da molti fattori compreso il software usato per la conversione da raw a jpeg (o tiff). Sarebbe bello se fosse possibile vedere direttamente le foto in raw, ma queste non sono foto ma dei file in cui è indicata per ogni pixel la quantità di luce misurata dal sensore attraverso il filtro colorato blu, verde o rosso, con un formato proprietario e diverso per ciascuna macchina. E’ necessario quindi convertire questi file in file di tipo jpeg o tiff, file interpretabili come un insieme di punti colorati dai software di visualizzazione.
      Ogni software di conversione raw però ha un suo comportamento, diverso ciascuno dagli altri e anche azzerando in ciascuno la funzione di eliminazione del rumore e ogni altro parametro di modifica dell’immagine convertendo la stessa foto raw con due programmi diversi si ottengono risultati diversi. Eclatante il caso delle Olympus che ottengono risultati eccezionali con il software proprietario Olympus e solo discreti con altri programmi: il rumore è molto più ridotto, ma anche ad un’attenta analisi si scopre che nessun dettaglio è andato perduto come di solito avviene quando si sottopone una foto ad una riduzione di rumore.
      In linea di massima i software forniti dai produttori forniscono i migliori risultati, tranne eccezioni, quindi non è nemmeno valida la scelta di usare sempre lo stesso software per tutte le conversioni in quanto si potrebbero avere risultati migliori per qualche fotocamera e peggiori per altre. Per questo motivo io uso il software fornito con la fotocamera anche perchè questo farebbe il fotografo che non voglia acquastare un ulteriore software.
      La qualità delle foto inoltre dipende fortemente dalla tecnologia dei sensori, oltre che ovviamente dall’obiettivo utilizzato.
      Le considerazione fatte da me come da DPReview sul comportamento dei sensori riguardo al rapporto segnale/rumore in funzione delle loro dimensioni e del numero d pixel possono essere applicate solo a sensori di pari livello tecnologico. Con questo non si intende solo CMOS o CCD, ma tutto il livello tecnologico del sensore, microlenti, retroilluminazione, circuiti di lettura ed amplificazione del segnale. Se a ciò si aggiunge anche che molti produttori operano correzioni del segnale e riduzioni di rumore prima della scrittura del file raw la cosa diventa ancora più incerta.

