Cosa è la fotografia

Dopo l’articolo “Fotografia e fotocamere” continuo con la pubblicazione di articoli su come fare foto migliori partendo dal definire cosa è in realtà la fotografia.
La fotografia è prevalentemente visualizzazione ed immaginazione e si concretizza nella capacità di vedere il risultato finale di un’immagine nella propria mente e di realizzarlo in pratica con i mezzi a disposizione.
Non è importante il mezzo, ma è importante l’idea, la fantasia e l’immaginazione, sapere cosa si vuole e pensarlo nella propria mente. La realizzazione poi è facile. Vedere e immaginare fa diventare fotografi, scattare una foto poi è semplice.
La fotografia e quindi simile alla pittura. Sia il fotografo che il pittore hanno un’idea nella propria mente e la realizzano con i mezzi a loro disposizione.
Fino a un secolo e mezzo fa infatti i pittori rappresentavano la realtà (cosa sono i quadri di battaglie o di personaggi celebri?) interpretandola però secondo le loro idee e la loro fantasia. Lo stesso facevano per dipingere le immagini sacre che vediamo in tante chiese: in questo caso era la loro fantasia che creava l’immagine. Oggi non è più così e spesso i pittori cercano altre strade perchè questo ruolo è stato, in parte, assorbito dalla fotografia.
Scattare una foto è però più facile che dipingere. Molti prendono una fotocamera, scattano ed ottengono foto ben esposte ed a fuoco. Non per questo sono fotografi.
Fotografare è un’altra cosa: visione, sintesi, inquadratura, semplificazione, luce, colore.
I principianti spesso ottengono foto insignificanti e pensano che ciò sia dovuto all’attrezzatura che usano non adeguata, ma ciò non è vero: sono la mente e le idee che contano.
I pittori e gli artisti che provano ad usare la macchina fotografica di solito ottengono subito buoni risultati. E’ perché loro sanno cosa vogliono e come ottenerlo, hanno la visione, l’immaginazione e conoscono le regole per la composizione, la scelta della luce e l’inquadratura. Modificheranno inoltre i parametri di scatto della macchina per ottenere ciò che vogliono. Loro sanno che devono farlo se vogliono ottenere i risultati che avevano immaginato.
I non artisti invece hanno molta maggiore difficoltà a fare belle foto perché sono spesso fuorviati da preoccupazioni come la qualità della macchina, il rumore, la risolvenza degli obiettivi, invece che preoccuparsi di luce, colori, composizione ed inquadratura. E’ come se un pittore per fare un bel quadro fosse preoccupato unicamente della qualità della tela, dei colori e del pennello. Alcune di queste cose sono importanti e possono influire sulla durata nel tempo del quadro, ma non aggiungono nulla a quanto rappresenta e non fanno un bel quadro se l’artista non ha un’idea e non è capace di tradurla in pratica.
L’approccio alla fotografia ed alla pittura è quindi lo stesso: entrambe devono partire da un’idea. Per molti però è difficile capire perché una foto non è buona, anche se percepiscono quando lo è.
Pittori e fotografi lavorano con la fantasia, anche se i pittori sono più liberi, mentre i fotografi sono legati alla realtà che però possono interpretare a loro piacimento o anche oggi direttamente con la loro immaginazione tramite strumenti grafici di disegno e modifica sul computer.
Molti fotografi puristi si meravigliano se non possono definire la qualità di una foto da quella del suo mezzo tecnico, misurando risoluzione, rumore, gamma dinamica, ecc., ma l’arte è il messaggio, non il mezzo con cui lo si trasmette.
Naturalmente ci sono tantissimi generi diversi di fotografia: ritratto, paesaggio, nature morte, architettura, foto di strada, cronaca, foto sportiva, foto di viaggio, documentativa ed altri, ma sempre e comunque le foto che maggiormente si ricordano, sono più ammirate e premiate, sono quelle che rispettano certi canoni estetici e che soprattutto esprimono un’idea, danno sfogo all’immaginazione, raccontano qualcosa all’osservatore e per questo sono assimilabili alla pittura.
Immaginare nella mente il risultato che si vuole ottenere, usare la fantasia, interpretare la realtà secondo la propria visione, curare la composizione, la luce i colori e l’inquadratura sono cose che possono essere applicate a qualunque genere di foto, anche alle foto ricordo dei propri familiari ed amici, in occasione di un evento, alle foto di una gita, di un viaggio, di paesaggi, monumenti, persone, attività sportive, animali, di strada, nature morte e quanto vi viene in mente.
Questo piuttosto che la qualità tecnica dell’attrezzatura, macchina ed obiettivi, può fare la differenza fra una foto qualsiasi, scialba e che non resta impressa nel ricordo, e una bella foto fatta da un fotografo che racconta qualcosa a chi la osserva, indipendentemente che sia un parente, un amico o il pubblico di una mostra, che sia fatta vedere su uno smartphone, su Facebook, su una tv a grande schermo o stampata a 1 metro per 2.
Per farlo si deve imparare a pensare alle foto in termini di contenuti più che di tecnica, in termini di luce, colore, composizione, equilibrio, semplificazione, inquadratura. Alla tecnica oggi provvede nella maggiore parte dei casi la fotocamera con i suoi automatismi. E’ chiaro che una conoscenza di base si deve avere e che la conoscenza tecnica aiuta e in qualche caso può servire per correggere le impostazioni della fotocamera al fine di ottenere il risultato voluto, ma è solo un prerequisito, da sola non basta per fare belle foto.
Poi è evidente che per fare certe foto serviranno mezzi tecnici adeguati: se non mi posso avvicinare fisicamente al soggetto dovrò obbligatoriamente usare un tele, in ambienti ristretti o per abbracciare un amppio orizzonte servirà un grandangolo e così di seguito, ma questa e solo la base su cui costruire la propria capacità fotografica.
Questa si sviluppa solo con la pratica applicando i principi illustrati e sviluppando la propria immaginazione e fantasia, anche se c’è chi l’ha innata e chi deve esercitarla per acquisirla, quindi si deve fotografare, non disquisire su quale fotocamera sia la migliore.
In conclusione qualsiasi fotocamera avete, anche uno smartphone, usatela il più possibile cercando di applicare queste idee e principi.