      Nonostante questo comunque in linea di massima le misure e le valutazioni visive delle foto concordano abbastanza bene con la teoria cioè che il rapporto segnale/rumore dipende dalle dimensioni del sensore e non dal numero di pixel.
      Questo l’ho constatato in pratica con centinaia di foto dello stesso soggetto (il panorama notturno di San Pietro che pubblico nelle prove) normalizzate a 10 Mpx. Ci sono differenze ed alcune eccezioni (Olympus), ma si vede che le fotocamere con sensore più grande presentano sempre un rapporto segnale rumore migliore di quelle con sensore più piccolo, indipendentemente dal numero di Mpx.
      In particolare considerando le fullframe non ho foto di Canon 1Dx e Nikon D3s e D4 nelle condizioni standardizzate di prova. Esaminando quelle che ho, dalla Canon 6D con 20 Mpx, la 5D III con 22, le Nikon D600 e Sony A99 con 24 e le Nikon D800 e Sony A7R con 36, fatte tutte con obiettivi di elevata qualità e ridotte a 10 Mpx, si vede che in tutti i casi il rumore presente è allo stesso livello, mentre le foto derivanti da originali con un maggiore numero di pixel conservano un maggiore dettaglio ed una maggiore nitidezza. Se invece si confrontano le foto alla grandezza originale si vede che quelle che con più Mpx presentano un maggiore rumore.
      Questo è il motivo per cui le fotocamere come la Canon 1Dx, la Nikon D4 e aggiungo la Sony A7S visivamente presentano un’immagine più pulita: visualizzata al 100 % sul video la loro immagine è più piccola.
      In realtà questo vuol dire che, a parità di immagine virtuale che si forma sul sensore e che da questo viene registrata, l’immagine visualizzata è ingrandita di meno per le fotocamere con meno Mpx e di più per quelle con un numero maggiore di Mpx. Questo vuol dire che tutti i difetti, compreso il rumore, sono ingranditi più o meno.
      Un discorso di questo tipo è compreso molto bene dai fotografi che hanno esperienza di foto a pellicola, molto meno dagli esperti di elettronica e di sensori. Molti di questi per valutare il rapporto segnale/rumore fanno riferimento al singolo pixel, e basandosi su teorie vere e distribuzioni gaussiane corrette concludono che più è piccolo minore è il rapporto segnale/rumore del sensore. Così facendo però estrapolano il comportamento del singolo pixel non solo all’insieme del sensore, ma all’intero processo fotografico, dalla formazione dell’immagine sul sensore da parte dell’obiettivo alla sua visualizzazione su schermo o stampa, e ciò non è corretto.
      Infine chiedi se c’è un limite al numero di pixel. C’è sicuramente e questo è dato dalla sua dimensione che non può scendere sotto quella della lunghezza d’onda della luce. Poichè la luce rossa ha una lunghezza d’onda di 700 nm si vede che un sensore da 1/2,3 (6,17×4,55 mm) con 20 Mpx (5152×3864 pixel), come quelli montati da alcune compatte, ha un pixel delle dimensioni di circa 1200 nm, quindi molto vicino al limite. Invece un sensore fullframe (36×24 mm), come quelli della Nikon D810 e dalla Sony A7R, con 36 Mpx (7360×4912 pixel) ha un pixel di dimensioni di circa 4900 nm ben lontano dal limite.
      Il numero di pixel ridotto di fotocamere come la Canon 1Dx e la Nikon D4s è dovuto alla loro velocità di raffica. Le foto scattate a velocità di 11 o 14 fg/s generano un’enorme quantità di dati che deve essere elaborata dall’elaboratore della macchina prima di essere scritta sulla scheda. Il limite alla quantità di dati è quindi dovuto alla sua velocità e per aumentare il numero di foto al secondo se ne diminuisce la dimensione. Infatti nel caso di Nikon si può vedere che la D4s e la D810 che usano lo stesso elaboratore Expeed 4 elaborano al massimo la stessa quantità di dati (11×16 Mpx o 5×36 Mpx), mentre Canon per ottenere un’elevata velocità dalla 1Dx (14 fg/s) l’ha dotata di due elaboratori Digic 5+ oltre che diminuire un po’ il numero di pixel (18 Mpx) rispetto alla 5D III che ha un solo Digic 5+, ma 22 Mpx e fa al massimo 6 fg/s.

      Spero di essere stato abbastanza chiaro, ma eventualmente scrivimi di nuovo.

      Ciao, Francesco

      1. Certo la materia è complicata, però come si spiega la differenza di rumore tra la A7r (36 mpx) ed A7s (12 mpx) se non in dipendenza del solo minore numero di pixel a parità di dimensione sensore?
        Fra le due macchine, riportando le immagini a 10 mpx come fai tu, è davvero così più definita la A7r?
        Scusa le mie domande da profano, ma questi ragionamenti sono molto interessanti a stimolanti.
        Ciao, Pietro

        1. Pietro,
          io non ho ancora potuto provare la Sony A7S (spero di averla presto, vero Sony?)ed ho le mie foto standard solo per la A7R.
          Per il confronto fra le due mi devo basare quindi sull’unica foto pubblicata da DPReview. Poichè non mi basta certo il confronto con i “francobolli” visivi proposti da loro, anche se finalmente si sono decisi a normalizzarne le dimensioni a quelle della foto più piccola, mi sono scaricato i raw e li ho convertiti con Sony Image Data Converter con riduzione del rumore disabilitata. Poi ho anche ridimensionato le foto a 10 Mpx e le ho confrontate.
          Non posso e non voglio pubblicare in un articolo foto non mie, ma le ho caricate comunque sul blog e sono raggiungibili agli indirizzi:
          A7R 25600 ISO
          A7S 25600 ISO
          Sono le foto, a formato intero, scattate da DPReview a 25600 Iso con la A7R e la A/S.
          Confrontandole l’una accanto all’altra sul mio monitor di riferimento con visualizzazione al 100% si può vedere che il rumore è praticamente identico. Ciò dimostra che il rumore non dipende dal numero di pixel.
          Anche la definizione in questo caso è la stessa. Alla A7R resta però il vantaggio che usando il suo fotogramma a dimensioni originali, magari a sensibilità inferiori, questo conterrà più dettagli che quello dell’A7S.
          Quando potrò provare la A7S potrò essere più preciso anche con le misure.
          Ciao, Francesco

  2. Grazie Francesco delle tue delucidazioni molto esaustive, rimane una precisazione inerente il limite del pixel in funzione della lunghezza d’onda della luce. Secondo te un pixel più grande come ad esempio quello di una ff ( 4900 nm ) non dovrebbe avere una efficienza migliore di quello di una compatta essendo parecchio lontano dal suddetto limite della lunghezza d’onda della luce (700 nm) ?
    Altra questione: I limiti del’ obiettivo, mi spiego: ogni obiettivo ha un limite di risoluzione cioè in poche parole riesce a distinguere i dettagli fini entro un certo limite ,il limite appunto della sua capacità di risoluzione . Aumentando a dismisura il numero dei pixel di un determinato sensore a mio avviso si arriva al punto in cui l’ obiettivo non riesce più a “leggerli” creando una sorta di confusione tra i dettagli vanificando la prestanza del sensore ricco di pixel.
    Se condividi queste affermazioni secondo te e’ sempre preferibile avere apparecchi con sensori dotati di molti mpixel ?

    In attesa di un tuo riscontro ti saluto.
    Ciao, Rino

    1. Rino,
      nel valutare la qualità di una foto è sbagliato considerare il comportamento del singolo pixel e non dell’insieme di tutti i pixel, come nel comportamento di un essere vivente è sbagliato considerare il comportamento di una singola cellula e non di tutto l’insieme.
      La questione sui limiti degli obiettivi invece ha la sua importanza. Chiariamo preliminarmente che l’obiettivo non “legge” i pixel, semmai sono i pixel che leggono le informazioni proiettate sul sensore dell’obiettivo.
      Se la risoluzione dell’obiettivo è inferiore a quella del sensore vuol dire che il minimo dettaglio distinto dall’obiettivo sarà registrato da più pixel: non si sfrutterà al massimo il sensore, ma non si avrà perdita di informazioni. Usando un obiettivo più performante si potrà avere una maggiore nitidezza.
      Se invece l’obiettivo ha una maggiore risoluzione del sensore questo non potrà registrare tutto il dettaglio che gli arriva e si avrà pedita di informazioni: sarà come se si usasse un obiettivo di qualità inferiore.
      In conclusione anche da questo punto di vista è meglio avere un sensore con più pixel che con meno.
      Ciao, Francesco