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6 pensieri su “Cosa è la fotografia”

    1. Tubo (?!?)
      non è una recensione, ma un articolo informativo.
      I fatti li deve dimostrare chi legge con le sue fotografie.
      Ciao, Francesco

  1. Bravo Francesco, é la strada giusta per arrivare ai risultati, come sappiamo, molti fotografi, inizio secolo scorso provenivano dalla pittura. Una esasperazione per la sola tecnologia è consumismo e non fotografia
    luigigermano

  2. Grazie Francesco.Sei grande. Pero c’e a mio avviso un pero.Usi la parola colore varie volte:in questo blog si parla poco,troppo poco di colore,della differenza di colore tra le varie marche.Sono un “novato”e probabilmente non so leggere una foto.Ci sono foto nella red che sono perfette tecnicamente pero sono senz’anima, fredde,senza colore e senza il verde….Non so se mi sbaglio (posso definire una foto perfetta che non e’).Non sarebbe male una tua revisione sui prodotti(reflex bridge compatte ecc), sopratutto sui colori che producono.De corazon

    1. Camillo,
      volutamente parlo poco di colore, ma a suo tempo ho scritto un articolo “Il colore …è un software” che spiega molto bene i termini del problema. Le fotocamere digitali in realtà riprendono foto in bianco-nero. Solo grazie all’utilizzo di filtri colorati davanti ai pixel e all’interpolazione software producono immagini a colori. Solo i sensori Foveon, usati esclusivamente da Sigma, riprendono foto a colori.
      Questo vuol dire che non esiste “il colore” di un sensore, ma esiste solo l’interpretazione che il software della fotocamera o quello di conversione raw/jpeg su pc danno del colore. Inoltre si direttamente sulle fotocamere, sia nei software di conversione, c’è un’enorme possibilità di regolazione dei colori in modo che ognuno possa ottenere quello che preferisce. Di qui l’inutilità di valutare i colori prodotti dalle fotocamere digitali.
      L’unica cosa che si potrebbe fare sarebbe valutare la resa dei colori con le impostazioni standard e con il bilanciamento del bianco automatico, sia per i jpeg prodotti direttamente dalle fotocamere sia per quelli convertiti da raw, ma è un’informazione molto parziale e relativa viste le innumerevoli variabili che possono essere influenzate dalle regolazioni.
      Con la pellicola era più facile: ognuna aveva una sua resa colore, anche se si poteva modificarla leggermente a livello di sviluppo, e l’unica altra variabile poteva essere l’intonazione degli obiettivi.
      Ciao, Francesco

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