    2. Rino,
      in fotografia non ci si può limitare a considerare il comportamento del singolo pixel come non si poteva a suo tempo limitarsi a considerare il comportamento del singolo granello di alogenuro d’argento sulla pellicola.
      La foto è un insieme di pixel e la superiorità dei sensori più grandi dipende dal fatto che questi ricevono una superiore quantità totale di luce con di conseguenza un migliore rapporto segnale/rumore.
      A molti 36 Mpx su un senore fullframe sembrano eccessivi quindi ricordo che il formato APS/DX ha una superficie pari al 42 % del fullframe, il Micro 4/3 al 25 % e il formato 1″ al 13,5 %. Se consideriamo che esistono sensori di buone prestazioni con 24 Mpx per APS, 16 per Micro 4/3 e 20 per 1″ si vede che 36 Mpx su fullframe equivalgono circa a 41700 pixel per mmq, 24 per APS a 65600 per mmq, 16 per Micro 4/3 a 71500 e 20 per 1″ a 172400 si vede che la densità di pixel di una fullframe di questo tipo è ben lontana da quella raggiunta da altri sensori e che si potrebbe avere senza problemi un sensore fullframe da 56 Mpx arruvando alla densità di un APS.
      Riguardo alla risoluzione degli obiettivi se l’obiettivo ha una risoluzione inferiore a quella di un sensore non ci sono problemi e il sensore la registrerà senza alcuna perdita, usando più di un pixel per i dettagli più fini. Se invece si verificasse il contrario si perderebbe parte dei dettagli risolti dall’obiettivo e sarebbe inutile spendere soldi per un obiettivo di qualità che non si potrebbe sfruttare al meglio.
      Ti faccio presente infine che sui sensori fullframe la qualità degli obiettivi è meno critica che su quelli più piccoli e che gli obiettivi lavorano meglio con MTF e microcontrasto più elevati perchè si usano a frequenze spaziali inferiori.
      Ciao, Francesco

  3. Sono d’accordo con l’ultima frase quando dici che nei contesti dove le foto vengono viste su un video fullHD (quando va bene) non ha nessun senso valutare il rumore del singolo pixel che nella visualizzazione è solo il risultato di un interpolazione fra diversi pixel e per sua natura, statistica, riduce il rumore.
    Quindi, da questo punto di vista, a parità di mega pixel totali il sensore grande è in vantaggio.

    Il problema se mai viene col fatto che la luce non si comporta in modo lineare, quindi sotto una certa dimensione dei pixel il rumore aumenta parecchio e molto più velocemente delle possibilità di correzione date dai processi di interpolazione. L’esempio che ti hanno citato è proprio quello delle Sony A7r e A7s dove la A7s (12 MPix) si comporta molto meglio in fatto di rumore anche su immagini scalate. Il confronto fra le due Sony è stato messo proprio su DPReview.

    1. sr (o meglio giggi)
      le foto non sono un’interpolazione di pixel, ma un insieme di pixel. L’interpolazione è fatta nella conversione raw-jpeg (o tiff) con la demosaicizzazione solo per ricreare i colori.
      Visualizzare le foto su un monitor Full HD 1920×1080 pixel, con tecnologia IPS, è davvero il minimo per poterne valutare la qualità, anche se sarebbe meglio un 2560×1440 o attualmente un 4K 3840×2160.
      Tu pensi che la Sonu A7R abbia più rumore dell’A7S? Con i “francobolli” visualizzati da DPReview è difficile dirlo, si deve vedere l’intera foto.
      Guarda la risposta a Pietro e ti convincerai del contrario.
      Ciao, Francesco

      1. Le foto le ho viste, e per me è più definita e meno rumorosa la 7s. Anche scaricando la foto per intero.
        L’unica valutazione scientifica sarebbe quella di fotografare una parete nera e stimare il rumore in termini statistici.
        Comunque le foto usate realmente in genere sono generate mediate processi di interpolazione e correzione. Quindi devi guardare anche al risultato finale.

        1. Sempre da profano mi verrebbe da dire che le foto della A7s sono nel complesso migliori di quelle della A7r, per cui posso ribaltare il concetto : se non si richiedono ingrandimenti di stampa impossibili, non è meglio avere un sensore con un numero di pxl medio (12 – 16 -20) invece di 36 che rimarrebbero inutilizzati ed in parte dannosi per il rumore ?

          1. Io non compirei mai ne la A7s ne la A7r, sono due prodotti troppo specialistici. Meglio la A7 liscia.
            I 36 Mpix li poi sfruttare in piena luce e con ottiche di fascia molto alta e costose.

            Nb. i 36 Mpix funzionano benissimo con la luce del giorno e con ISO bassi.

            1. giggi (alias sr)
              forse la A7 è la scelta più equilibrata anche per il rapporto qualità prezzo, e non solo per il numero di Mpx, ma anche per il suo autofocus ibrido.
              Comunque ho numerosi esempi di foto fatte con macchine da 36 Mpx e con Iso elevati di ottima qualità.
              Ti cito anche l’esempio dei vari modelli di Sony RX100 che con i loro 20 Mpx su sensore da 1″ (8,8×13,5 mm) stracciano per qualità d’immagine tutte le concorrenti con sensore delle stesse dimensioni o più piccolo e con 10-12 Mpx, proprio per l’elevato numero di pixel che consente se necessario anche di ridimensionare le foto alle dimensioni della concorrenza mantenendo un dettaglio maggiore e abbattendo il rumore visibile.
              Ciao, Francesco

          2. Pietro,
            non posso che ripetere quanto detto a sr (giggi, anche se insiste a non firmarsi).
            Tu parli di stampe, ma stampi davvero le foto? In questo caso dovresti sapere che per una stampa di qualità a 300 dpi (cioè 300 punti per pollice) con 12 Mpx si può arrivare a stampare fino a 35×23 cm, cioè poco più di un formato A4, mentre con 36 Mpx si arriva a 62×41 cm cioè un A2 che non mi sembra un formato esagerato.
            Comunque per mia esperienza di lungo uso e di test di fotocamere digitali ho riscontrato che le fotocamere con più megapixel sono sempre migliori di quelle con meno, a parità di dimensioni del sensore e di livello tecnologico. Il mercato però offre ampia scelta e ognuno è libero di preferire quello che crede.
            Il discorso che i tanti megapixel rimarrebbero inutilizzati non ha senso e può essere facilmente ribaltato dicendo che se si usa un obiettivo di alta qualità e il sensore non ha una risoluzione sufficiente è l’obiettivo a non essere utilizzato al meglio e si perdono dei dettagli, mentre se il sensore ha una risoluzione superiore a quella che può produrre l’obiettivo non si ha alcuna perdita e l’immagine avrebbe la stessa risoluzione di quella che si otterrebbe usando un sensore con risoluzione appena adeguata all’obiettivo.
            Per il danno derivante dal rumore non vorrei tornarci sopra in quanto è stato ormai praticamente dimostrato che questo dipende dalle dimensioni del sensore e non dal numero dei suoi pixel.
            In conclusione usare un sensore con risoluzione ridotta è un po’ come nascondere la testa sotto la sabbia: non si vedono i limiti di risoluzione degli obiettivi perchè il sensore non ha la risoluzione sufficiente per farlo e si vede di meno il rumore perchè le immagini, su video o stampa, sono ingrandite di meno. Comunque tutto dipende dall’uso che si vuol fare delle foto: per il web una compatta economica è più che sufficiente .
            Infine ricordo che la qualità ed il valore di una foto dipendono dal fotografo molto più che dalle cose di cui discutiamo e che per questo sono secondarie.
            Ciao, Francesco

        2. giggi (alias sr)
          prima di pubblicarle ho osservato bene le foto sia su un monitor professionale fotografico sia su uno schermo Retina di un Mac e sono sicuro che siano praticamente uguali per rumore e dettagli. Le piccole differenze visibili in qualche punto non sono significative visto che si tratta di due sensori diversi. Comunque ognuno ha la propria opinione.
          In ogni caso pubblico una foto con più rumore, quella della A7S a 51200 Iso per riferimento e per far vedere cosa vuol dire un rumore maggiore.
          A7S 51200 Iso
          Confrontandola con quelle della A7S o della A7R a 25600 Iso si vede che quella a 51200 Iso ha chiaramente più rumore di entrambe.
          Significativo poi il fatto che tu ti sia reso conto che nel valutare una foto si debba guardare il risultato finale. Per cosa si fanno le foto? Forse per misurare il rumore?
          Non ti sei accorto invece che nei miei test la valutazione scientifica la faccio, usando però invece di una parete nera una bianca. Comunque farò anche qualche prova con il nero per convalida.
          Ciao, Francesco

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